Dexter New Blood 1x03 Recensione: tra intuizioni e limiti evidenti

La terza puntata di New Blood propone delle idee interessanti e qualche sequenza ben riuscita, ma il resto continua a non ingranare.

Dexter New Blood 1x03 Recensione: tra intuizioni e limiti evidenti
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Qual è il senso di un revival di Dexter nel 2021? Dove va tracciata la linea di demarcazione tra nuova linfa e ripetizione stantia di alcune tematiche? Nessuno potrebbe mai mettere in dubbio l'iconicità o la potenziale modernità intatta del personaggio, perché un serial killer dall'inestinguibile sete di sangue allenato a prendere di mira solo dei criminali è una base tuttora capace di sollevare sulla carta dei dilemmi morali estremamente intriganti. Tuttavia, come già anticipavamo nella nostra anteprima di New Blood, questo sequel sembra faticare enormemente a trovare la sua identità, tra strade già percorse in lungo e in largo e intuizioni tutt'altro che messe a fuoco, pur puntellando questo insieme ad ora insoddisfacente con qualche idea carina o funzionale.

Non può però bastare ciò a tenere in alto il nome, nonostante tutto, ancora rispettabile di Dexter Morgan all'interno del mondo seriale, e la terza puntata di New Blood riassume perfettamente un simile punto di vista. C'è qualcosa di sicuramente buono, ma spesso e volentieri si perde in un lago di déjà vu e storyline secondarie davvero poco ispirate, impedendogli di spiccare il volo.

Nascondere le proprie tracce

Le vicende riprendono esattamente dove si erano interrotte: ad Iron Lake dilagano sempre le ricerche di Matt Caldwell, spinte dalla disperazione del padre Kurt (Clancy Brown) e con il campo base situato proprio nella proprietà di Dexter/Jim (Michael C. Hall). Il nostro protagonista è oltretutto impegnato con l'inserimento di Harrison (Jack Alcott) nel liceo della cittadina e le difficoltà di un rapporto inevitabilmente non idilliaco - e la differenza rispetto alla dinamica instaurata con Lumen nella quinta stagione va ricercata nella necessità di non poter essere onesto con Harrison riguardo alla sua vera natura, per cosi dire, sanguinaria. Un episodio che in realtà regala qualche soddisfazione, in particolare nella partita a scacchi tra Dexter e la polizia di Iron Lake, e lo stress che deriva dal dover ritrovarsi continuamente un passo in avanti.

Erano passati 10 anni dall'ultimo omicidio; il Macellaio di Bay Harbour ha perso più di qualche colpo e vederlo per una volta in difficoltà perentoria nel coprire le sue tracce, in modi molto più estesi ad esempio della seconda stagione quando veniva tallonato dal compianto Doakes, ha del fascino. O perlomeno ha il retrogusto di qualcosa da Dexter, in una bizzarra versione speculare culminante nella sequenza in cui osserva il lavoro di uno specialista intento ad analizzare la scena del crimine e gli indizi lasciati dal sangue. Sono momenti che non stonerebbero nella serie madre e, come in quel caso, i vari ingredienti cruciali quali la contrapposizione tra i dialoghi e i pensieri del protagonista sono mescolati con sapienza.

È tutto il resto della puntata che evidenzia i gravi limiti strutturali e tematici di New Blood, a partire da quello che ormai si sta confermando un pigro tentativo di teen drama con Harrison al centro: personalità stereotipate come il nerd disegnatore di fumetti e il bullo sportivo, conversazioni da piccola cittadina rurale americana di una banalità disarmante, accenni di tematiche pro-ambiente messe in ballo più per darsi un tono che per reale interesse o profondità dei personaggi; è un miscuglio di superficiali archetipi del genere infilati per bontà di minutaggio in attesa che il figlio di Dexter evolva e raggiunga passo dopo passo e il punto di svolta di cui ora abbiamo solo un primo accenno piuttosto prevedibile.

A ciò si accompagna l'assoluta deriva quasi trash intrapresa dallo spettro di Debra (Jennifer Carpenter), che da voce della coscienza del rinnovato Jim Lindsay si è resa principale artefice di una scena ai confini del ridicolo, e l'introduzione più netta del nuovo villain di turno, che onestamente ci è apparsa tra le più spente dell'intera serie. Il tempo per raddrizzare New Blood c'è, questo è un dato di fatto, ma è arrivata l'ora di far emergere qualcosa di realmente inedito, di una direzione precisa, e magari di mettere in mostra alcune conversazioni che potrebbero smuovere una volta per tutte la situazione.

Dexter Revival La terza puntata di New Blood è chiaramente un momento di passaggio che nonostante tutto riesce ad offrire qualcosa di interessante. La continua partita a scacchi tra il protagonista e la polizia di Iron Lake ha il suo fascino e il momento in cui Dexter osserva lavorare lo specialista che analizza le macchie di sangue sulla scena del crimine rappresenta, insieme ovviamente al climax del pilot, il momento più vicino alla serie madre che il revival ha finora regalato. È il resto che continua ad offrire veramente poco, tra un Harrison ormai protagonista di un pigro ed indolente teen drama prevedibile in ogni sua componente, lo spettro di Debra, che da voce della coscienza di Dexter si trasforma quasi in un comic relief particolarmente trash, e l'introduzione del nuovo villain che continua a sembrare molto sottotono. C'è tempo per raddrizzare la situazione? A dire il vero sì, ma c'è bisogno di smuovere una volta per tutte le cose, uscire da questa sorta di cappello introduttivo e prendere una direzione netta.