Dexter New Blood 1x08 Recensione: una puntata magnetica

New Blood improvvisamente apre una breccia per un finale importante, con una tensione che finalmente sale e una discreta dose di brutalità.

Dexter New Blood 1x08 Recensione: una puntata magnetica
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È giunta infine l'ora, il momento in cui New Blood si è finalmente risvegliato da un eccessivo torpore e ha spinto sull'acceleratore, ricordando quanto un personaggio straordinario come Dexter Morgan e la rete di bugie e inganni che lo circonda possano comporre una vera e propria arma a doppio taglio, una sinfonia dagli equilibri delicati. E mancava da troppo tempo questa tematica, mancava il deciso attacco su tutti i fronti alla vita del misterioso Jim Lindsay che mette talmente tanta carne al fuoco da poter farci lanciare uno sguardo per una volta positivo sui capitoli finali del revival.

Rimane ancora la sensazione fastidiosa di star guardando semplicemente una rielaborazione dei maggiori plot point che Dexter ha proposto nella seconda parte del suo ciclo vitale, eppure il discreto potenziale che abbiamo intravisto solo a brevi squarci nelle precedenti puntate qui inizia ad esplodere per davvero, con molta più convinzione e soprattutto coerenza - e di gran lunga meno casualità. E di sicuro si va a peccare pure sull'eleganza e la finezza a tratti ancora senza pari della serie madre, ma una rinnovata brutalità nella messa in scena, una soddisfacente storyline poliziesca e un villain che pur nella mediocrità riesce a ridare un senso di dramma e di pericolo confezionano un'ottava puntata sicuramente imperfetta ed al contempo magnetica.

Rincorsa tra le nevi

Nella nostra recensione di New Blood 1X07 avevamo lasciato il buon Dexter/Jim (Michael C. Hall) in procinto di essere rapito da quello che chiaramente era uno degli scagnozzi di Kurt (Clancy Brown), ormai in totale caccia e vendetta aperta nei confronti dell'uomo che ha ucciso suo figlio. Da solo, però, il sangue del noto cittadino di Iron Lake non gli basta, c'è il bisogno di controbattere dente per dente e occhio per occhio: il suo piano, infatti, coinvolge anche Harrison (Jack Alcott), sempre più attratto dalla figura imponente di Caldwell, come scopre lo stesso Dexter legato nel retro di un pick-up ascoltando per caso una chiamata del suo aguzzino.

E allora non c'è più tempo da perdere, non c'è più spazio per le rimostranze morali dello spettro di Debra (Jennifer Carpenter) o per i dubbi amletici sul migliorare o no la propria persona; esiste solo il Macellaio di Bay Harbour e poco importa chi si frapporrà tra la sua lama e il collo della nuova nemesi. Tuttavia non è la prima volta che ammiriamo - ed è il verbo giusto, è tra le operazioni migliori di New Blood - questo lato estremamente emozionale, e dietro di sé Dexter ha lasciato diverse tracce sulle quali Angela (Julia Jones) si è definitivamente fiondata, poiché troppi aspetti e dettagli continuano a non tornare riguardo al suo fidanzato.

Prima di lanciarci sui due immensi elefanti nella stanza della puntata, una nota di merito va data proprio alle sue indagini, slegate dalla spropositata casualità che le aveva contraddistinte fino ad ora. Insomma, non serviva un cameo di Angel Batista (David Zayas) che dal nulla iniziava a parlare di Dexter e del caso Trinity, così come era futile il ritrovamento, tra tutti i cadaveri di un incredibilmente prolifico serial killer, di quello più utile all'impatto emotivo. Più chiarezza, più semplicità, più duro e crudo lavoro di polizia e Angela sta trovando il suo autentico ruolo all'interno della miniserie.

Verso il gran finale

Le altre due componenti invece ricoprono in pratica il resto dell'episodio e sono innegabilmente fascinose, ad iniziare dal duello tra Dexter/Jim e il suo rapitore. Chiariamoci, è ovviamente un mero pretesto narrativo per tenere lontano il nostro protagonista mentre Kurt condisce la sua tavola machiavellica, ma tra meravigliosi richiami all'indimenticabile pilot targato 2006 e una netta ascesa dell'elemento più bestiale e sanguinoso trova una sua raison d'etre, si lascia guardare con piacere senza affanno.

E un simile discorso va fatto anche per il modo, a posteriori incredibilmente disturbante, con cui Kurt si relaziona in maniera via via più stretta e paterna con Harrison: non riserva particolari sorprese, crediamo sia evidente a cosa mirassero le sue azioni, ma negli occhi superbamente espressivi di Brown si vede rimorso, sofferenza, del genuino affetto per questo ragazzo intrappolato in una faccenda più grande di lui.

Un conflitto squisitamente drammatico dentro un personaggio che, per molti se non troppi altri versi, manifesta ancora una caratterizzazione alquanto dimenticabile. New Blood non è miracolosamente guarito e ci sono sempre ombre e luci in una danza infinita che non prevede pause; la differenza è che, se l'inizio di New Blood era stato deludente, le luci stanno iniziando a prendere il sopravvento e gli episodi finali possono offrire qualcosa di importante.

Dexter Revival L'ottava puntata di New Blood è imperfetta ma certamente magnetica: magnetica perché finalmente le investigazioni di Angela sulle misteriose coincidenze che circondano il suo caro Jim/Dexter si fanno più credibili, reali, crude e non sospinte dall'eccessiva casualità degli episodi precedenti; perché lo scontro nella neve tra Dexter e il suo rapitore è, tra meravigliose citazioni al pilot della serie madre e una netta virata verso gli elementi più brutali e sanguinosi dello show, un intermezzo estremamente piacevole da godersi. Perché Kurt mostra al contempo un comportamento a posteriori incredibilmente disturbante verso Harrison, nonché un conflitto interno doloroso verso un ragazzo che non ha fatto nulla, si è solo ritrovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Certo, la nuova nemesi resta un personaggio generalmente mediocre e dimenticabile e il duello di Dexter è più che altro un pretesto narrativo per tenerlo fuori dai giochi durante l'episodio, ma sono stati momenti assolutamente goderecci da ammirare e New Blood ha posto delle basi intriganti per un finale importante.