Recensione Dexter - Stagione 6

Tra alti e bassi, termina anche la sesta stagione del nostro serial killer preferito..

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Si conclude, a malincuore per un serial di questo calibro, la sesta stagione di Dexter. Voci ufficiali vedono la settima e l’ottava stagione già confermate e in dirittura d’arrivo, rispettivamente, durante il 2012 ed il 2013. Il rischio quindi che questa potesse in qualche modo essere la stagione finale è stato totalmente sfatato, e, vista la qualità altalenante che ha pervaso l’intera vicenda nelle ultime puntate, ciò non può che esser stato un bene. Procedendo con gradi, abbiamo visto una season principalmente rivolta verso l’aspetto più religioso e spirituale, con il nostro serial killer preferito alle prese con turbe e dubbi più o meno espressi riguardanti la fede, il credo divino e la voglia di cambiare in virtù di una qualche presenza ultraterrena.
Il tutto arricchito da un interessante villain che fa della fede e dei passi biblici il suo cavallo di battaglia. Domande come “In tutti vi è del buono?” o “Anche io posso cambiare?” hanno avuto la funzione di “tormentone” ed hanno, in qualche modo, messo la proverbiale pulce nell’orecchio degli spettatori, desiderosi di vedere anche solo un minimo cambiamento in una produzione che in larga parte inizia a sentire il peso degli anni.

Cambiamenti, filler e dark passenger..

La sesta stagione ha visto sia il ritorno degli ormai conosciuti Debra, Angel, La Guerta, Quinn ecc. sia l’arrivo di nuovi personaggi più o meno interessanti. Tra i nuovi arrivi come non citare Brother Sam, delinquente pentito che ha votato la sua vita alla fede ed al rispetto verso gli altri, e che ben presto avrà a che fare con le vicende dello stesso Dexter. La presenza di Brother Sam ha scosso l’animo freddo e tagliente del nostro beniamino, a tal punto da portarlo addirittura a credere ad una sorta di “redenzione” capace di cogliere persino individui come lui, ed a fidarsi in maniera seria e genuina del suo nuovo amico.
Ovviamente nel mondo di Dexter nulla dura in eterno (specialmente le cose belle), e a chiara dimostrazione di ciò vi è l’efferato omicidio che ha coinvolto Sam, e che, per una serie di circostanze sfortunate, ha permesso al “very dark passenger” di Dexter, ovvero nientemeno che il suo caro fratellino “Ice Truck Killer” Brian Moser, di prendere il sopravvento sul semi equilibrato Harry. Il tutto in una sola puntata (quasi del tutto filler a dire il vero), che ha visto lo stesso Dexter cadere in balia del suo caro fratellino, e lasciarsi trasportare in una sorta di lungo week-end che ci ha permesso anche di metter fine una volta per tutte alle vicende del Trinity Killer. Puntata che risulta comunque piacevole, ma che non porta alcun beneficio nella storyline principale, tanto da poter essere tranquillamente evitata, volendo. A conferma di ciò troviamo il deus ex machina che azzera per la maggiore anche gli stessi sentimenti contrastanti scaturiti all’interno dei Dexter , grazie alla sua breve vicinanza con Brother Sam, e che riporta il vecchio Harry alla ribalta dopo la breve parentesi di Brian. Ed è forse questa una delle più cocenti delusioni della stagione, ovvero il tanto frastuono fatto per una vicenda che ha avuto ben poco valore effettivo.

Omicidi in nome della fede, divorzi e strane unioni.

Parlando del villain (o dei villain, a dire il vero) non possiamo non citare (ma, per contenerci in qualche modo con gli spoiler, eviteremo di dirlo apertamente) la quantomeno telefonata vicenda che ci ha un po’ accompagnato per tutte le dodici puntate. Sia il “fragile” Travis che il crudo e violento Professor Gellar infatti, durante i loro brutali omicidi, non hanno fatto altro che alimentare lo spettatore con una sorta di anomalia ben presente che andava accentuandosi con il passare del tempo. E l’ennesima delusione si ha proprio nelle ultime puntate, dove un bad ass guy che perlomeno inizialmente sembrava caratterizzato con tutti i crismi, si rivela essere una sorta di psicopatico senza controllo. Insomma, siamo ben lontani da villain come il caro Brian o il glaciale Trinity, pur non sfiorando la mediocrità come il Miguel Prado della terza stagione. Le vicende di contorno aiutano soltanto in parte, e perlopiù verso la fine. Sebbene all’inizio non appare ben chiara la voglia degli autori del voler donare a Masuka un qualche aiuto che lo segua durante le sue indagini, verso la fine il tutto riesce a farsi più chiaro ed a conferire in qualche modo un notevole punto d’interesse e di discussione anche per la prossima stagione. L’ultimo dei suoi assistenti si rivela essere, per via anche del maniacale interesse verso lo stesso Dexter, un potenziale villain degno di tal nome, e i cimeli che egli nasconde in casa non fanno altro che confermare la tesi. Si spera che queste supposizioni trovino riscontri nel futuro, e che non si dimostrino ennesime sviste o mancanze d’attenzioni degli autori (come le numerose ed epocali gaffe effettuate dallo stesso Dexter negli ultimi episodi, in barba alla cura e alla maniacalità che caratterizzavano il Dexter di altri tempi).
La stessa vicenda Debra - Quinn che tanto ci ha annoiato inizialmente, ha messo una qualche sorta di turbo negli ultimi avvenimenti, portando ad un crescendo emotivo sempre più elevato, che sfocia, grazie ad una serie d’azioni evidentemente volte proprio a questo, nel tanto atteso e cruciale cliffhanger finale. Un finale che giustifica lo stesso escamotage ideato inizialmente dagli autori (lei che cambia sentimenti nei confronti del fratello.. il tutto acquista più senso se visto da una certa prospettiva). E la medesima promozione di Debra a tenente avuta nei primi episodi permette di tracciare una previsione quantomeno rosea del futuro di questo serial. Note dolenti vanno come sempre verso Angel e La Guerta: la coppia ormai non ha più nulla da dire e si limita a sostenere i vari personaggi principali, in una sorta di contorno inconsistente. Menzione d’onore però va fatta alle varie interpretazioni, in particolare a quelle del sempreverde Michael C. Hall e di Colin Hanks (si, proprio il figlio di Tom Hanks), che, nonostante il personaggio, riesce senza dubbio a sbalordire per la sua bravura recitativa.

Buoni propositi per il futuro

Nonostante le numerose pecche presenti nella produzione, il futuro di Dexter si preannuncia roseo. Lo stesso cliffhanger finale (che dà un senso ad alcune vicende e risolleva in larga parte il morale dei fan) trova il suo senso d’esistere, ed unito ad un quasi scontato villain in diretta concorrenza con lo stesso protagonista non fa altro che donare dei propositi se non esaltanti almeno positivi per il futuro. Con il terreno spianato quindi, la strada adesso è tutta in discesa e, come affermato dagli stessi produttori, direttamente rivolta verso le battute finali.

Dexter - Stagione 6 Una sesta stagione che, per una serie concatenata di fattori (particolarità del cattivo di turno, carne al fuoco per gli anni a venire e colpo di scena finale) riesce ad innalzare il suo valore al di sopra della sufficienza. E’ indubbio però che il brodo non può essere allungato in eterno e che le incongruenze per forza di cose iniziano ad essere sempre più numerose. Nonostante la sicura svolta intrapresa da Dexter bisogna in qualche modo mettere la parola fine, prima o poi.