Dietland: recensione della serie disponibile su Amazon Prime Video

È disponibile anche in Italia, grazie a Prime Video, la nuova dark comedy della AMC, a cura della sceneggiatrice Marti Noxon.

recensione Dietland: recensione della serie disponibile su Amazon Prime Video
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È stato dato alle stampe nel 2015 Dietland, il romanzo di Sarai Walker che mette alla berlina l'industria della bellezza e specificamente l'ossessione per la forma fisica. Un testo feroce e sovversivo, che la stessa autrice ha dichiarato di voler scrivere come sorta di risposta femminile al film Fight Club, violenta decostruzione dell'idea della mascolinità nella società americana. Al posto dell'anonimo narratore e di Tyler Durden c'è Plum Kettle, una donna sovrappeso (circa 150 chili) che lavora come ghostwriter per una rivista, con l'incarico di rispondere alle mail mandate alla direttrice editoriale. Attorno a lei si verificano situazioni sempre più strambe e violente, focalizzate su un sistema che non si impegna abbastanza per contrastare la violenza contro le donne (inclusa la pratica del fat-shaming, atto di bullismo discriminatorio che con l'avvento dei social media si è ingigantito con conseguenze spesso atroci). Da quel tomo deriva la nuova serie tragicomica della AMC, la cui prima stagione completa è ora disponibile in Italia su Amazon Prime Video dopo che i singoli episodi sono stati messi a disposizione a ritmo settimanale, il giorno dopo la messa in onda americana.

Un mondo (volutamente) confuso

Come nel libro, ciò che salta all'occhio maggiormente nel Dietland televisivo è l'alternanza di storyline e toni, gestiti dalla showrunner Marti Noxon con un tocco meticolosamente discontinuo che riflette le contraddizioni del mondo che lei intende analizzare, satirizzare e condannare. La Noxon, veterana di Buffy - L'ammazzavampiri (di cui fu showrunner per la sesta stagione, mentre Joss Whedon era impegnato con Firefly), presente sugli schermi anche con Sharp Objects e da sempre attenta alla questione spinosa dell'uso dei personaggi femminili, mette in scena un universo caotico, nato prima del movimento #MeToo ma ancora più rilevante adesso, alla luce delle varie rivelazioni rese pubbliche sulle molestie nei confronti delle donne in ogni tipo di ambito professionale.

La sua furia si applica su più versanti, il che può generare un senso di frustrazione per via di una certa "schizofrenia" narrativa ma è anche perfettamente coerente con il comportamento arbitrario, contraddittorio ed eccessivo che caratterizza il mondo reale. A dodici anni di distanza, mentre c'è chi ancora spera in un sequel de Il diavolo veste Prada (che esiste in forma letteraria), lo stesso mondo viene riletto in chiave ancora più dissacrante e al contempo aderente al reale.

Due attrici fenomenali

Al centro di questo caos tanto esilarante ci sono due personaggi coinvolti nella rivoluzione ma provenienti da poli opposti: da un lato Plum, che sogna di essere come tutte le altre - all'inizio della seria è in procinto di sottoporsi a un intervento chirurgico per perdere peso - e vive le proprie giornate fingendo di essere la sua datrice di lavoro; dall'altro Kitty Montgomery, la direttrice della rivista, arrivata al successo e ora costretta a fare i conti con una misteriosa organizzazione terroristica femminista, all'alba di una vera, letterale guerra dei sessi. Due ruoli strepitosi, con l'annessa consacrazione di Joy Nash (già vista in un episodio della terza stagione di Twin Peaks) come una delle scoperte televisive dell'anno e la conferma del talento multiforme di Julianna Margulies, nuovamente in pista sul piccolo schermo a due anni dalla fine di The Good Wife. E con la possibilità di vedere tutta la stagione d'un fiato, la tentazione di vedere le due protagoniste in azione per dieci episodi senza interruzione è veramente forte.

Dietland - Stagione 1 La showrunner Marti Noxon porta sul piccolo schermo il romanzo di Sarai Walker, firmando un concentrato di satira, violenza e tragica verosimiglianza che mette a nudo e alla berlina le convenzioni di un mondo superficiale, ipocrita e misogino. Particolarmente notevoli le due performance centrali, affidate a Joy Nash, talentuosa caratterista che finalmente ha il ruolo giusto per sfondare e una veterana di tutto rispetto come Julianna Margulies.

8

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