Netflix

Alla ricerca del fritto perfetto: recensione del nuovo show su Netflix

Il critico culinario Daym Drops ci conduce in alcune città statunitensi per un viaggio alla scoperta dei fritti migliori che possono offrire.

Alla ricerca del fritto perfetto: recensione del nuovo show su Netflix
Articolo a cura di

Uno dei format più presenti nei palinsesti televisivi di questi anni è senza dubbio quello a tema culinario: è quasi impossibile evitare di imbattersi in almeno di una di queste trasmissioni in una qualunque fascia oraria, con diversi chef diventati vere e proprie celebrità del piccolo schermo. L'attenzione verso questo tipo di programmi è alta e Netflix lo sa bene, considerando che il suo primo documentario originale è stato Chef's Table (dall'autore dell'apprezzato documentario Jiro e l'arte del sushi) e che da allora il suo catalogo è stato rimpolpato da un gran numero di docu-serie che vanno ad approfondire gli aspetti più disparati della cucina: si passa dalle proposte di chef stellati alla scoperta dei cibi di strada più caratteristici, dalle tradizioni di alcuni paesi ai vari usi di ingredienti specifici o all'utilizzo di determinate tecniche di cottura.

Com'è facilmente intuibile dal titolo, Alla ricerca del fritto perfetto (Fresh, Fried & Crispy) - la nuova docu-serie disponibile su Netflix dal 9 giugno 2021 per un totale di otto episodi - è un viaggio attraverso alcune città statunitensi in cui il conduttore Daym Drops determinerà il miglior piatto a base di frittura mangiato in ogni luogo visitato. Si tratta di un'idea semplice che basa quasi tutta la sua riuscita sulla personalità di Daym, molto più del cibo mostrato o delle storie dei vari ristoratori coinvolti. Vista la già citata abbondanza di show dedicati all'arte culinaria, non è semplice distinguersi in mezzo a tanta concorrenza e Alla ricerca del fritto perfetto non sfugge a questo pericolo, risultando ai nostri occhi sì un intrattenimento leggero e godibile ma anche un prodotto poco incisivo o memorabile. Prima di passare alla recensione, però, vi segnaliamo le altre uscite di giugno su Netflix.

Da Youtube a Netflix

Daym Drops è un appassionato di cucina, in particolare di fast food, e circa dieci anni fa diventò una celebrità su Youtube grazie a un video in cui recensiva un hamburger della catena Five Guys. Il suo successo è dovuto alle reazioni che gli si vedono fare mentre addenta panini, patatine e via dicendo poiché trasmettono il suo amore per il cibo e comunicano il suo apprezzamento anche più delle parole. A partire da quel video - che oggi conta dieci milioni di visualizzazioni - Daym ha iniziato una carriera da critico e presentatore.

L'ultimo passo in tal senso è proprio la conduzione di una serie per Netflix: otto episodi, otto città e tanti piatti da gustare, ma con una caratteristica in comune, il fritto. La formula di ogni episodio è pressocché identica. Daymon fa visita a qualche attività locale, prova alcune delle loro specialità fritte e dopo un breve riepilogo rivela qual è stato il suo piatto preferito, decretandolo vincitore della tappa.

In giro per gli Usa

Nel corso del viaggio abbiamo dunque l'opportunità di conoscere le diverse tradizioni locali, ma anche di assistere a piatti meno convenzionali, che possono farvi passare dall'avere l'acquolina in bocca al sollevare più sopraccigli di quanti ne possedete. Ogni assaggio è caratterizzato dai primi piani di Daym, il quale mangia con estremo piacere e si lascia andare a espressioni estatiche e a commenti di apprezzamento mentre gli chef osservano silenziosi. Il problema, se vogliamo metterla in questi termini, è che la personalità di Daym finisce un po' per offuscare il resto. Durante le varie visite non si parla in maniera approfondita delle ricette o della storia che c'è dietro a locali o food truck, che spesso sono diventati una sorta di istituzioni cittadine, luoghi in cui recarsi quando si è alla ricerca di conforto sotto forma di cibo. Di spunti per scoprire realtà gastronomiche, filosofie di cucina e piatti a noi poco conosciuti ce ne sono, ma il ritmo è spedito e si passa da un assaggio all'altro intervallato da brevi scambi di battute che non riescono a far emergere sul serio né le pietanze né chi le prepara. In genere ci si limita a una breve descrizione degli ingredienti, qualche accenno alla preparazione e a un proliferare di condimenti a base di formule segrete e "amore".

Daym ha una personalità spiccata e divertente e nel complesso è sia il punto di forza che di debolezza della serie, perché oltre ai

momenti dei suoi assaggi non c'è molto altro che riesce a fare colpo. E dunque se siete alla ricerca di un programma di cucina senza troppe pretese e che punta molto sulle reazioni del conduttore, Alla ricerca del fritto perfetto può garantire una manciata di ore di intrattenimento ben girato e mai noioso, ma se invece volete qualcosa di più approfondito o se cercate un programma innovativo per il genere, probabilmente è meglio rivolgere lo sguardo altrove.

Alla ricerca del fritto perfetto Alla ricerca del fritto perfetto si aggiunge a un elenco sterminato di programmi di cucina, senza riuscire a distinguersi particolarmente. Guardare il conduttore Daym Drops mangiare fa capire perché le sue reazioni siano diventate virali, ma la serie fa fin troppo affidamento su quest’ultime, piuttosto che concentrare l’attenzione sulle ricette proposte e sui suoi esecutori. La durata contenuta, l’approccio leggero e la simpatia di Daym, però, lo rendono comunque uno show godibile, che senza innovare o colpire particolarmente riesce lo stesso a intrattenere, soprattutto i fan del genere.

6