Breaking Bad: Stagione 5 Recensione

La storia di Walter White, interpretato magistralmente dall'attore Bryan Cranston, giunge al suo epilogo confermando l'altissimo livello raggiunto

recensione Breaking Bad: Stagione 5 Recensione
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Breaking Bad colpisce veramente nel profondo, toccando corde che nessun altro serial aveva mai fatto prima. Ci troviamo di fronte ad una pietra miliare. Difficilmente, specialmente in ambito serial, ci si può trovare di fronte ad un prodotto cosi' completo, una quadratura del cerchio come non si era mai vista prima d'ora, un picco qualitativo quasi irraggiungibile da qualsiasi altro prodotto, coerente dall' inizio alla fine. Si, perché di serial fenomeno (o che hanno a loro modo fatto la storia della tv), ne è pieno il mondo, ma ben pochi sono riusciti ad offrire una coerenza e costanza qualitativa di tale caratura . Basti citare prodotti come Twin Peaks, Lost, 24 e via dicendo, ossia serial che in modi seppur diversi hanno contribuito ad arricchire, migliorare ed ampliare il panorama televisivo statunitense. Prodotti esemplari, eccelsi, capolavori il più delle volte, che però hanno sofferto di una gestazione forse altalenante, che li ha portati ad offrire alti e bassi, cali qualitativi decisamente notevoli. Basta fermarsi e riflettere ricordando magari gli episodi successivi alla scoperta del killer della tanto amata Laura Palmer, o agli innumerevoli viaggi del tempo/season finale dei nostri Lostiani. Scene che seppure risultassero indubbiamente superiori alla mediocrità di prodotti che affligge spesso i network americani rappresentavano le proverbiali "note stonate" di queste bellissime produzioni. Breaking Bad sembra non soffrire di questi elementi, offrendo dall'inizio alla fine, in un vortice di elementi, sensazioni ed emozioni nettamente diverse tra loro, un perenne quanto appagante susseguirsi di eventi.

Verso Belize..

In molti si sono chiesti cosa rendesse grandi le imprese dell'ex professore di chimica Walter White, cosa spingesse sia pubblico che critica ad elargire commenti assolutamente entusiasti episodio dopo episodio, in cosa consistesse la grandezza di Breaking Bad. Come per la chimica (o, nel caso più esplicito ed adatto, la ricetta per la perfetta metanfetamina), la giusta dose di determinati elementi condita da dovuti accorgimenti resta la necessità fondamentale per la buona riuscita del tutto. Qualità recitative, scelte registiche assolutamente perfette, misto di generi e di situazioni (spaziando dalla comedy al dramma nudo e puro), scelte musicali azzeccate: tutte misture che rendono la visione di questo serial scorrevole e sorprendente. E, difatti, basta un piccola visione per accorgersene ed entrate in questo mondo cosi' reale, eppure cosi' perfetto. Si, perché la cattiveria e la nuda verità di Breaking Bad nonché la capacità di mostrare di cosa è capace l'animo umano dentro determinate situazioni sono anche il simbolo della sua estrema perfezione. Come detto più volte, nessuno è innocente o estremamente colpevole ma tutti, nel loro piccolo, contribuiscono a dare il bene e il male del proprio essere. Non esistono buoni o cattivi, ma soltanto azioni dettate dalla situazione corrente, che portano a conseguenze anch'esse dettate da ciò che è stato fatto in precedenza. Conseguenze si, quelle tanto apprezzate anche in questi ultimi 8 episodi andati in onda durante le scorse settimane. La legge non scritta sembra praticamente chiara: tutto ha una fine, proprio come vi è stato un inizio. Ed anche per chi ha il potere di comprare ogni cosa o addirittura decidere per la vita altrui il finale può risultare assolutamente inaspettato, ritorcendosi contro in un exploit di avvenimenti degni delle migliori tragedie teatrali. La parte finale sta a ribadire proprio questo concetto, e lo si capisce che ogni azione va pagata a caro prezzo, e che spesso a pagare non è soltanto il diretto interessato. Gli stessi flashback posti strategicamente denotano la linea di demarcazione ormai lontana che segna il passato, tanto ingenuo e felice nella sua statica semplicità, dal presente, cosi' oscuro, corrotto e decadente.

All bad things must come to an end.

Il cast nella sua imponenza riesce a dare il meglio di se proprio durante le puntate finali, quando tutti i nodi vengono al pettine e la drammaticità tocca vette raramente viste prima. Se pensavate che Bryan Cranston avesse dalla sua una bravura lodevole aspettate le ultime scene, cosi' da poter coniare un nuovo termine per descrivere uno step ancora superiore. Stessa cosa per Aaron Paul o per Anna Gunn e Betsy Brandt, senza dimenticare il caro Dean Norris. Personaggi che si ritrovano nell'occhio del ciclone "Heisenberg", e che al di là delle splendide interpretazioni offrono una profondità psicologica mai vista prima. Persino le lagnose e insopportabili affermazioni pregne di un'ipocrisia fastidiosa di Marie nascondono sotto lo strato superficiale delle motivazioni puramente ideologiche che servono ad arricchire un quadro complessivo assolutamente realistico e sfaccettato. Stessa cosa per la disperazione di Skyler, che abbandona ogni tipo di speranza e di fermezza davanti agli eventi, e per il caro Hank, bramoso di giustizia (tanto da spingersi anch'egli ben oltre la soglia del politically correct) eppure sotto sotto pieno d'ammirazione per l'acuta intelligenza della sua nemesi. Oltre i sopracitati però è doveroso menzionare anche le ugualmente lodevoli interpretazioni di RJ Mitte, Bob Odenkirk e Jonathan Banks. Ma il cast risulta impotente se al suo fianco non vi è una regia di eguale genio e capacità. Ed ecco che Vince Gilligan (per il quale Breaking Bad rappresenta, almeno per il momento, sicuramente il punto più alto della carriera) pone rimedio, con scene che per bellezza e incisività sono già entrate di diritto negli annali. Anche in questo caso, l'apice lo si raggiunge con la parte finale dello show, densa di effetti e giochi di camera indimenticabili. L'aspetto forse più singolare è che il finale, in qualche modo, risulta sensibilmente diverso da come ce lo siamo immaginati nel corso del tempo. Insomma, siamo qui' a discutere di quanto sia stata importante questa serie e di quanto sia sconcertante e completo il suo finale, come se in qualche modo fossimo già pronti ad un futuro appuntamento. Purtroppo però, Breaking Bad è giunto al termine, lasciandosi dietro di se la scia della consapevolezza d'aver visto un qualcosa di unico, irripetibile, completo, eppure l'amarezza che tutto questo sia ormai finito. La storia di Walter White, che da semplice uomo gentile e innocuo riesce a creare un vero e proprio impero diventando sempre più cinico e crudele (esemplari le sue ultime parole con Skyler), nonché della sua inevitabile caduta, è giunta al termine.

Breaking Bad - Stagione 5 E' inutile ribadire ancora una volta le qualità di questo serial, che per forza di cose entrerà a far parte della storia televisiva americana (e non solo). Un'opera perfetta dall'inizio alla fine, capace di toccare corde emotive come nessun altra serie ha mai fatto prima. Breaking Bad è stata una vera e propria esperienza, ormai giunta al termine. Questo mid season finale ci regala un epilogo di rara bellezza, completo e straziante, capace di sorprendere e commuovere tutti noi. Un chiaro e semplice esempio di come va fatto un serial televisivo. Addio Walter, Jesse, Skyler, Hank, Walter Jr., Marie e co. E' stato un onore seguirvi.