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BoJack Horseman: recensione della sesta e ultima stagione

Bojack Horseman, la serie cult creata da Raphael Bob-Waskberg è arrivata alla sua conclusione. Pronti a dire addio a un vecchio amico?

BoJack Horseman: recensione della sesta e ultima stagione
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Probabilmente neanche Raphael Bob-Waskberg, il creatore della serie cult Bojack Horseman, si sarebbe aspettato un riscontro di pubblico sempre crescente riguardo la sua creatura. Eppure, stagione dopo stagione, il cartoon con protagonista il cavallo antropomorfo più famoso della tv ha assunto sempre più i connotati di un manifesto generazionale, improntato sulla disillusione e il postmodernismo.

Oltre all'onnipresente vena satirica che contraddistingue l'opera, l'autore ha deciso di soffermarsi anche su una scrittura matura e drammatica, in grado di generare emozioni contrastanti nello spettatore.
Dopo aver recensito la prima parte di BoJack Horseman 6, non ci resta quindi che buttarci a testa bassa nell'analisi dell'ultima tornata di episodi per salutare, per l'ultima volta, la serie Netflix.

Metà uomo, metà cavallo

Il momento della verità è infine arrivato. Dopo la prima metà della season finale, incentrata nel riproporre tutti gli elementi di successo dell'opera senza però strafare, in questa seconda parte si è invece deciso di spingere in maniera decisa sull'acceleratore.
Nell'ultima (è proprio il caso di dirlo) cavalcata verso il finale, Bojack torna a svolgere una funzione catalizzante per la narrazione - in maniera sicuramente più decisa rispetto a quanto visto nel recente passato - così da rendere tutti gli episodi finali ricchi di sfaccettature e chiavi di lettura interessanti.

L'unica possibile e reale conclusione per il personaggio era di vederlo fare i conti in maniera definitiva con il suo tormentato passato; Raphael Bob-Waskberg, uscendo dalla comfort zone della prima parte di quest'ultima stagione, ha permesso al protagonista di evolvere considerevolmente, senza però puntare su alcun tipo di moralismo, ma anzi facendo leva proprio su quella dimensione a tratti tragica, autodistruttiva (e per certi versi disperata) caratteristica del personaggio fin dalle origini.

La season finale pone il protagonista a confronto con il proprio passato come mai fatto prima, in un continuo ribaltamento di fronte tra ciò che è giusto fare e ciò che è meglio escogitare per evitare guai, ponendo così Bojack di fronte ai tanti - troppi - errori commessi nel corso della sua problematica vita. Ottima l'idea di mostrare il cavallo antropomorfo nelle vesti di insegnante, grazie a un concentrato di gag dal sapore dolceamaro capaci ancora una volta di fare una satira pungente riguardo tutti i meccanismi che muovono lo show business.

Da questo punto di vista, il personaggio di Princess Carolyn è tornato a rivestire un ruolo cinico, ritrovando la sua straordinaria abilità nello scovare potenziali nuovi "talenti" di cui il mercato dell'intrattenimento ha bisogno per autoalimentarsi. Ma è proprio vedere Bojack nei panni d'insegnante a fornire alla serie l'incipit perfetto per il rush finale, grazie anche a una spassosa - quanto profonda - scena iniziale.

A un certo punto, infatti, vediamo il protagonista scrivere il proprio nome su una lavagna per presentarsi ai propri studenti. La scritta però, fatta con un pennarello indelebile, non viene più via; lo spettatore si ritrova così a sorridere a denti stretti per la grande sbadataggine del protagonista, seppur in realtà quella semplice sequenza potrebbe anche assumere il significato di una vera e propria sentenza: con il proprio passato, alla fine, bisogna fare i conti.

Ed è il passato del protagonista a diventare il vero fulcro tematico della serie, capace di tornare a colpirlo con estrema violenza senza possibilità di replica alcuna. Bojack infatti, ora perfettamente riabilitato e pronto ad assumere il ruolo di faro sicuro per i propri studenti, viene riportato alla realtà per via di quanto successo alla sua amica Sarah Lynn, deceduta tempo addietro proprio per colpa sua.

100% divo

Riportare alla luce le vere cause della morte dell'ex attrice-amica-amante di Bojack, porta lui stesso a dover prendere una decisione definitiva: ammettere definitivamente le proprie colpe oppure sforzarsi per trovare l'ennesimo sotterfugio per farla franca. In questo modo lo spettatore viene portato all'interno della psiche tormentata di Bojack, che episodio dopo episodio lotta strenuamente con se stesso senza riuscire mai a capire dove andare davvero.
Raphael Bob-Waskberg è stato infatti molto abile nel gestire in maniera ottimale la caratterizzazione del protagonista, intenzionato sì a redimersi dai propri peccati senza però mai crederci fino in fondo, continuamente in balia delle luci della ribalta e della voglia di apparire. Un personaggio quindi estremamente complesso, sfaccettato, fragilissimo ma anche tremendamente ipocrita e meschino.

Un protagonista non malvagio ma neanche buono, capace sì di empatizzare con lo spettatore per la sua profonda (e drammatica) crisi esistenziale ma comunque eccessivamente egoista per poter davvero far breccia nel cuore del pubblico. Questi ultimi otto episodi portano a compimento anche i numerosi archi narrativi degli altri personaggi, mostrando i vari Mr. Peanutbutter, Todd Chavez e Diane Nguyen (a cui è stato dedicato comunque parecchio spazio) trovare la propria strada seguendo una naturale e organica maturazione caratteriale, che per forza di cose non può che intrecciarsi con la vita di Bojack.

Gli ultimi due episodi sono forse quelli che riescono a incarnare lo spirito della serie più di tutti, grazie a un grande pathos (in alcuni casi capace di tendere addirittura a influenze di stampo orrorifico) in grado di catturare lo spettatore in maniera efficace.

Seppur probabilmente alcuni spettatori avrebbero preferito vedere la serie concludersi con la penultima puntata (forse più coerente con l'intero impianto generale dell'opera), l'ultimo episodio ne è invece la parte complementare. Perché in fondo, il protagonista, pur con tutti i suoi sbagli, le sue imperfezioni e i suoi tragici errori, ha sempre tenuto alle persone che gli stavano accanto, senza però avere il coraggio di farglielo capire in modo chiaro e deciso.

BoJack Horseman - Stagione 6 L'ultima stagione di Bojack Horseman si dimostra all'altezza di tutti gli episodi precedenti, capace di mettere il protagonista a confronto con il proprio passato così da portare alla luce - in maniera definitiva - la sua anima disperata, ma ancora dotata di un piccolo barlume di luce. Un finale di stagione profondo e toccante, in grado di suscitare sicuramente forti emozioni senza comunque dimenticarsi, in vari momenti, di puntare anche su un registro satirico efficace. Un vecchio (quanto tossico) amico è pronto a dirci addio. Ma siamo davvero pronti a salutarlo una volta per tutte?

8.5