Alba Recensione: una vittima di abusi in una serie Netflix mediocre

L'opera, adattamento di una celebre serie turca, racconta uno stupro non riuscendo spesso a trovare un equilibrio narrativo

Alba Recensione: una vittima di abusi in una serie Netflix mediocre
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Alba è una recente serie televisiva spagnola prodotta da Atresmedia e Boomerang TV, inizialmente pensata solamente per il mercato dello streaming ispanico. La potente casa dell'intrattenimento casalingo mondiale, Netflix, ha però acquisito i diritti di distribuzione del titolo per il resto del mondo e dal 15 giugno 2022 è possibile vedere la realizzazione direttamente sulla piattaforma (vi consigliamo di dare un'occhiata alle serie Netflix di luglio 2022). L'opera, adattamento di uno show televisivo turco di successo (Fatmagül'ün Suçu Ne?) vede al centro della storia Alba (Elena Rivera), una ragazza che viene stuprata da un gruppo di ragazzi dopo una serata in discoteca in un paesino spagnolo, a Marina Baixa.

La situazione si complica rapidamente e quello che all'inizio sembra un processo facile da portare avanti, si incastra con una serie di sottotrame che, in realtà, rendono meno fluida la narrazione principale. Alba, purtroppo, per quanto abbia delle interessanti basi di sviluppo, si perde in un sistema narrativo e registico fin troppo confusionario, che vuole a tutti costi unire più anime: il dramma, il thriller, la soap opera che però sono generi che non riescono a funzionare sinergicamente tra loro. Detto questo, vediamo subito nel dettaglio come mai l'opera aveva tanto potenziale che è stato in parte sprecato nella gestione del racconto, che hai dei picchi sicuramente inaspettati, ma che ha al contrario dei punti veramente da dimenticare.

Alba: l'impervia ricerca della giustizia

Alba si apre in modo drammatico: la protagonista, già all'interno del primo episodio, è vittima di uno stupro di gruppo, ma non ricorda alcuni dettagli fondamentali di quello che le è accaduto.

Con l'avanzare delle puntate, però, la verità viene sempre più a galla, così come emergono, progressivamente, alcuni ostacoli che rallentano inevitabilmente la ricerca della giustizia da parte di Alba. Sicuramente un aspetto fondamentale ed interessante dello show è l'analisi psicologica del personaggio principale che si configura in un esame dettagliato dei traumi rimasti insoluti nella sua psiche dopo la fatidica notte che le ha cambiato totalmente l'esistenza. Parallelamente al processo, quindi, la giovane combatte giornalmente con i suoi demoni interiori e la serie suggerisce in modo palese che, ovviamente, sono delle cicatrici che si porterà dietro per tutta la sua vita. Parlando invece degli aspetti più criminologici della realizzazione è stata scelta volutamente una strada impervia e stratificata, con una sceneggiatura ricca di colpi di scena, incastri inaspettati, relazioni profonde tra personaggi e molto altro ancora. Registicamente, invece, non ci sono troppe sorprese e i film-maker dietro la macchina da presa,
Pablo Guerrero, Carlota Martínez-Pereda e Humberto Miró dimostrano una conoscenza parziale dei generi coinvolti.

Quello che salta all'occhio, purtroppo, è che quando ci sono delle variazioni narrative ed estetiche a queste non corrisponde un cambiamento registico. L'effetto finale denota staticità nonostante i continui cambi scenici, come se si fosse scelta un'unica soluzione standard per tutte le sequenze. Detto questo, per quanto la narrazione di Alba sia molto ricca e stratificata, non è sicuramente priva difetti strutturali e contenutistici che compromettono in parte la riuscita della serie.

Una trama che non ha ben chiara la direzione da prendere

Cominciando dalla mole contenutistica presente nel progetto, per quanto sia affascinante l'idea di ibridare più generi, viene da chiedersi se il tutto poteva concludersi molto prima, evitando qualche giro a vuoto che appesantisce evidentemente la storia. A fronte di una realizzazione composta da 13 episodi dalla durata di 50 minuti a puntata è infatti opportuno domandarsi quanti elementi sono stati aggiunti rispetto al nucleo centrale della trama e quali di questi ostacolano la fluidità della narrazione.

Passando alla struttura, è chiaro che gli autori hanno ricercato a tutti i costi un un modo efficace per gestire la tensione, aggiungendo sempre più tasselli in grado di creare suspense, ma è anche vero che l'effetto finale è straniante. Il risultato è la mancanza di un bilanciamento all'interno dello show e che molti dei passaggi più interessanti e dettagliati perché ricchi di colpi di scena sono poi seguiti da altri totalmente superficiali che contribuiscono solo a rallentare la conclusione della storia.

Tirando le somme, è evidente che sia in sceneggiatura che in regia non sono stati impostati degli obiettivi ben chiari, visto che la trama molto spesso non sembra seguire una linea precisa, ma si perde continuamente. Il cast, d'altrocanto, composto prevalentemente da attori e attrici già conosciuti nell'ambito seriale, è efficace nel tratteggiare personaggi complessi ed enigmatici.

In particolare la prova attoriale della protagonista, Elena Rivera, è sentita ed intensa, così come Álvaro Rico, Pol Hermoso e Jason Fernández, rispettivamente nei panni dei tre stupratori Jacobo Entrerríos, Rubén Entrerríos ed Hugo Roig, danno vita a degli antagonisti senza scrupoli e prigionieri delle loro fragilità. Nel complesso un prodotto televisivo che ha sicuramente delle peculiarità (una su tutte lo studio psicologico di Alba), ma che è ostacolato da elementi completamente superflui che lo appesantiscono.

Alba Alba è una serie televisiva che analizza in primis la psicologia e le cicatrici interiori di una ragazza vittima di uno stupro lavorando bene sulla sua caratterizzazione. La sceneggiatura cerca di andare oltre, presentando generi differenti e complicando una storia che di per sé funziona anche senza artifici. La regia, invece, non riesce sempre a tenere le redini della trama, non riuscendo a far fronte ai vari cambi di scena all'interno dell'opera. Uno show comunque interessante, anche tenendo conto delle efficaci interpretazioni del cast, ma che si perde continuamente non avendo una direzione precisa da seguire.

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