Andor 1x10 Recensione: cosa si sacrifica per la Ribellione?

Altro giro, altra puntata strepitosa per Andor che si dipana tra tentativi di evasione e riflessioni su cosa si è disposti a sacrificare per una causa.

Andor 1x10 Recensione: cosa si sacrifica per la Ribellione?
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Mentre viene svelata la trama di The Acolyte, con tanto di riprese già iniziate e casting ormai ultimati, Andor continua imperterrito la sua corsa verso la conclusione della sua prima stagione. Un parallelo a dir la verità molto interessante, perché veder quasi partire il marketing di una serie nonché farne uscire un'altra più piccola - qui potete recuperare la nostra recensione di Tales Of The Jedi - quando un prodotto ulteriore è ancora in onda non fa che avvicinare sempre di più la galassia lontana lontana al modus operandi tipico della Marvel. Ed in effetti il volume delle produzioni, soprattutto seriali vista la confusione che sembra regnare nel reparto cinematografico, inizia ad essere piuttosto similare con l'MCU, accompagnato purtroppo anche dalla qualità altalenante.

Andor resta, però, l'eccezione, la mosca bianca in questa prima vera ondata di produzioni targate Star Wars pensate per il piccolo schermo e la decima meravigliosa puntata non fa che confermare i suoi immensi punti di forza, nonostante si possa già tracciare un bilancio in fondo definitivo di ciò che non ha ingranato.

Una sola via d'uscita

Ritroviamo allora l'omonimo protagonista (Diego Luna) ancora prigioniero su Narkina 5, sebbene abbia ormai convinto Kino (Andy Serkis) e gli altri a tentare un disperato tentativo di fuga dopo aver capito che l'Impero non li avrebbe mai liberati - vi rimandiamo qui alla nostra recensione di Andor 1x09. Un piano fondato su una base molto solida: le guardie sono poche e spaventate dopo aver commesso delle atrocità inimmaginabili su uno dei piani della prigione, con l'astio dei detenuti che non fa che aumentare giorno dopo giorno.

L'episodio in sostanza è racchiuso qui, è solo un'evasione da Narkina 5 che riesce a risultare strepitosa sempre grazie ai capisaldi messi in campo da Andor fin dall'esordio. Insomma, si può dire tanto alla creata da Tony Gilroy, come ad esempio il fatto che non ha - e alla fine dei conti neanche vuole avere - minimamente i tempi di un normale telefilm con tutte le conseguenze che ne derivano.

Ma è innegabile la capacità straordinaria di delineare ambientazioni ricche e credibili, di popolarle con personalità magari semplicistiche per via dei tempi eppure non banali e funzionali al contesto e infine di raccogliere chirurgicamente, negli episodi culmine, i succosi frutti di questo raccolto per forgiare un coinvolgimento emotivo nello spettatore che, volente o nolente, è raro nell'odierno panorama seriale. Un meccanismo che assume persino più valore, secondo noi, quando in realtà si scopre che l'azione è molto lineare, quasi elementare nel suo svolgimento.

Rinunciare a tutto per la causa

I grandi momenti di Andor, infatti, non si basano per ora su mastodontiche sequenze action, bensì su piccoli atti diretti con sapienza e soprattutto chiarezza registica, la cui importanza viene moltiplicata proprio dal fatto che quei posti e quelle persone le abbiamo conosciute anche alquanto bene. Per dirla in poche parole, la fuga da Narkina 5 non ha assolutamente nulla da invidiare al primo incontro tra Cassian e Luthen (Stellan Skarsgard) o alla missione su Aldhani, che al momento regna suprema nel nostro cuore per un colpo d'occhio a livello estetico superiore. Per spezzare ogni tanto il ritmo con una necessaria pausa, l'episodio poi si concentra principalmente su Mon Mothma (Genevieve O'Reilly) e la sua onnipresente ricerca di un modo per destinare fondi alla Ribellione senza farsi notare dall'Impero.

E ci duole ammettere che si tratta ancora una volta della storyline più debole della serie, ripetitiva e fin troppo povera anche se questo capitolo pone finalmente la senatrice davanti ad un doloroso dilemma morale. Per arrivarci, tuttavia, sono state prese troppe lungaggini e dialoghi ripetuti privi di reale avanzamento, con la scusante del poco tempo su schermo che non regge se messa a confronto con le eccezionali scene che vedono protagonista Luthen, ricche di carisma e di una cattiveria selvaggia sublime. È lampante il parallelismo tra le due storyline, su cosa significhi sacrificare tutto e immolarsi per la Ribellione, ma Mon Mothma non è stata affatto sfruttata al meglio.

Cassian Andor Nuova settimana, nuovo episodio di Andor che ancora una volta convince appieno. Siamo ormai agli sgoccioli di questa prima stagione, eppure quel meccanismo di creare ambientazioni e personaggi credibili per poi farli esplodere in una puntata sublime continua a sorprenderci per una qualità semplicemente fuori dal comune. La fuga da Narkina 5 non fa eccezione pur nella sua estrema semplicità, perché alla fine sono i personaggi che la rendono eccezionale, da Cassian al Kino Loy di Andy Serkis. L'episodio in fondo è racchiuso qui, con giusto qualche breve sequenza incentrata prima su Mon Mothma, finalmente posta davanti ad un vero dilemma morale piuttosto angosciante (che però non salva ancora la sua storyline dall'essere la vera delusione ad ora di Andor), e infine su Luthen, protagonista per l'ennesima volta di una sequenza da pelle d'oca. Un dubbio permane: mancano solo due puntate e Andor non è esattamente nota per i suoi ritmi rapidi, ci sarà abbastanza tempo per imbastire un finale degno?