A casa tutti bene La serie Recensione: Gabriele Muccino non convince su Sky

A casa tutti bene - La serie ci ha ingannato: pensavamo potesse funzionare e, invece, alla fine hanno tutti cominciato ad urlare.

A casa tutti bene La serie Recensione: Gabriele Muccino non convince su Sky
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Nelle nostre prime impressioni su A casa tutti bene La serie avevamo giustificato l'operato di Gabriele Muccino. Non giustificato, capito. Il che delinea una bella differenza, perché la giustificazione richiede uno sbaglio da parte di qualcuno e una risposta di accettazione e perdono da parte dell'altro. Mentre la comprensione mette in gioco lo scendere a patti con ciò che un'opera vuole dirci e mostrare che, in fondo, il modo che utilizza per farlo è consono al proprio contenuto e alle sue intenzioni. A Casa Tutti Bene - La Serie, dunque, mostrava di avere piena conoscenza del materiale di partenza e di come poterlo travasare su Sky e NOW in formato serial(scoprite qui tutte le serie Sky e NOW di gennaio 2022.

Ma la trasposizione dall'universo cinematografico - quello da cui prende ispirazione lo show e che potete ripercorrere nella nostra recensione di A casa tutti bene - e la sua riuscita in TV si sono sfaldate rovinosamente nel corso del rilascio settimanale delle puntate. Una storia condotta al proprio estremo riuscendo con difficoltà a mantenere saldi gli elementi che aveva messo da principio sul tavolo. Forse la prova per Muccino che la serialità porta le sue nevrosi fin troppo in là rispetto a quanto può sopportare la trama - come vi abbiamo raccontato nella nostra intervista Gabriele Muccino -, trasformando la tolleranza dello spettatore in un'irrimediabile avversità.

Il melodramma portato oltre

Nelle sue prime puntate A casa tutti bene era stata in grado di settare un certo umore e un determinato flusso che sospingeva contemporaneamente personaggi e racconto sintonizzando il tutto su una sequenza coerente e paritaria.

Una scelta di genere, evidentemente, che puntava verso il melodramma e non disprezzava nemmeno una certa ricerca della soap opera che ha sempre un po' caratterizzato i drammi dello sceneggiatore Muccino, che forse la serialità gli permetteva di esplorare con maggiore profondità. I problemi verso cui è andato però sbattendo lo show sono fuoriusciti nel momento stesso in cui né protagonisti, né narrazione erano più in grado di mantenersi saldi all'interno di binari solitamente indispensabili, portando la serie a deragliare, destinandola così alla confusione e all'eccesso. Un mancato contenimento di quell'anima melò perfettamente assecondabile al principio della storia, che non avrebbe però dovuto esasperare i propri eventi, le performance degli attori e la loro messa in scena finale così da risultare compiuta e inattaccabile. Un'esagerazione dei toni di cui il Mucci viene spesso accusato e che, effettivamente, contraddistingue il suo operato, ma che se nella serie fosse riuscita a limitarsi adeguatamente avrebbe donato ad A Casa Tutti Bene uno spirito peculiare e il linea con i desideri di un determinato tipo di pubblico.

Quando "a casa" non va tutto bene

Questo perché lo show di Muccino ha, dalla sua, anche un chiaro target a cui rivolgersi che sguazza beatamente tra i drammi famigliari di un clan complicato e iper sensibile come quello dei Ristuccia che, per volontà della trama, si ritrova sempre immerso in pugnalate alle spalle, segreti decennali e diffidenze incontestabili.

Un pubblico a cui piace la drammaticità accorata, le mani tra i capelli, anche le urla che appartengono alla direzione degli interpreti di Muccino che, a sua volta, sfugge al controllo verso le puntate conclusive. Ma pur restando dietro agli accadimenti di A casa tutti bene è impossibile per chiunque li osservi non smettere presto di empatizzare per i protagonisti e domandarsi quante altre complicazioni dovranno subire. Un racconto che aveva dato l'illusione di poter gestire con parsimonia e cura il suo cuore infuocato, ma che alla fine ha solamente incendiato tutto quello che aveva seminato indispettendo così gli spettatori. Una serie che si è bruciata troppo presto pur non arrivando ad una vera e propria conclusione. Un'apertura che, probabilmente, porterà ad una seconda stagione che dovrà rivalutare quelle vie strabordanti piene di sentimentalismi e avvenimenti eclatanti tenute in sospeso sul finale. Eccessi che fanno inoltre perdere di vista il focus sui personaggi, arrivando sicuramente alla fine, ma dando l'impressione di non portare davvero da nessuna parte.

A casa tutti bene - la serie La serie A casa tutti bene sembrava cavarsela meglio nelle sue prime puntate. Il tono melodrammatico era chiaro e anche accettabile, peccato che la storia scritta e diretta da Gabriele Muccino finisca per deragliare rovinosamente, eccedendo nelle nevrosi dei personaggi e, così, nel racconto di cui fanno parte. Un'occasione sprecata vista la vicinanza che il cineasta poteva creare col pubblico, che poco potrà avvicinarsi però agli sviluppi degli eventi e dei protagonisti. Uno show che si proietta già verso la seconda stagione, quando avrebbe dovuto in verità concentrarsi più su se stesso e limare alcuni dei suoi evidenti difetti.

5.5