Netflix

Bridgerton Recensione: l'amore ai tempi dello scandalo, su Netflix

La nuova serie TV dai creatori di Grey's Anatomy celebra l'amore in un drama in costume sorprendente e piacevole.

Bridgerton Recensione: l'amore ai tempi dello scandalo, su Netflix
Articolo a cura di

Quando entri nell'Alta Società, tutto quel che conta è l'apparenza. Non importa il cognome, la famiglia o l'eredità: quando uno scandalo ti colpisce, quando il tuo nome viene dato in pasto alle fauci del pettegolezzo non c'è lignaggio che tenga. La nobiltà che fino a ieri ti aveva cullato ti mastica e ti risputa con la stessa facilità con cui ti aveva accolto a braccia aperte.

Lo sanno bene i protagonisti di Bridgerton, altri invece lo impareranno a proprie spese. La nuova serie di Natale Netflix, in uscita sulla piattaforma streaming il 25 dicembre, è sicuramente tra le più attese tra gli show Netflix di fine 2020. Tratta dai romanzi di Julia Quinn, e adattata per il piccolo schermo da Chris Van Dusen e Shonda Rhimes (i creatori di Grey's Anatomy), si prepara ad intrattenere ed emozionare il pubblico in cerca di una buona serie in costume, ma anche di un drama sentimentale che inizia come una frivola storia rosa e finisce col diventare un interessante spaccato sull'amore e sulle sue sfumature.

Il Debutto nell'Alta Società

Siamo nell'Età della Reggenza, a inizio 1800, sotto il regno di Giorgio III. Lo scenario è l'Alta Società londinese, un mondo patinato fatto di pranzi, concerti, eventi di facciata, sorrisi forzati, alleanze e soprattutto matrimoni. Il fine ultimo di ogni singolo membro della borghesia inglese è stringere unioni di convenienza, dando letteralmente in pasto le proprie figlie ai più variopinti, spietati e disgustosi rampolli della nobiltà britannica, che in determinati periodi dell'anno (come bestie fameliche nella stagione degli amori) si riversano in branco alla corte delle giovani ricche in età da matrimonio, pronti a corteggiarle e presentarsi alle famiglie in una serie di rituali all'insegna dell'etichetta e del buon costume. Viene chiamata, appunto, "la Stagione", ed è il periodo più atteso dell'anno, quello in cui la società può imbastire il suo sfarzo più sfrenato e osservare come avvoltoi famelici l'ormai consueto "rito di accoppiamento", fatto di feste, abiti e balli. Il tutto è reso ancor più piccante dalla penna affilatissima della misteriosa Lady Whistledown, una scrittrice satirica che riversa sul suo pamphlet tutti i pettegolezzi, le dicerie e i segreti più intimi dell'aristocrazia, influenzando l'opinione pubblica e dettando le regole della società stessa.

Ma, prima di far fronte alla feroce invettiva della scrittrice senza volto e alle insidie dei suoi inciuci, c'è uno scoglio fondamentale da superare. La prova che consacrerà una sola fanciulla, che la eleggerà reginetta della stagione, rendendola il trofeo più ambito e desiderabile dell'anno: la sfilata di fronte alla regina Carlotta (Golda Rosheuvel). Soltanto la dama più elegante, delicata e graziosa riceverà la benedizione della regnante.

Il giorno del "Debutto", così definito dai membri di spicco della nobiltà, è il giorno per le figlie di due delle famiglie più potenti di Londra. Per i Faetherington, patetici e arrivisti ma anche sciatti e inutilmente sgargianti, e per i Bridgerton, i protagonisti di questa storia. Sette fratelli, orfani di padre, alle prese con le regole di una società fin troppo rigida.

Oggi, però, è il giorno di Daphne, la maggiore delle sorelle: raggiunti i 18 anni, è pronta al suo Debutto. È splendida, fiera, elegante, il suo portamento è impeccabile. "Impeccabile" la definisce appunto la regina Carlotta, eleggendola di fatto al titolo di fanciulla più desiderabile di tutta Londra.

