Recensione Dexter - Stagione 1

Il serial killer diventa antieroe nella serie Dexter, in cui il protagonista agisce seguendo un codice morale molto particolare

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It's showtime!

L’antica legge del denaro domina oggi ogni campo dell’intrattenimento. Baluardi si ergono a difesa dell’elemento artistico dello spettacolo, ma spesso, come dovremmo sapere bene noi spettatori italici, l’arte rimane un termine usato sporadicamente per dare dignità a prodotti che però nella realtà sono spesso meri intermezzi di un palinsesto dominato dalla pubblicità.
Sicuramente la televisione americana è in una condizione migliore della nostra, specialmente in questo ultimo decennio in cui anche la TV cosiddetta commerciale ha regalato veri e propri capolavori del piccolo schermo, ma è indubbio che se si vuole cercare un corrispettivo televisivo del “cinema d'autore” bisogna rivolgersi alla TV via cavo.
La TV via cavo, meno legata alla logica commerciale e dunque molto più votata ad un approccio artistico e libera dal politically correct, è stata per lungo tempo associata alla rete HBO ma negli ultimi anni molti altri canali minori ne hanno seguito l’esempio: in particolare il canale Showtime, a quasi trent’anni dalla sua nascita, ha deciso di cambiare volto e lanciarsi verso la produzione di serie di qualità, creandosi un palinsesto mostruoso di cui “Dexter” rappresenta la punta di diamante.

Darkly Dreaming Dexter

La serie è tratta da una serie di libri dell’autore statunitense Jeff Lindsay e in particolare dal primo volume “Darkly Dreaming Dexter”. L’origine letteraria è chiaramente percepibile dall’accurata caratterizzazione del personaggio principale, dalla qualità della scrittura e dall’attento, lento e intrigante dipanarsi del racconto. Tuttavia non bisogna togliere alcun merito ai curatori della serie televisiva, capaci di amplificare e migliorare ogni aspetto del romanzo e di realizzare un’opera ancora più imponente dell’originale, collocando “Dexter” tra le pochissime trasposizioni capaci di superare nettamente l’opera letteraria da cui traggono ispirazione. Se nel cinema si hanno illustri predecessori, in campo televisivo questo non era mai successo.

You can't be a killer and a hero

Il protagonista della serie è, come suggerito dal titolo, l’ematologo forense Dexter Morgan, figlio adottivo dell’ormai deceduto Harry Morgan, decoratissimo ufficiale della polizia di Miami. Questa brillante facciata nasconde una personalità oscura, una sfrenata passione per il sangue che accompagna Dexter anche fuori dal suo ufficio, portandolo di notte a diventare un efferato serial killer. Quello che differenzia Dexter Morgan da un Patrick Bateman qualsiasi sta in un codice etico, inculcatogli dallo stesso Harry quando si rese conto delle tendenze omicide del figlio (ai tempi rivolte solo verso animali). Tale codice prevede di eliminare unicamente persone sfuggite alla giustizia, criminali e assassini che il fallace sistema giudiziario americano non è riuscito a sconfiggere. E’ subito chiaro dunque come Dexter rappresenti una sorta di supereroe deviato e come il pubblico sia continuamente spinto a giustificare le sue terribili azione in nome di un bene superiore. Tuttavia gli autori non percorrono la facile strada di un addolcimento del personaggio: Dexter è sì un personaggio colmo di ironia, meno ipocrita e viscido di molte altre figure che lo circondano, ma è anche un malato sociopatico che gode quasi in maniera feticista nell’atto dell’uccisione. L’intelligente uso del voice-over per illustrare i pensieri del personaggio, spesso in contrapposizione con le sue stesse parole, è dunque un ottimo mezzo per delineare il confine che divide lo spettatore dal personaggio... una linea a cui spesso ci si avvicinerà ma che non si oltrepasserà mai.

