Gli Anelli del Potere 1x06 recensione: il male colpisce ancora

Dopo un episodio deludente sotto diversi aspetti, la serie Prime Video torna a stupire con una puntata intensa e colma di sviluppi

Gli Anelli del Potere 1x06 recensione: il male colpisce ancora
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Pur essendo passate settimane dal suo debutto sulla piattaforma Prime Video, Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere continua incessantemente a far parlare di sé. La caratura tecnica dell'opera sta pian piano conquistando anche i più scettici (Gli Anelli del Potere sta utilizzando tecnologie rivoluzionarie), lasciando tuttavia spazio a diverse lamentele e dubbi sia sulla gestione narrativa nel suo complesso, sia sulla gestione delle sottotrame presentate nei vari episodi. Come accennato nella nostra recensione de Gli Anelli del Potere 1x05, la scorsa puntata ha forse rappresentato il punto più basso in termini di scrittura fra quelli visti finora.

Con ormai buona parte di questa prima stagione alle spalle, gli showrunner J.D. Payne e Patrick McKay si sono resi protagonisti di una pesante sequela di alti e bassi che ha posto più di qualche freno all'immersione nella Arda della Seconda Era. Per molti dei fan di Tolkien, tralasciando la frangia più disfattista della community, permangono ancora diverse perplessità che la serie avrà il compito di fugare, in un modo o nell'altro. Ironicamente, dopo il calo della scorsa settimana, questo sesto episodio riesce nuovamente a risollevarsi sotto diversi punti di vista, chiudendo un'ora intensa e densa con uno spettacolare cliffhanger. Analizziamo insieme quanto mostrato.

La guerra si abbatte sugli Uomini

Riprendendo esattamente dove si era concluso lo scorso episodio, la maggior parte delle scene si concentra sulle Southlands e sull'avanzata degli Orchi di Adar. Il gruppo di Umani ancora rifugiati a Ostirith organizza rapidamente un piano d'azione nel tentativo di resistere il più possibile contro un nemico più forte e più preparato. Tale sforzo, per quanto lodevole, porterà a una battaglia di sangue e nervi che metterà in mostra tutta la malvagità della progenie oscura.

Nell'attesa di un conflitto ormai imminente, c'è tuttavia spazio per alimentare nuovamente i dubbi dello spettatore sulle reali identità di alcuni interpreti - tra quesiti senza risposta e piccoli segnali da carpire. Mentre la battaglia tra i due schieramenti raggiunge il suo culmine e Adar accarezza l'idea di recuperare l'artefatto posseduto dal gruppo di Arondir, l'ampio contingente salpato da Numénor si avvicina sempre più verso la terraferma.

Dopo una serie di dialoghi brillante e ben curata, condita anche da ulteriori indizi sul passato dei personaggi, tutta l'attenzione si concentra sul conflitto e sugli imprevedibili risvolti che si susseguono su schermo. Alcuni di questi, del tutto inattesi, faranno da principale apertura per la prima, vera svolta della narrazione verso eventi quanto mai imprescindibili per raccontare la storia di Sauron e della Seconda Era.

Mettendo da parte alcune delle sottotrame, la sesta puntata de Gli Anelli del Potere riesce (forse definitivamente) a superare le transizioni per concentrarsi sull'azione: pur mantenendo particolare attenzione per le sensazioni e l'introspezione dei personaggi coinvolti, l'episodio incalza senza sosta con caotiche battaglie e scene d'azione che possano mettere in mostra tutto il potenziale della produzione in vista di un finale che dovrà necessariamente lasciare il mondo a bocca aperta.

Un nuovo futuro per la Terra di Mezzo

Pur tenendo conto di qualche scelta incomprensibile, forzata o non gestita a dovere, possiamo affermare con convinzione che questo episodio ha finalmente mostrato tutto il coraggio e l'ambizione di Amazon nel tentativo di raccontare una Seconda Era epica con personaggi, eventi e storie che sarebbe stato impossibile approfondire altrove.

