DuckTales: recensione della prima stagione del reboot

Tornano le avventure dei paperi più famosi di sempre, in un reboot che cattura e amplia tutte le qualità della storica serie originale.

recensione DuckTales: recensione della prima stagione del reboot
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Per le persone cui la spensierata infanzia è coincisa con il periodo a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, DuckTales è sinonimo di pomeriggi indimenticabili all'insegna di genuino intrattenimento, risate a non finire, avventure fantastiche e, adesso, tenera nostalgia. Perché in fondo la serie Disney era magia pura: quelle storie confinate per anni nella carta di incalcolabili numeri di Topolino prendevano vita, anche portando in dote personaggi e racconti nuovi di zecca; quelle voci fino a quel momento soltanto immaginate trovavano una impensabile realizzazione sullo schermo. Era un sogno poter seguire il grande Paperon de' Paperoni nelle sue mirabolanti ed esotiche imprese, accompagnato dai fidi nipoti, sempre pronti a lanciarsi all'insperata ricerca di un nuovo tesoro mentre la Banda Bassotti, Amelia o il rivale Cuordipietra Famedoro tentavano inutilmente di contrastarlo. E dopo tanto - troppo - tempo si è deciso di dare nuovamente fiducia a Paperino e soci, e un vero e proprio reboot di DuckTales è arrivato sulle scene per dimostrare al mondo che quel modo di intrattenere, semplice e adatto a tutti, non è sparito o diventato all'improvviso fuori moda. La vita a Paperopoli è ancora un gran sballo.

Life is like a hurricane here in Duckburg

Tornare nella città dei paperi più famosi al mondo dà esattamente le stesse sensazioni di quei pomeriggi all'insegna della tranquillità: ogni cosa è al suo posto, Paperino rimane inevitabilmente il solito irascibile imbranato, Paperon de' Paperoni è ancora lo scorbutico miliardario tirchio e Qui, Quo e Qua hanno sempre una voglia insaziabile di avventure, seppur ciascuno per ragioni diverse. Anche la marea di (amatissimi) personaggi di supporto fa il suo ritorno: da Jet McQuack, con il suo irrefrenabile desiderio di schiantarsi contro qualunque cosa con qualunque mezzo di trasporto, alla dolce ma preparatissima e combattiva Gaia, non manca nessuno all'appello. Com'era prevedibile, il concept è rimasto piuttosto tradizionale, visto che le ventidue puntate che compongono la prima stagione sono storie autoconclusive con giusto una spruzzata di trama orizzontale. Ne basta una manciata per rendersi conto della straordinaria varietà e freschezza delle situazioni proposte, dall'umorismo diversificato che i personaggi portano in scena, della semplicità giocosa che fuoriesce da ogni scena in un'esplosione di fantasia e creatività senza limiti. Da laboratori enigmatici in fondo al mare a covi di pirati nei cieli, invenzioni bizzarre e mondi mistici, DuckTales è davvero una continua gioia sorprendente, mai banale, mai fiacca, grazie anche a un comparto artistico squisito (non si fanno attendere alcune rielaborazioni di personaggi secondari, molto ben riuscite).

Might solve a mistery or rewrite history

Nulla di tutto ciò risulta però infantile. C'è qualcosa nell'umorismo tipico delle avventure dei paperi, una scintilla di genialità che lo rende adatto a persone di qualunque età. Non risulta mai esageratamente criptico, è sempre fulgido e chiaro nei suoi intenti non scadendo in un elementare slapstick, senza d'altronde farsi mancare qualche elegante sortita satirica (il miliardario tecnologico Mark Becchis in primis). È una via di mezzo inimitabile e immediatamente riconoscibile, capace di conquistare tanto il bambino di cinque anni quanto un genitore cinquantenne o un nonno, grazie alla sua genuinità e alla coralità di un cast che non sembra esaurire la sua vena comica, escogitando di continuo nuove soluzioni e gag. Ma DuckTales non è rimasto integralmente insensibile alle produzioni contemporanee. Se ha assorbito qualche elemento dalla contemporaneità, è sicuramente la mescolanza tra commedia e dramma, in quanto le due storyline che dominano questa prima stagione mettono in gioco tematiche dalla sorprendente profondità. Non che d'un tratto la serie Disney sia diventata una dramedy in tutto e per tutto, ma la novità sostanziale del reboot è il riuscire nei pochi frangenti decisivi ad adeguare i suoi toni e le sue atmosfere, quando i tre gemelli indagano sul mistero relativo alla sparizione della madre o l'oscuro segreto che nasconde la "new entry" Lena. Ed è un'alternanza che funziona in maniera perfetta, aumentando copiosamente la già eccezionale varietà garantita dalle miriade di racconti, personaggi e ambientazioni, pezzi di un puzzle che formano una delle migliori serie animate in circolazione.

Duck Tales 2017 DuckTales è un campione assoluto nel suo genere. Questo reboot riesce a proporre una varietà di storie e situazioni a dir poco vertiginosa, realizzando ad ogni puntata qualcosa di sorprendente. Un umorismo rispolverato che funziona ad opera d'arte, un estetica squisitamente colorata e anche qualche momento drammatico costruito in maniera eccellente costituiscono la ciliegina sulla torta di una serie animata sensazionale, unica. Non temete, la vita a Paperopoli è davvero ancora un gran sballo.

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