Domina Recensione: l'antica Roma al femminile di Sky con Kasia Smutniak

La serie originale Sky affronta in otto puntate una fetta della storia dell'antica Roma da un inedito punto di vista femminile.

Domina Recensione: l'antica Roma al femminile di Sky con Kasia Smutniak
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Che la visione mediatica della Roma antica non trovi propriamente realizzato il punto di vista femminile delle vicende, questo è un dato abbastanza appurato. Basti pensare alle serie di riferimento di questo filone e subito vengono in mente Roma e Spartacus, con una deviazione verso il Romulus di Matteo Rovere, giusto perché è la reincarnazione più recente del genere storico di stampo latino (qui trovate la nostra recensione di Romulus).

Tra le novità Sky e NOW di maggio fa però capolino Domina, il nuovo show Sky Studios che punta a sovvertire questa tendenza, polarizzando il punto di vista sulla società patrizia romana in Livia Drusilla, attraverso le vicende che la portarono a divenire la consorte del futuro primo imperatore di Roma, Ottaviano Augusto. Nella nostra anteprima di Domina avevamo avuto modo di ripercorrere la giovinezza di Livia, da esponente di una delle più importanti e ricche famiglie patrizie di Roma, ad esule in fuga dopo l'azione dello stesso Ottaviano contro i cesaricidi, sostenitori della repubblica, tra i quali figurava lo stesso Livio Druso, padre di Livia. I restanti episodi della prima stagione di Domina, disponibile integralmente da oggi su Sky On Demand e NOW, seguono le vicende della Livia adulta, interpretata da Kasia Smutniak.

Livia, "l'uomo più intelligente di Roma"

Uno dei principali pregi di questa serie, come accennavamo, è l'aver aperto gli occhi su una condizione troppo a lungo tralasciata o sminuita della storia; quella delle patrizie romane, vera e propria merce di scambio quando si trattava di combinare alleanze politiche tra famiglie - tra matrimoni e divorzi di convenienza -, confinate in una sorta di limbo tra una gravidanza e l'altra, per fare il proprio dovere di moglie e madre nei confronti di Roma.

Sotto questo aspetto il personaggio di Livia rielaborato dallo showrunner Simon Burke (Fortitude) è una ventata d'aria fresca per il genere. Donna intelligente, carismatica, tenace, ma anche temibile calcolatrice, sempre alla ricerca della giusta strategia per favorire se stessa e la propria famiglia, oltre che il suo intento celato; un voto che, se realizzato, potrebbe cambiare nuovamente la geografia della società romana e sovvertire le sorti di molti.

Il mondo nel quale deve barcamenarsi Livia, nonostante la sua condizione tutt'altro che disperata, pullula infatti di intrighi e congiure, perché la ricerca e il mantenimento del potere sono i veri motori dell'azione e ognuno vuole sfruttarli e perseguirli a modo proprio, senza scendere a compromessi. Un quadro quasi disperato all'interno del quale domina il sesso maschile a suon di gladio e complotti, ma dove Livia riesce ad inserirsi sposando proprio quell'Ottaviano che aveva causato la sua disgrazia e, in ultima istanza, la morte del padre Livio Druso.

Un matrimonio di convenienza, che prospera anche nel sentimento, ma che per Livia significa comunque e soprattutto opportunità. E per sfruttare quell'opportunità bisogna agire con astuzia, essere riconosciuta per le proprie qualità, ma senza uscire dal seminato e pretendere di porsi alla pari o - peggio ancora - al di sopra degli uomini; questo Livia lo sa bene e lo sfrutta a proprio vantaggio per condizionare le decisioni e la sorte del suo stesso marito, riscattando la propria posizione nella società come cittadina, donna e moglie. La stessa interazione tra le esponenti patrizie del gentil sesso rischia di provocare più scintille del cozzare dei gladi in battaglia; è il caso della rivalità tra Livia, Ottavia e Scribonia, rispettivamente sorella ed ex moglie di Ottaviano.

Il fardello del potere

In tutto questo è inevitabile fare i conti con l'interpretazione della Smutniak nei panni della Livia adulta e, se in precedenza avevano espresso parere positivo nei confronti di Nadia Parkes, la sua controparte adolescenziale, non possiamo che confermare la bontà dell'interpretazione dello stesso personaggio da parte dell'attrice italiana di origine polacca. Kasia Smutniak riesce a trasmettere la caparbietà e la gravitas della sua affascinante Domina, pur conservandone il lato umano, che temevamo potesse venire sopraffatto dalla consecutio quasi bulimica degli eventi nel corso dei primi episodi.

Con l'entrata in scena della Livia adulta la situazione sembra stabilizzarsi, sebbene il meccanismo narrativo brami quasi la linfa degli eventi in maniera costante, regalando spazi ben precisi, ma anche troppo delimitati all'introspezione, che risulta comunque meno soddisfacente nei comprimari, che in troppe situazioni appaiono come semplici pedine dei giochi di potere di Livia. Detto questo, le interpretazioni si attestano sempre su buoni livelli, nonostante la scrittura di stampo internazionale amalgami un po' troppo i dialoghi agli stilemi appartenenti a ben altri show; aspetto che si traduce anche in una struttura a compartimenti stagni quasi predefinita, con un ricorso al cliffhanger calcolato al millimetro e, per questo, forse poco sorprendete, ma non meno soddisfacente, che fa leva sul melodramma famigliare.

Uno dei punti di forza più solidi dell'intera produzione è senz'altro rappresentato dalla messa in scena, forte di una serie di eccellenti maestranze italiane e delle location ricostruite dallo scenografo Luca Tranchino negli studi di Cinecittà sulla base dello storico set costruito per la serie Roma. Grande attenzione è stata posta sui costumi, ad opera del premio Oscar Gabriella Pescucci, e il risultato non lascia certo indifferenti, mentre la fotografia, con la sua vocazione di stampo naturalista, fornisce un'immagine più cupa dell'antica Roma, che ben si adatta alle tematiche in gioco, dipanate da una regia sicura di sé e forte della struttura narrativa descritta pocanzi. In definitiva, Domina riesce a ritagliarsi uno spazio ben distinto tra le serie di stampo storico e potrebbe recuperare ulteriore terreno in un'eventuale seconda stagione che, date le premesse, appare quanto mai inevitabile.

Domina - serie tv Domina centra il bersaglio, non in maniera eclatante, ma sicuramente importante; forte di un comparto produttivo con i fiocchi, che vanta alcune tra le migliori maestranze nostrane, la nuova produzione internazionale Sky punta i riflettori sul ruolo della donna nell'antica Roma, prendendo come riferimento una delle figure più iconiche, ma allo stesso tempo meno esplorate, del periodo. Livia Drusilla rivive grazie all'ottima interpretazione di Kasia Smutniak, accompagnata da un cast all'altezza, sebbene i personaggi richiamino la stessa attenzione che lo showrunner Simon Burke riserva agli eventi.

7.5