Recensione Dexter - Stagione 5

Caro Dexter, è tempo di brandire di nuovo il coltello. Ma non preoccuparti, questa volta non sarai solo.

recensione Dexter - Stagione 5
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Caro Dexter, ormai possiamo darti del “tu”. Nel corso di queste 5 stagioni siamo diventati amici, abbiamo condiviso cose molto, molto personali. Voglio dire: nessuno a parte noi, sa che tieni una collezione di vetrini col sangue delle persone che hai ucciso. Ma non preoccuparti, il tuo segreto con noi è al sicuro, anche perchè ci sono cose ben più gravi che pesano sulla tua coscienza. Questa quinta stagione ad esempio, che nel suo esordio aveva registrato record di ascolti negli States e che si è piano piano afflosciata su se stessa, come una di quelle torte cotte troppo a lungo. Un peccato Dex, perchè la tua era una serie tosta, originale e squisitamente diabolica. Come dici? E’ prevista una sesta stagione? Oh mio Dio, è proprio vero che al dolore non c’è limite.

Caro Dexter...

Caro Dexter, tutto scorreva liscio (e viscoso) nella tua vita da perito ematologo. Una stagione dopo l’altra abbiamo imparato a voler bene a te come persona, come amante, come padre ed infine anche come vigilante assassino. Ma forse la colpa non è tua. E’ degli sceneggiatori che non appena si sono allontanati da La mano sinistra di Dio (romanzo da cui è tratta la serie) hanno decretato una netta caduta di stile? E’ del cast, ridotto a mettere in scena le love story di personaggi al limite del farsesco? O è di quello che ti è capitato nel corso della tua vita televisiva fatta di indagini insabbiate, false identità, menzogne, salvataggi all’ultimo minuto? James Bond al tuo confronto sembra un personaggio neorealista. Purtroppo in questa quinta tappa, non ha funzionato nemmeno l’espediente della Santeria, la pratica divinatoria di origine sud-americana che aveva tenuto in piedi tutta la prima parte di stagione. La tua storia, come le tue lame, tagliano di netto da una situazione all’altra e, anche se nella seconda parte il ritmo aumenta, è la plausibilità di tutta la vicenda ad essere compromessa del tutto. Ok, fotografia, regia e recitazione rimangono sempre sopra gli standard ma che mi dici dei nuovi personaggi? Hai capito a chi mi sto riferendo, e non dirmi che anche tu non hai provato un senso di de-ja-vu con la seconda stagione...Il finale di questa non è minimamente paragonabile con quello della quarta (e chi mai oserebbe dirlo!) eppure è altrettanto schockante (e non in senso buono).

Il romanzo

"Darkly Dreaming Dexter" è il titolo originale de "La mano sinistra di Dio" di Jeff Lindsay, romanzo del 2004 da cui è tratta la serie. Al successo del personaggio hanno fatto seguito "Dearly Devoted Dexter" (Il nostro caro Dexter) e "Darkly Dexter" (Dexter L'Oscuro) a cui seguiranno altri due capitoli della saga. Mentre la prima stagione televisiva è molto fedele al primo romanzo, in quelle successive ne prende solamente ispirazione, lanciando un plot inedito per la vita di Dexter

...ti scrivo...

Caro Dexter o - come ti fai chiamare là fuori - Michael C. Hall, la tua interpretazione è sempre folgorante, misteriosa e avvincente. Chi ti ha diretto in questi anni, sà il fatto suo. Anche tua sorella Debra (nonchè ex-moglie nella vita reale) se la cava bene nonostante i dialoghi non sempre a suo favore. A salvare la baracca anche le gag di Matzuka, che in un episodio storico (che inaugura l’approccio “fantascientifico” della sceneggiatura stagionale), si lancia in una spassosa ricostruzione di un omicidio in chiave sadomaso. Il “bello troppo bello” detective Quinn è una pedina fondamentale, ma la varietà di espressioni del suo volto, a differenza di quello di Dex, è pari solo a quella di Ben Affleck (you know what I mean!?). Lo sappiamo, siamo molto critici con te ma davvero ci aspettavamo di più dalla tua equipe di fanta-autori. Come?! dici che la colpa è anche nostra? In effetti una serie che arriva alla quinta stagione dopo aver visto la morte di circa metà del suo cast iniziale...beh, diventa quasi un caso di accanimento terapeutico. Il fatto è che ti abbiamo voluto troppo bene per lasciarti andare e adesso, come i cadaveri di cui non riesci mai a liberarti fino in fondo, sei stato costretto ad annacquare la tua vita televisiva per farci contenti. “Mea culpa” o “Nuestra mierda” - per citare una battuta della serie.

