Recensione Boris - Stagione 3

Gli occhi del Cuore 3? No! Stavolta ci tocca Medical Dimension!

recensione Boris - Stagione 3
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Boris arriva alla conclusione della sua terza stagione, un’avventura diversa dalle precedenti a causa di alcuni cambi per quel che riguarda regia e cast, ma quel che forse si nota di più è il cambiamento dello spirito della serie. Pur sempre rivolto verso il comico, la terza stagione non riserva grosse sorprese come era successo per le precedenti e tende a sminuire quello che era stato uno dei prodotti-rivelazione della televisione italiana in questi ultimi anni. Ma andiamo con ordine.

Medical Dimension...

La terza stagione di Boris si apre con un doppio episodio in cui ci vengono mostrate le (dis)avventure di Renè una volta terminata la seconda stagione di “Occhi del Cuore”. Tra un Machiavelli che non s’ha da fare e un “Troppo frizzante” forse...troppo frizzante per una televisione italiana che ancora non è pronta ad una comicità così particolare (parole dello stesso Ferretti), Renè torna a lavorare con i suoi fedelissimi per quella che potrebbe essere la nuova frontiera delle televisione italiana: Medical Dimension. Finalmente l’Italia sembra voglia uniformarsi alle grandi produzioni televisive americane e il prescelto per il salto di qualità è stato proprio colui che ha portato alla ribalta Occhi del Cuore: insieme a Stanis, Duccio, Biascica, Arianna e la nuova star Fabiana (che altri non è che la figlia dello stesso Ferretti), Renè - e Alessandro, lo stagista protagonista del serial - si lancia in una nuova, entusiasmante, avventura dalla parola d’ordine “qualità”.

...o Occhi del Cuore 3?

Ben presto Renè capisce però di non avere i mezzi a disposizione per poter svolgere il compito assegnatogli e, nonostante tutte le buone intenzioni, la fiction risulta quasi peggiore rispetto a quello che era Occhi del Cuore. Quali saranno quindi le decisioni della rete e del Dottor Cane in merito a Medical Dimension?
Benchè da più parti si sia paventata l’idea di una conclusione del serial (in realtà già dal termine della seconda stagione), il finale della terza stagione fa presumere che un seguito potrebbe esistere. E probabilmente è proprio quello che vogliono fare gli autori: lasciare uno spiraglio per una possibile prosecuzione, pur dando una conclusione a quello che è stato, finora, Boris. Ma un’ulteriore stagione gioverebbe veramente ad una delle migliori produzioni italiane degli ultimi anni?

Calo fisiologico

In realtà un calo (vistoso) riguardante l’atmosfera comica della serie c’è stato: prima di tutto, mentre nelle scorse stagioni la comicità era molto tagliente, comunicando senza specificare alcunché, in questa terza già dalle prime puntate viene tirato in ballo uno dei temi più abusati dalla satira italiana: per carità, non che sia un male, ma probabilmente l’uso di battute meno esplicite avrebbero reso meglio e sarebbero state più nello spirito che ha sempre contraddistinto Boris. Allo stesso modo, si risente un po’ di quelli che sono i tratti caratterizzanti dei personaggi: benché sia sempre divertente vedere Stanis pavoneggiarsi per nulla o Biascica insultare i suoi schiavi, si sente la mancanza di qualcosa. E quello che manca è forse non tanto nei personaggi quanto nelle situazioni, non più fresche e originali come apparivano in passato.
Nei dialoghi restano comunque inossidabili alcune battute formidabili, con delle punte elevate di comicità in alcune puntate piuttosto che in altre. Peccato per la mancanza di una grande guest-star quale era Corrado Guzzanti, che nella seconda stagione aveva dato un grande contributo alla serie e rappresentava veramente un valore aggiunto in un cast già di per sé molto variegato.

Un cast un po' meno "italiano"

Proprio con riferimento al cast, si mantengono sempre su buoni livelli le interpretazioni delle figure storiche: Francesco Pannofino (Renè) è fantastico nelle sue scene tragicomiche, quando capisce di non poter fare nulla per migliorare quella che è e resterà una produzione “italiana” mediocre, Pietro Sermonti (Stanis) ci conferma le sue buonissime doti da attore comico dopo la rivelazione delle prime due stagioni, Alessandro Tiberi (Alessandro) risulta essere uno degli attori emergenti migliori del panorama italiano. Assoluta novità della terza stagione riguarda l’attrice protagonista, Fabiana Hassler, figlia di Renè Ferretti, interpretata da Angelica Leo: le sue performance saranno talmente al di sopra della media rispetto al resto del cast della fiction che Fabiana sarà invitata da Paolo Sorrentino (che compare in un cameo di sé stesso) a recitare nel suo prossimo film.
Altre guest-star della terza stagione sono Laura Morante, che interpreta una casalinga presente in un’inquadratura, per la quale Renè farebbe di tutto pur di poterla utilizzare, ma che non ne vuole proprio sapere di comparire in video e Giorgio Tirabassi, già presente nelle altre stagioni, regista e amico di Renè e Filippo Timi nei panni di un esperto della sanità italiana con l’arduo compito di rendere la fiction il più reale possibile.

Boris - Stagione 3 Boris 3 non delude, ma pone dei dubbi sul futuro della serie: tentare il tutto per tutto con una quarta stagione con il rischio di rovinare quanto di buono costruito fino ad oggi o piuttosto terminare la serie alla terza stagione e magari cercare di porre le basi per un nuovo prodotto di pari qualità? Qualunque sia la scelta, facciamo i complimenti per quanto fatto agli autori, capaci di averci dato forse per la prima volta un prodotto italiano che sa stare al passo con quelli americani.

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