Centaurworld Recensione: il nuovo e frenetico cartoon musicale di Netflix

Su Netflix una nuova serie animata di genere musical, in cui tutto sembra colorato e glitterato, ma non sempre lo è.

Centaurworld Recensione: il nuovo e frenetico cartoon musicale di Netflix
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Ormai è abitudine comune considerare Netflix come la piattaforma dal catalogo più ampio in circolazione. Tra serie tv di genere diverso e produzioni di vari Paesi, questo servizio streaming si è posto sul mercato come quello davvero in grado di soddisfare le molteplici esigenze dei suoi abbonati. Sebbene non tutti i prodotti siano sempre degni di essere ricordati, Netflix si riconosce anche per quei titoli inaspettati, abbastanza bizzarri da essere meritevoli di una menzione.

Tra questi non possiamo non citare Centaurworld: il mondo dei centauri, che potrebbe essere considerato un vero e proprio viaggio in una realtà strampalata e colorata, ma che presenta un'anima più matura e dark del previsto. Centaurworld attrae con i suoi contenuti sfaccettati, con un misto di genialità e demenzialità, nonché con una componente emotiva che tocca i cuori. Prima di proseguire nella lettura, vi ricordiamo di non perdere le uscite Netflix di settembre.

Un mondo di stranezze, colori, magia e tanta musica!


Immaginate di vivere la vostra vita e di vedervela strappare via da un giorno all'altro. Immaginate di abbandonare ogni vostra certezza per ritrovarvi catapultati in un mondo a cui non appartenete e che vi appare addirittura minaccioso. Questo è esattamente ciò che accade alla protagonista di Centaurworld, con l'unica differenza che lei è il fedele cavallo di una guerriera di nome Amazzone e che la realtà sconosciuta e inquietante nella quale finisce è il coloratissimo e zuccheroso mondo di Centaurworld, dove i Centauri parlano (ma soprattutto cantano)!

Così inizia Centaurworld: il mondo dei centauri, nuova e scintillante serie animata Netflix creata e scritta da Megan Nicole Dong (che in lingua originale presta anche la voce al personaggio di Glendale) e prodotta da Sketchshark Productions e Netflix Animation.

In un mondo distrutto dalla guerra, Cavallo (la Kimiko Glenn di Orange Is the News Black) e Amazzone (Jessie Mueller) sono una squadra impareggiabile, sempre l'una accanto all'altra nei momenti difficili. Ma un giorno, durante un agguato, Cavallo cade da un dirupo assieme a un prezioso manufatto, e finisce a Centaurworld. In questo mondo non solo Cavallo è in grado di parlare, ma la magia esiste ed è l'unica via per poter tornare a casa, con l'aiuto di cinque strampalati personaggi. Lo scopo è trovare i centauri sciamani per poter ottenere gli altri pezzi del manufatto e aprire così un portale per il mondo dal quale Cavallo proviene.

Fin qui non c'è nulla di particolarmente innovativo. Abbiamo la storia di un viaggio, una protagonista sperduta in un mondo nuovo, la ricerca di oggetti magici, nonché un misterioso nemico che minaccia Centaurworld (Il Re di Nessun Dove). Ma se la scarsa originalità della trama può di fatto rappresentare uno delle più grandi debolezze della serie, sono altri gli elementi che permettono a quest'ultima di farsi notare, primo fra tutti la componente musicale.

Fin dai primi minuti di visione, questo titolo dichiara con forza la propria appartenenza al genere musical, senza però dare vita a siparietti stucchevoli o a canzoni prive di spessore. La cura messa nella scrittura e nell'arrangiamento dei pezzi è notevole e rappresenta - almeno dal punto di vista tecnico - l'elemento che più colpisce di questo show. Ottime in lingua originale, le canzoni risentono dell'opera di traduzione solo il minimo necessario, sottolineando una certa attenzione anche nelle parti doppiate.

Anche il sistema dei personaggi (nonché il loro design coloratissimo e simpatico) caratterizza Centaurworld come un prodotto che sa come conquistare gli spettatori: in un mondo in cui l'aria profuma di cioccolato e le strade sono fatte di arcobaleni, che cosa ci si potrebbe aspettare se non figure altrettanto particolari? Ecco dunque che Cavallo fa la conoscenza del dolce - e un po' tonto - Durpleton (interpretato da Josh Radnor, già visto nei panni di Ted in How I Met Your Mother), del vanitoso Zulius (Parvesh Cheena), dell'ansiosa Glendale (la stessa Megan Nicole Dong), dello scontroso Ched (Chris Diamantopoulos) e di quella che sembra la leader del gruppetto, Wammawink (Megan Hilty).

