Recensione Arrow - Stagione 1

L'ottima prima stagione di Arrow si conclude con un cliffhanger che fa crescere l'attesa per i nuovi episodi

recensione Arrow - Stagione 1
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Chi, all'annuncio di una serie dedicata a Freccia Verde, aveva dei dubbi sulle possibilità di successo del progetto non può che essersi ricreduto. Arrow ha saputo offrire azione, ironia, atmosfere dark, e un pizzico di romanticismo per tutta la stagione, fino al cliffhanger finale che apre la porta a nuovi scenari, lasciando gli spettatori in trepidante attesa dei nuovi episodi.

Una trama avvincente

Oliver Queen (Stephen Amell), dopo cinque anni trascorsi su un'isola deserta, viene riportato a Starling City, dove cercherà di esaudire l'ultimo desiderio del padre: rimediare agli errori da lui commessi sconfiggendo criminali e insospettabili persone corrotte i cui nomi formano una misteriosa lista. Mettendo a frutto quanto imparato sulla misteriosa isola, Oliver di notte si trasforma in un "vigilante" dall'entrata in scena ormai diventata cult: "You have failed this city".
Fingendo di non aver del tutto abbandonato la vita di eccessi per cui era famoso prima del naufragio, Oliver crea una copertura perfetta per la sua doppia vita fondando un night club in un edificio abbandonato. Ad aiutarlo nella sua attività imprenditoriale c'è l'amico Tommy (Colin Donnell) che si è innamorato della sua ex Laurel (Kate Cassidy). La figlia del detective Quentin Lance (Paul Blackthorne) prova dei sentimenti per entrambi e anche per la figura del vigilante, sospeso tra l'essere considerato un eroe o un killer senza scrupoli.
Nessuno dei membri della famiglia Queen sembra però avere una vita facile: Moira (Susanna Thompson) mantiene troppi segreti persino al marito Walter (Colin Salmon), e Thea (Willa Holland) sfoga la sua sofferenza e solitudine ribellandosi, non senza conseguenze, all'apparente perfezione mostrata in pubblico da chi le sta accanto.
A sostenere Oliver nella sua lotta al crimine c'è, invece, John Diggle (David Ramsey), che da guardia del corpo si trasforma nel suo braccio destro, e l'intelligente esperta di computer Felicity (Emily Bett Rickards), indispensabile in più di un'occasione per tirare tutti fuori dai guai.

Una tematica esplorata in modo convincente

Tra flashback sull'isola e un presente in cui anche le persone più amate sembrano nascondere un lato oscuro, Arrow ha saputo migliorare puntata dopo puntata. Gli sceneggiatori sono riusciti a trasportare sul piccolo schermo i personaggi della DC Comics in modo accattivante, conquistando l'attenzione anche di chi non aveva mai sfogliato le pagine dei fumetti. Le missioni del protagonista sono state inserite in un contesto lineare e coerente anche quando sembravano apparentemente a se stanti. La trama ha infatti saputo esplorare con bravura l'evoluzione di un miliardario viziato in un eroe alle prese con la solitudine e la sofferenza causate dal desiderio di giustizia e vendetta, ma non solo. Durante la prima stagione sono state mostrate diverse declinazioni della stessa necessità interiore, rendendo la storia ricca di sfumature. Diggle compie le sue scelte pensando all'ingiusta morte del fratello, Tommy vuole redimersi per amore di Laurel, Felicity cerca la verità sul rapimento di Walter, Malcolm da anni è animato dalla rabbia per l'uccisione della moglie, Laurel e Quentin lavorano quotidianamente per far trionfare la legge e trovare una qualche forma di conforto al lutto che li ha colpiti, Thea prova a riparare ai suoi errori, e persino Roy cambia atteggiamento dopo aver rischiato di perdere la vita. Questa situazione ricca di approcci diversi alla stessa tematica principale permette al serial di non trasformarsi mai nel fin troppo semplice racconto di una crociata personale in nome della giustizia, ma di dare vita a personaggi che si scontrano e completano a vicenda con una grande naturalezza.
Meno riuscita, invece, la parte dedicata ai flashback sulle esperienze ambientate sull'isola in cui i personaggi sono un po' troppo abbozzati e gli eventi estremizzati e a tratti surreali. Si può sperare che nella prossima stagione si esplori maggiormente ciò che è accaduto e si possano chiarire in modo più preciso i legami tra le due dimensioni.

Personaggi secondari essenziali

Stephen Amell è riuscito a superare la prova affidatagli dimostrando di possedere non solo il fisico necessario alle scene d'azione, ma anche una buona intensità nei momenti più importanti della serie. L'interpretazione fin troppo controllata si è rivelata utile per esprimere esteriormente la necessità di reprimere i sentimenti in nome della propria missione, rendendo evidente il peso emotivo che Oliver deve sostenere nel vivere una quotidianità fatta di menzogne e il suo tentativo di non mostrare i propri punti deboli. L'amicizia con Tommy e, in modo diverso, quella con Diggle e Felicity hanno progressivamente dato spazio al lato più umano del protagonista e gli ultimi minuti della stagione sono i più convincenti a livello emotivo dell'intero ciclo di episodi.
I personaggi secondari si sono rivelati essenziali per la buona riuscita del serial. Se Kate Cassidy non sempre riesce a convincere nel suo ruolo fin troppo innocente, Emily Bett Rickards è stata una piacevole scoperta. L'attrice ha recitato alla perfezione la parte di Felicity Smoak, a cui sono state affidate le battute più divertenti e i momenti ironici della stagione. Le sue interazioni con Oliver, spesso piene di doppi sensi involontari, la sua sicurezza di fronte allo schermo del pc che quasi crolla nel mondo reale, e il suo essere il vero collante tra Oliver e Diggle l'hanno resa una presenza indispensabile per alleggerire con intelligenza il clima dark di Arrow.
Ottima anche la performance di Colin Donnell e di John Borrowman con il suo spietato Malcom Merlyn, nemesi all'altezza del suo ruolo all'interno della stagione fino alla fine. In vista della prossima stagione risulta poi molto promettente la buona alchimia esistente tra Colton Hayes e Willa Holland, in attesa di vedere gli sviluppi nella relazione tra Roy e Thea.

Arrow - Stagione 1 La prima stagione di Arrow merita di essere promossa a pieni voti. Ogni episodio ha offerto un intrattenimento di qualità in cui l'azione non ha messo in secondo piano una storia solida di redenzione e vendetta. I combattimenti spettacolari sono stati equilibrati da una trama in grado di coinvolgere il pubblico grazie a personaggi ben scritti e interpretati. L'atmosfera dark, stemperata da una buona dose di umorismo e romanticismo, ha animato una stagione in continua crescita, ricca di sorprese e rivelazioni fino all'epico finale di stagione.