Sotto la direzione di Wayne Che Yip, che sfrutta a dovere la continuità stilistica fra gli episodi a lui affidati, lo scontro che occupa la maggior parte del tempo su schermo mette in mostra i muscoli di una produzione che intende stupire. Per quanto riguarda l'impatto visivo, oltre alle già citate scenografie neozelandesi e alla sorprendente cura per i dettagli prostetici, gli Orchi riescono ancora una volta a rubare la scena: nella rappresentazione targata Prime Video, la versione prototipica delle creature oscure rasenta quasi la perfezione. In particolare, soprattutto nelle prime sequenze, è estremamente affascinante osservare quella che si presenta a tutti gli effetti come una sottocultura. Oltre alla bellezza estetica, infatti, anche la coerenza caratteriale appare perfettamente in linea con le atmosfere tolkieniane e anzi, ne offre quasi un approfondimento.

Le musiche di Bear McReary, insieme a un comparto fotografico avvolgente che si esalta nelle scene in notturna, contribuiscono scena dopo scena ad alimentare un crescendo qualitativo che culmina con un'incredibile sequenza in CGI. Nell'ottima gestione dei ritmi e delle varie sequenze, spiccano poi interessantissimi dialoghi che riescono ad affascinare come raramente accaduto sinora. Farà senz'altro piacere osservare che, per buona parte del proprio screen time, anche Galadriel concede sprazzi della purezza e dell'eterna saggezza che raramente ha mostrato sin qui.

Ciò non basta, tuttavia, a evitare ulteriori ricadute. Tutto sommato, acquisiamo a poco a poco fiducia sul percorso di crescita del personaggio, per quanto repentino o affrettato potrà sembrare. In questo senso, le rivelazioni su alcuni personaggi daranno finalmente qualche soddisfazione agli spettatori. Tralasciando quindi le minuzie, il principale problema di un episodio positivo rimane legato alle scelte narrative: alcune delle azioni dei personaggi non vengono spiegate nella loro metodica, né lasciate intendere. Questo, soprattutto sul finale, fa apparire i risvolti ben più deboli degli sviluppi.

L'inizio della fine

Il pensiero che la parte più debole di una produzione così imponente non riguardi problematiche di budget, bensì qualità autoriali e preparazione personale, spezza ancora il cuore. J.D. Payne e Patrick McKay sanno essere molto bravi quando affrontano frangenti che tengono molto a cuore, ma non riescono ancora a trovare un equilibrio formale tra idea e contenuto. Il fascino e il pathos riescono occasionalmente a emergere fra gli episodi, ma le conseguenze di alcune scelte narrative appaiono raffazzonate e completamente illogiche se paragonate a elementi ispirati dal canone.

Il sesto episodio de Gli Anelli del Potere concede ben più di qualche speranza in questo senso, configurandosi come una vera e propria prova di abilità - complice l'elevato screen time dedicato all'azione. Ad alcune idee potenzialmente interessanti si affiancano interpreti che fanno del loro meglio con ciò che hanno a disposizione, ma che stanno riuscendo a emergere in maniera brillante e positiva - basti pensare a Elrond, ma anche ad Arondir. Con l'arrivo dell'oscurità e con grandi svolte mai così vicine, la serie avrà l'arduo compito di costruire un finale convincente in vista della prossima stagione.

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere - Stagione 1 Il sesto episodio de Gli Anelli del Potere riesce a risollevare il morale dopo le delusioni della scorsa settimana, dando spazio a uno spettacolo visivo e a un crescendo semplicemente sontuoso. Oltre all'imponente comparto tecnico spiccano anche affascinanti e convincenti scambi tra i personaggi, alternati però da alcune sbavature nella gestione della trama. Con due soli episodi a separarci dalla fine, lo show targato Amazon dovrà fare del proprio meglio per convincere gli spettatori.