People are so hostile

Un ottimo cast circonda la figura principale. Oltre al già citato Harry Morgan, figura centrale, con il volto dell’attore James Remar, nei flashback del protagonista, altri personaggi di contorno sono i colleghi di Dexter, tutti interpretati da attori provenienti dalla serie “Oz”: Erik King interpreta James Doakes, una testa calda con un violento passato nei corpi speciali, fortemente convinto che Dexter nasconda qualcosa; David Zayas è Angel Batista, detective della Omicidi che nasconde i propri problemi familiari con la stessa abilità con cui Dexter nasconde le sue tendenze assassine; infine Lauren Vélez interpreta il tenente Maria Laguerta, donna dalle smisurate ambizioni politiche e interessata sessualmente al sociopatico protagonista.
Menzione speciale meritano le due attrici principali della serie, ossia Julie Benz e Jennifer Carpenter: laddove la Carpenter ricopre il ruolo della sboccatissima sorellastra di Dexter, lanciata verso la carriera di poliziotto per seguire le orme del padre, Julie Benz offre una straordinaria interpretazione nel ruolo di Rita Bennet, madre di due bambini il cui ex-marito è in prigione per aver abusato di lei e che pensa di aver trovato in Dexter l’uomo della sua vita.
Il rapporto tra Rita e Dex è uno dei più interessanti aspetti della prima stagione, in quanto il personaggio di Julie Benz è solo un mezzo usato dal protagonista per mascherare la sua vera natura, ma è anche l’unica persona che lo avvicina al suo lato umano. Una donna come Rita, incapace di ributtarsi in un rapporto completo anche dal punto di vista sessuale dopo lo stupro subito, è inizialmente ideale per Dexter e per la sua esigenza di tenersi lontano sentimentalmente e carnalmente anche dalla propria partner, ma quando Rita crescerà nell’animo e sarà pronta ad amare pienamente, dovrà essere fatta una scelta tra la necessità di nascondere il proprio lato oscuro e la possibilità di creare un rapporto umano completo.

People fake a lot of human interactions... but I feel like I fake them all

Nonostante il cast sia di ottima fattura, con l’eccezione di una Jennifer Carpenter convincente ma incapace di uscire dallo stereotipo della Debra Morgan delineata nell’episodio pilota, tutti impallidiscono di fronte al maestoso Michael C. Hall, che, dopo aver già dato prova delle sue immense doti recitative nel ruolo di David Fisher in “Six Feet Under”, trova con Dexter un ruolo tanto particolare da garantirgli nomination ai due premi più ambiti della televisione americana.
L’interpretazione di Hall è ciò che permette all’opera televisiva di superare quella letteraria, dando una carica ed una deviata umanità alla figura del serial killer che Lindsay sulla carta non è mai riuscito a far trasparire.
Inoltre la bravura di Hall è quello che spinge a sconsigliare una pur ottima versione italiana. Bisogna dare merito agli adattatori, capaci di regalare dei dialoghi una volta tanto al livello dell’originale, e al direttore del doppiaggio, che ha assemblato un ottimo cast di doppiatori, ma, in un periodo in cui a tutti è permesso di seguire legalmente film e serie TV in lingua originale anche senza cadere nel fenomeno della pirateria, forzarsi a seguire “Dexter” senza gustarsi l’interpretazione di un attore straordinario è un reato per ogni amante del buon cinema... e della buona televisione.

An idea transcended into life

Tra tanti appellativi che gli si possono dare, tra “Thriller psicologico”, “Commedia nera” e “Noir”, mi sento di definire “Dexter” come un semplice ed affascinante romanzo di formazione.
Un bambino plasmato da un codice etico volto a legittimare le tendenze più oscure e macabre della sua personalità diventa adulto e orfano del padre che lo ha modellato. Non a caso la stagione si incentra sulla caccia al famigerato “Ice Truck Killer”, un assassino che nelle sue uccisioni sembra mandare dei messaggi allo stesso Dexter, e non a caso il protagonista lo considera un compagno di giochi. Quella a cui assistiamo in questa stagione è la prima fase della crescita di Dexter, a cui seguirà la fase dell’adolescenza nella seconda stagione, che recensiremo prossimamente e in cui gli autori si sono del tutto staccati, con ottimi risultati, dall’opera di Lindsay.
La crescita spirituale di un killer, narrata con tanta poesia, non è cosa che vedremo spesso sui nostri schermi e per questo non si può non ringraziare Showtime e la televisione via cavo in generale, pur non disdegnando Jack Bauer e il volo Oceanic 815.

Dexter - Stagione 1 Una serie che porta allo stato dell’arte il piccolo schermo, cronicamente invaso da un’insulsa programmazione il cui unico scopo sembra spegnere il cervello dello spettatore. Una delle figure più temibili del nostro tempo, il serial-killer, diventa eroe-tragico e vi guida nella sua mente, in cui oltre ad amore per il sangue e misantropia c’è anche l’intenso desiderio di crescita presente in ogni essere umano. Non seguire “Dexter” dopo averne scoperto l’esistenza legittima la vostra uccisione secondo il codice di Harry.