...così mi rilasso un pò

Caro Dexter, che altro dire? E’ stata la mancanza di plausibilità a darti il colpo di grazia. Troppe volte saresti dovuto essere acciuffato, troppe volte avresti lasciato indizi, troppe volte saresti morto. Certo - tu mi dirai - questo fa parte di quello che viene chimata in gergo “sospensione di incredulità”. Ti sfugge però il fatto che non esiste una “sospensione dei ricordi”, e che dopo 5 anni, la tua scia di sangue non può essere cancellata ad ogni cambio di stagione. Creando un fenomeno di “cult” televisivo, nei sei stato prima il carnefice e poi la vittima. Perchè nessuno parla più del detective Doaks o del Trinity Killer? Spariti da uno script e l’altro, ma non nell’immaginario dei tuoi personaggi. Anche la morte ormai sembra scivolarti e scivolarci addosso e abbiamo perso tutto il gusto di “riflettere” su ciò che essa comporta. Zack! - diamoci un taglio, sembra dire ogni tanto chi manovra le tue storie. Ahimè, il taglio dovrò darlo io e come me migliaia di tuoi fan che forse troveranno la pace leggendo gli altri volumi de La mano sinistra del diavolo che per fortuna non sono ancora stati brutalmente trasposti in tv.

2nd opinion by SpookyMulder

Dexter ha perso il suo stile già dopo la fine della seconda stagione, anche se ancora presente nella terza, era il plot a non essere troppo avvincente. Alla fine della quarta stagione gli sceneggiatori hanno sentito il bisogno di dare una scossa alla serie, forse per raccimolare più ascolti, forse per eliminare un personaggio statico come Rita. Purtroppo però, con la quinta stagione, la serie è diventata decisamente più sbrigativa e molto meno psicologica ed incentrata sui personaggi. Ciò che affascinava di Dexter era che si prendeva i suoi tempi, al contrario di quasi tutti gli altri telefilm del giorno d'oggi. Ora sembra che si vogliano velocizzare gli episodi, offrendo soltanto un prodotto di intrattenimento dove sono quasi completamente scomparsi i processi mentali del protagonista, che non erano fortemente presenti neanche nella precedente stagione, e dove le ragioni che spingono Dexter vacillano abbastanza e non convincono pienamente. La paura è quella che Dexter si trasformi, con la sesta stagione, in un prodotto simile agli altri, fatto giusto per passare velocemente 45 minuti. La speranza è invece quella che Dexter possa tornare alla sua natura, dopo una stagione tiepida. Nonostante tutto, comunque, Dexter rimane forse il miglior telefilm odierno a livello qualitativo, complice anche una concorrenza non molto agguerrita.

Dexter - Stagione 5 Caro Dexter: that’s it! La Showtime ha annunciato la sesta stagione ma molti di noi non ci saranno. Da serie televisiva di nicchia, a fenomeno “cult”, Dexter ha perso decisamente il suo tono drammatico e la sua originalità tematica. Tuttavia rimane Michael C. Hall (sempre imbattibile) e un cast tecnico che sa il fatto suo. Dexter 5 però ci fa capire quanto bisogna andarci cauti prima di paragonare il cinema alla tv, poichè in quest’ultima il pubblico vuole vedere, e poi vedere, e rivedere...fino all’osso.