La loro personalità permette loro di diventare una parte fondamentale dello show, rischiando però talvolta di rimanere personaggi poco approfonditi. Fatta eccezione per Wammawink, di cui abbiamo occasione di vedere il triste passato, e di Glendale - piena di nevrosi e con una tendenza evidente alla cleptomania - la prima stagione non si prende il tempo di esplorare con attenzione l'interiorità di ogni singola figura. Anche la protagonista sfugge da questo pericolo per il rotto della cuffia: la sua vita è infatti quasi esclusivamente legata al rapporto con Amazzone (che Cavallo cerca in tutti i modi di recuperare).

Follia allo stato puro...oppure no?


Così colorato e frizzante, nonché caratterizzato in alcuni momenti da un tipo di comicità che fa leva su un pubblico più giovane (per fare un esempio, l'espediente comico delle puzzette viene sfruttato in vari momenti), Centaurworld: il mondo dei centauri appare inizialmente come uno show per bambini (anche se non troppo piccoli).

La sua natura è però difficile da racchiudere in un'unica etichetta, poiché oltre a includere battute e riferimenti comprensibili solo per un pubblico più adulto, nel corso dei dieci episodi i toni cambiano più volte e assumono una sfumatura più dark verso le battute finali della serie. Per tutti questi motivi il target di Centaurworld non è così definito, ma si adatta anche a un'audience più grandicella, che ama i prodotti animati stratificati e non destinati a un solo tipo di pubblico.

Quella di Cavallo e del bizzarro gruppetto di amici al suo seguito non è affatto un'avventura facile e gli ostacoli che si parano sulla loro strada non sono solo esterni. Tolti tutti gli imprevisti che li rallenta, i nemici più difficili da superare sono i conflitti interiori, concentrati soprattutto sul personaggio di Cavallo, che cerca disperatamente di ricongiungersi con la compagna di avventure con cui ha passato tutta la vita.

Centaurworld è prima di tutto una storia di amicizia che si evolve nel tempo: se inizialmente la protagonista aveva con Amazzone un rapporto esclusivo che non ammetteva nient'altro, nel corso della prima stagione c'è spazio per una più profonda conoscenza di sé e dell'importanza di accogliere nuove amicizie, adattandosi alle stranezze degli altri, accettandole e fidandosi del prossimo.

Questo cammino pieno di difficoltà, avventure assurde, personaggi bizzarri e canzoni a non finire, conduce presto alla resa dei conti finale: il temibile Re di Nessun Dove mostra il suo terrificante aspetto a fa di tutto per riprendere il potere. Lo scontro finale dona a Centaurworld un aspetto più cupo e adulto, creando hype per una seconda stagione (necessaria a chiarire molti dubbi) e risvegliando in alcuni il ricordo di creature leggendarie della tradizione (proprio il Re di nessun Dove è un mostro oscuro e massiccio, con teschio e corna inquietanti molto simili a quelli del Wendigo).

Ma anche il finale non è privo di difetti. La tanto attesa conclusione degli eventi risulta infatti un po' affrettata e non porta a un vero e proprio chiarimento dei segreti di Centaurworld, di chi sia il misterioso personaggio (comparso in poche scene prima del finale) che ha tentato di ostacolare l'apertura del portale, di come sia nato il Re di Nessun Dove e tanto altro. Dobbiamo quindi aspettarci a breve una seconda stagione di questa serie?

Centaurworld Colori, musica, canzoni e magia...Centaurworld ha tutte le carte in regola per essere una buona serie per bambini, che piace anche agli adulti e che può essere capita soprattutto da loro. Pur presentando una trama non molto originale, non approfondendo adeguatamente i singoli personaggi e non spiegando alcune questioni che sarebbe stato necessario chiarire prima di una seconda stagione, questo titolo Netflix diverte e a tratti commuove, grazie a una storia ben riuscita di amicizia e adattamento. Il design accattivante dei personaggi, la loro simpatia e il susseguirsi di vicende assurde, incollano lo spettatore allo schermo, conducendolo fino al finale, caratterizzato da una tinta dark.

7.5