Better Call Saul 6X06 Recensione: un episodio sottotono?

Lo spin-off di Breaking Bad sta tenendo troppe carte ancora coperte, ma la situazione si appresta a cambiare col midseason finale.

Better Call Saul 6X06 Recensione: un episodio sottotono?
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Dobbiamo ammetterlo, dopo l'uscita di scena di Nacho le acque si sono calmate un po' troppo in Better Call Saul. La qualità dello show di Vince Gilligan e Peter Gould rimane altissima, non fraintendete, ma dopo la recensione di Better Call Saul 6X04 e la recensione di Better Call Saul 6X05 ci aspettavamo un piglio decisamente più importante dall'episodio diretto da Giancarlo Esposito, che i più conosceranno per la sua eccellente interpretazione di Gus Fring. Siamo ad un passo dal midseason finale, il series finale è all'orizzonte, riusciamo già a vederne alcuni contorni, alcune delle conseguenze che investiranno inevitabilmente i nostri protagonisti. Per questo sappiamo che tutto sarà ripagato, ma probabilmente un ritmo crescente avrebbe permesso a questi capitoli intermedi di rendere al meglio l'idea.

Verso la disfatta?

Sono settimane che Saul e Kim seminano le fasi del loro piano contro Howard e ancora la situazione non risulta chiarissima. I tentativi di screditare l'ex socio del fratello di Jimmy sono stati molteplici, dalla cocaina nascosta al club alla messinscena con una prostituta da parte di un Saul truccato di tutto punto nei pressi di Kim e Cliff Main. Jimmy e Howard sono persino giunti sportivamente alle mani sul ring, e l'ex capo della moglie di Saul ha assunto un detective privato per pedinare Goodman. Insomma, la situazione è tesa, ma il complotto continua, tra falsi Casimiro e strane sostanze per dilatare le pupille fornite dal dottor Caldera. Detto ciò, avremmo forse apprezzato una maggiore schiettezza a livello di sceneggiatura, che ormai mantiene un basso profilo di scrittura nelle dinamiche tra personaggi, mentre è l'introspezione dei singoli a trionfare.

In particolare, il teaser dell'episodio ci riporta all'infanzia di Kim, per rivivere un frangente della sua vita che ci fa capire molto di più sulla sua tendenza ad aiutare il prossimo, ma anche a stare con un truffatore come Jimmy. Ed è il finale a siglare forse in maniera definitiva il destino della donna, imponendole un bivio di fronte al quale decide di deviare dalla retta via, dopo che il destino le ha servito l'ennesima occasione di riscatto. Una parabola perfettamente iscritta nel corso di una puntata, che ci anticipa la caduta di Kim, non sappiamo in quali circostanze, ma forse, data la semina del teaser, la moglie di Saul passerà dei brutti momenti (magari anche anni), rinunciando alla libertà e alla professione, senza però sporcarsi definitivamente le mani negli eventi vissuti dal fu Jimmy McGill in Breaking Bad.

Il prezzo da pagare

Piccolo dispiacere per la parentesi dedicata a Lalo Salamanca, che in questa stagione si è rivelato il personaggio ideale per inserire un briciolo di azione nel drama. Dopo la visita in Germania a casa di Werner, il suo piano prevede di incontrare uno dei ragazzi dell'uomo, il cui destino è stato deciso nella precedente stagione. Anche in questo caso crediamo che lo script abbia leggermente peccato di parsimonia drammaturgica, lasciandoci comunque intendere dove Lalo voglia andare a colpire nel suo progetto di vendetta.

Se negli scorsi episodi la minaccia Salamanca aveva messo in allerta Gus, portandolo ad atteggiamenti ossessivi e a nervi a fior di pelle, spetta proprio alla regia di Giancarlo Esposito incorniciare un piccolo quanto gradito frangente dell'intimità di Mike, costretto a mettere sotto osservazione anche la nuora e la nipotina e a intrattenere un tenero rapporto a distanza, un appuntamento fisso con le stelle da una parte all'altra della strada, senza che gli unici affetti a lui rimasti lo sappiano. Gli equilibri cambieranno decisamente nel corso della puntata a venire, per ora quindi ci godiamo queste piccole cose preziose, che ci fanno perdonare un incedere non proprio esaltante.

Better Call Saul - Stagione 6 Ad un passo dal midseason finale, Better Call Saul inanella il terzo episodio compassato di fila. Non che ciò significhi che lo show stia sprofondando in un abisso sottotono dal quale è impossibile emergere. Semplicemente Gilligan e Gould forse dovrebbero esporre un po' più le loro carte e fomentare il ritmo di quest'ultima stagione. Perché gli eventi non mancano, anche importanti. Better Call Saul si conferma una serie improntata sui personaggi, e questo è un bene, ma anche un maggiore dinamismo lo sarebbe. Detto ciò, l'occhio di bue sul personaggio di Kim getta una luce inedita e rivelatrice, che potrebbe anticipare la sua disfatta - non che questo sia necessariamente un male, alla luce degli eventi che vivrà Saul in Breaking Bad -, mentre soffriamo con Mike le conseguenze della tensione relativa al piano di Lalo, che ancora fatica a manifestarsi pienamente. Purtroppo (o per fortuna) la prossima puntata darà lo scossone decisivo a questo stallo.