Un onore e un onere, che per Daphne (Phebe Dynevor) rischia pericolosamente di trasformarsi in un incubo: trovare un marito di rango e lignaggio adeguati, d'altronde, sarà tutt'altro che facile, soprattutto per la pressione costante di Anthony, apprensivo ed iperprotettivo fratello maggiore che vuol caricare sulle proprie spalle il destino della famiglia dopo la scomparsa del padre. Non sarà facile perché Daphne è giovane e bella, ma anche inesperta, e non del tutto preparata da sua madre Eloise alla vita coniugale, ma soprattutto ignara della tempesta emotiva e sentimentale che la investirà nel conoscere Simon Basset (Regé-Jean Page ), affascinante e tenebroso Duca di Hastings. Un sogno patinato che, per la protagonista, ben presto si trasforma in un amaro insegnamento sulla vita, sul significato dell'amore e sui complicati doveri di una nobildonna.

Una storia d'amore

Come detto in apertura, Bridgerton è una creatura interessante ma soprattutto cangiante, piena di sfumature e di risvolti abbastanza imprevedibili che ne trasformano persino i toni del racconto. La serie, nei suoi primi episodi, assume le tinte di una frivola fiaba sentimentale in cui - apparentemente - tutti i pezzi sono perfettamente al loro posto: due protagonisti che si amano, ma non vogliono ammetterlo, un gioco di sberleffi e rincorse l'un l'altro prima di arrivare al coronamento finale, personaggi di contorno che vogliono aiutare od ostacolare l'uragano d'amore che investe i due rampolli.

Eppure, proprio quando la narrazione raggiunge il suo climax intorno al giro di boa, i toni cambiano, la scrittura si fa più drammatica, emerge la vera natura di alcuni personaggi, spuntano i colpi di scena e qualche tocco d'introspezione ben piazzato. Ed è da qui in avanti che Bridgerton si trasforma in un drama sorprendente, in una deliziosa apologia sull'amore, sulle bugie, sul peso del lignaggio, sull'abbandono, sulla lotta di classe e sul ruolo della donna in una società che vuole plasmare una femminilità che cerca in qualche modo di emanciparsi.

In questo apparentemente semplice (ma sorprendentemente complesso) meccanismo non tutto è ben oliato e c'è qualche distrazione narrativa che avrebbe meritato maggior attenzione. Alcune reiterazioni di trama, ad esempio, allungano e appesantiscono talvolta un racconto già incredibilmente denso di dialoghi. Alleggerire, in qualche momento, il minutaggio del prodotto (parliamo di 8 episodi da 60 minuti pieni) forse avrebbe reso più fruibile un racconto che rimane delizioso e ben scritto, con rivelazioni sorprendenti e soprattutto un ritmo che rimane in ogni caso incalzante e capace di non annoiare.

Merito di un montaggio ben orchestrato, frenetico e appassionante, che esalta scenari coloratissimi e campi larghi verdeggianti, di una regia che sa anche essere coraggiosa, di costumi di buona fattura, merito ovviamente di una recitazione più che soddisfacente per gran parte del cast, merito di un'opera che nonostante le sue divergenze con i romanzi originali di Bridgerton riesce a centrare il suo obiettivo. Bridgerton è, in definitiva, un'ottima serie in costume, una commedia romantica deliziosa, una preziosa apologia sull'amore, sul sesso e sui rapporti coniugali nella rigida Inghilterra nobiliare di inizio Ottocento.

Bridgerton Non lasciatevi ingannare dalla patina sentimentale, e a tratti patetica, dei primi episodi: Bridgerton si rivelerà un drama in costume piuttosto sorprendente soprattutto nella sua seconda parte, dove le contraddizioni di una società basata sull'apparenza e i tormenti dei suoi numerosi protagonisti esploderanno con forza. Sarà allora, dopo avervi intrattenuto e divertito in modo piuttosto frivolo, che la nuova serie originale Netflix saprà raccontarvi storie appassionati e, in alcuni momenti, persino toccanti.

8