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La Direttrice: convince la nuova serie Netflix con Sandra Oh

Quanto è difficile cambiare un mondo fortemente ancorato alle tradizioni? Ce lo racconta La Direttrice in modo leggero, ma maturo

La Direttrice: convince la nuova serie Netflix con Sandra Oh
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Tra le numerose uscite di agosto su Netflix c'è un nuovo titolo che ha già attirato l'attenzione di critica e spettatori. Si tratta de La Direttrice, disponibile sulla piattaforma a partire da questo 20 agosto. Con Sandra Oh come protagonista, La Direttrice mescola comicità e dramma in un prodotto breve, veloce e godibile, che racconta le vicende di un'accademica che tenta di svecchiare un mondo universitario troppo ancorato alle tradizioni e alle limitazioni imposte da queste ultime. Abbiamo avuto modo di vedere la serie in anteprima, ed ecco cosa ne pensiamo!

Modernità contro tradizione: le lacune del mondo accademico

Ji-Yoon Kim (interpretata magistralmente da Sandra Oh) viene scelta come direttrice del dipartimento di letteratura inglese dell'Università di Pembroke. Nonostante la grande determinazione a portare un po' di novità all'interno dell'Istituto, Ji-Yoon si scontra con la realtà dei fatti: il dipartimento non naviga in buone acque a causa della scarsità di fondi e di un drastico calo delle iscrizioni ad alcuni corsi di studio, tanto che una lista di colleghi rischia il licenziamento. In quanto membro di una minoranza che ha raggiunto gli alti vertici dell'Università (è la prima donna non caucasica ad aver ottenuto il ruolo di direttrice), Ji-Yoon sente su di sè la pressione delle aspettative altrui, mentre anche nella vita privata e familiare deve far fronte a non poche difficoltà.

In soli sei episodi da circa 30 minuti l'uno, La Direttrice non punta severamente il dito contro il mondo accademico, ma ne espone gradualmente le limitazioni, affrontandole in modo complesso e mai banale. L'Università di Pembroke è un'Istituzione che per anni è rimasta in mano a uomini bianchi e che non si è mai aperta all'innovazione e alla parità. Per questo l'occupazione di Ji-Yoon del ruolo di direttrice è una novità su cui si riversano le aspettative di tutti coloro che desiderano il cambiamento, prima fra tutti proprio la protagonista.

Il suo intento in una posizione di tanto rilievo è proprio quella di svecchiare l'Università, un compito che non sarà per nulla facile, e non solo perché chi le ha affidato il ruolo (la famosa "chair" del titolo originale), non aspetta altro che di vederla fallire, ma anche perché Ji-Yoon farà il possibile affinché questo processo di modernizzazione mieta meno vittime possibile.

Pur non scegliendo un tono pesante o particolarmente serio, La Direttrice è un prodotto che sa di trattare tematiche delicate e importanti: sessismo, disparità di genere, l'influenza dei social network, la lotta tra tradizione e modernità, fino al razzismo e alle difficoltà scatenate da alcune derive del politically correct. Argomenti che la brevità degli episodi non aiuta ad approfondire, ma che La Direttrice sa affrontare in modo ironico, ma al tempo stesso anche con grande maturità, senza mai banalizzarle. E lo fa grazie a uno stile fresco e dinamico - corredato da una scelta sonora altrettanto accattivante - nonché da un sistema di personaggi piuttosto ristretto, ma decisamente valido.

C'è la professoressa di una certa età relegata a un ufficio malfunzionante nel seminterrato e reduce da anni e anni di sessismo (Holland Taylor). Ci sono lo studioso di stampo tradizionale che non si apre a un tipo di insegnamento più innovativo (Bob Balaban) e la giovane professoressa che al contrario sceglie metodi originali che più le permettono di instaurare un rapporto sincero con gli studenti (Nana Mensah). C'è infine l'accademico che per uno sciocco errore si trova coinvolto in uno scandalo più grande di lui e che non sa come uscirne in modo pulito (Jay Duplass).

Se vogliamo trovare una lacuna ne La Direttrice, potremmo indicare uno sviluppo non troppo approfondito di tutte queste figure, che gravitano attorno alla protagonista e talvolta ne rappresentano gli alleati o i detrattori. Nonostante questo, anche con poche puntate a disposizione non è difficile affezionarsi ai personaggi della serie, tra cui spicca quello interpretato da Holland Taylor, la professoressa Joan Hambling, simbolo della lotta a un decennale sistema sessista che non permette alle donne di emergere nel mondo accademico.

Una dramedy leggera, ma non troppo

Parte del fascino de La Direttrice va attribuito al suo stile narrativo, da un lato drammatico, dall'altro comico. La regia è dinamica, la trama è fresca e la sceneggiatura dà vita a dialoghi e situazioni in cui la serietà è spesso coperta da un velo di ironia. Seppur priva della vena di follia che caratterizzava The Politician (di cui potete leggere in questo articolo la recensione della seconda stagione di The Politician), La Direttrice condivide con la serie di Ryan Murphy la complessità dei toni e dei temi trattati, che vengono affrontati sì con tono ironico, ma anche con maturità e introspezione.

Se in The Politician l'obiettivo centrale era sottolineare le assurdità, le ipocrisie e le esagerate ambizioni del mondo politico, questa serie focalizza il proprio sguardo sul mondo accademico e le sue gerarchie, nonché sulle sue resistenze alla modernità. E lo fa con una leggerezza che cerca di regalare allo spettatore una visione piacevole e rapida, ma che non mette mai in ridicolo le situazioni narrate.

Questa complessità di toni non è tuttavia esente da lati negativi. Pur rappresentando l'elemento caratteristico della serie ed evidenziando la componente umana delle situazioni raccontate, la natura ibrida de La Direttrice non è sempre del tutto riuscita e rischia in alcuni punti di non dare il giusto spazio a determinate emozioni che avrebbero potuto avere un maggiore approfondimento, sebbene la scelta di non soffermarsi in modo eccessivamente patetico su alcune dinamiche (come per esempio il legame tra Ji-Yoon e Bill e il terribile lutto vissuto da quest'ultimo) giochi a favore della narrazione.

In una serie in cui il tono spazia dal serio al divertente, Sandra Oh è la protagonista perfetta, grazie a una potenza espressiva già vista in molte produzioni, dalla storica Grey's Anatomy a Killing Eve. La Oh riesce a conquistare interpretando magistralmente la frustrazione di una donna che fatica ogni giorno a tenere insieme i vari pezzi che compongono la propria vita lavorativa e privata, che cerca di mettere tutta se stessa nel proprio lavoro e di dare un senso alla passione che ha guidato i propri studi, ma che si scontra con una società accademia caratterizzata da regole antiquate.

La Direttrice La Direttrice è un serie tv che si appoggia su una buona scrittura e su un ottimo cast, tra cui spicca una protagonista divertente e idealista, mossa dalla determinazione e dall’amore per il proprio lavoro, ma spesso affossata da un sistema assurdo. In pochi episodi di rapida e piacevole fruizione, questo titolo muove una critica ironica e matura al tradizionalismo, al sessismo e alla disparità che permeano il mondo accademico, ma risente anche di alcuni difetti, in particolar modo quella natura ibrida che a volte non permette l’emergere dei lati più comici e drammatici della narrazione.

7.5