Dear 2 Recensione: su Apple TV+ tornano le lettere alle star

Torna su Apple TV la serie Dear..., che ripercorre attraverso alcune missive la vita, la carriera e l'impatto culturale di alcune personalità di spicco.

Dear 2 Recensione: su Apple TV+ tornano le lettere alle star
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Apple TV+ continua ad esplorare tutte le varie forme di intrattenimento e con Dear... arriva alla sua seconda stagione, nel catalogo dei prodotti di marzo (scoprite tutte le serie in arrivo a marzo 2022 su AppleTV+). Personalità di spicco ricevono lettere e ringraziamenti da parte di sconosciuti (o meno) di tutto il mondo che spiegano i motivi per cui questi personaggi sono stati imprescindibili per la propria vita. Un'idea interessante che funziona vista la verticalità di ogni episodio, dove la puntata si apre e si chiude ripercorrendo l'esistenza e le gesta delle star, che possono arrivare dal cinema, dalla musica, dal teatro, dall'attivismo o dallo sport.

Dear...: tra emozione e influenza

I nomi della seconda stagione di Dear... non valgono meno di quelli che Apple TV+ aveva mostrato nella sua prima edizione. Se a dare il via alle danze nel 2020 era stato il regista Spike Lee, questa volta lo show spalanca i battenti con la pluripremiata Viola Davis nel primo episodio, solcando nuovamente quasi la stessa via che il cineasta di Atlanta aveva percorso, utilizzando una lente d'ingrandimento sulla sua carriera votata all'importanza di poter dare voce alle persone di colore per poter raccontare la propria storia.

Medesima affermazione portata avanti dall'attrice, che conduce lo spettatore all'interno della sua vita personale e nelle scelte che l'hanno portata a stringere in mano ben due statuette d'oro sul palcoscenico degli Oscar, permettendole di parlare al più largo pubblico possibile e dimostrare che lottando gli obiettivi possono essere raggiunti - a tal proposito, riscoprire la nostra recensione di Barriere il lungometraggio che ha portato Davis alla seconda vittoria.

Anche qui, proprio come nella prima stagione, la scelta degli ospiti chiamati a leggere le lettere scritte da affezionati e sostenitori non è assolutamente casuale. Se un'azione può avere un grandissimo effetto sulla vita di moltissima gente e, come diceva nella puntata a lui dedicata Lin-Manuel Miranda, non possiamo sapere l'impatto che un sasso tirato in un lago può generare sulle onde, Dear... continua a concentrarsi su persone che hanno sottolineato l'esaltazione di minoranze spesso silenziate. Gente che ha portato un determinato tipo di rappresentazione all'interno del panorama mondiale, facendo sentire a chi credeva di non appartenere a nessun posto che non si è soli su questa terra, bisogna solo abbracciare la propria natura per poterla veder fiorire nel mondo.

Dal terzo atto di Jane Fonda alle radici di Sandra Oh

E così Sandra Oh parla delle sue radici asiatiche ("It's an honor just to be asian" affermava in un momento clou agli Emmy 2019) e Billy Porter racconta della strada percorsa per accettare la propria queerness anche all'interno di un'industria che non aveva ruoli per uomini neri omosessuali.

Testimonianze, riflessioni, parole che confermano l'impatto culturale e sociale che le persone poste sotto i riflettori possono procurare, dal coraggio e l'impegno politico di Malala alle innovazioni nell'industria della moda di André Leon Talley. E rimane infatti questo, come accadeva con la precedente stagione, lo specchio più interessante attraverso cui vedere la vita di queste icone. Lettere scritte col cuore che confermano l'enorme influenza esercitata dai protagonisti di Dear..., e che mostrano la necessità di avere quanti più riferimenti a cui potersi rifare. Perché ognuno, nel suo piccolo, può generare qualcosa di più grande. Ma soprattutto, in un domani che ci auguriamo sempre più unito e inclusivo, speriamo che sia data a tutti l'opportunità di esprimersi senza più la minima paura e senza vedersi negato un posto in questo universo che ci spetta di diritto. L'influsso di un creatore, di un attivista, di un artista può dare vita alla formazione di nuove reti culturali proprio come ci dimostrano le esistenze raccontate in Dear.... Ognuno dei volti delle puntate è stato faro in una notte da cui il mondo non voleva uscire e in cui loro hanno portato invece la luce.

Il potersi identificare con chi ha una pelle diversa dalla nostra, chi ama una persona del medesimo sesso e chi vuole essere se stesso non provando mai alcun senso di vergogna. Dal terzo atto di Jane Fonda alle osservazioni politiche suscitate dei film di Ava DuVernay, Dear... ci mostra come un'altra realtà è lì fuori e può essere plasmata, dipende solo quanto siamo disposti a crederci. Vedere coloro che ce l'hanno fatta e sentire che si può fare tutto. Che si può rendere migliore il luogo in cui viviamo.

Dear... Dear... con la sua seconda stagione applica i medesimi stilemi dell'edizione iniziale e continua ad esplorare la vita e la carriera di personalità di spicco che con il loro lavoro e i loro gesti hanno influenzato l'esistenza di molte persone. La serie di Apple TV+ si riconferma un bacino da cui poter andare a cogliere l'importanza della diversità nel panorama mondiale, dall'arte all'attivismo fino allo sport, per mostrare come ognuno ha la possibilità di poter far sentire la propria voce.

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