El Cid: la recensione della serie Amazon sul leggendario eroe spagnolo

La prima stagione narra la genesi della leggenda di El Cid: un racconto epico di battaglie e intrighi, in un'ambientazione decisamente suggestiva.

El Cid: la recensione della serie Amazon sul leggendario eroe spagnolo
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Dopo il nostro first look di El Cid è giunto il momento di tirare le somme sullo show con protagonista Jaime Lorente (La Casa di Carta). I primi episodi avevano stuzzicato la nostra curiosità e avevano introdotto una serie di intrighi, nonché le vicende del leggendario eroe spagnolo, che durante il periodo della Reconquista Spagnola si distinse per il suo intrepido coraggio e per il grande acume tattico in battaglia, le cui gesta sono state rese immortali nel poema epico El cantar del mio Cid. Seguiteci dunque nella recensione completa di una delle più interessanti novità Amazon di dicembre.

Tra battaglie e intrighi

Gran parte delle osservazioni fatte nel precedente articolo (di cui vi consigliamo la lettura per capire meglio il contesto dello show) restano valide e continuiamo a ritenere l'arco narrativo che costituisce la stagione come un'introduzione al teatro delle vicende, utile a familiarizzare con i vari personaggi presenti e le loro motivazioni. Da una parte abbiamo assistito ai primi passi del giovane Rodrigo "Ruy" Diaz de Vivar lungo il percorso che lo porterà nella leggenda e a farlo diventare un eroe nazionale spagnolo; dall'altra ci sono gli intrighi di corte, caratterizzati da tradimenti, segreti e in particolare dal complotto ai danni del Re Ferdinando, sovrano del regno di Leòn.

La storia di Ruy si intreccia con uno scenario politico a dir poco esplosivo, dove i regni cristiani della penisola iberica combattono non solo contro i mori, ma anche tra di loro, portando così a scontri fratricidi e a continui ribilanciamenti delle forze in gioco. La stagione, infatti, si chiude rimarcando quest'ultimo aspetto e lasciandoci con una grande curiosità circa gli sviluppi futuri che, come la storia ci insegna, hanno tanto da offrire e potrebbero riservare molte sorprese. In fondo, abbiamo soltanto scalfito la superficie delle imprese di colui che sarà ricordato anche come Signore di Valencia.

La scelta di proporre una stagione di cinque episodi è apprezzabile perché, al netto di puntate della durata media di circa un'ora, garantisce una narrazione compatta nonostante alcune lungaggini in certi dialoghi, che insinuano il timore di ritrovarsi da un momento all'altro in una soap di cappa e spada; ma questo pericolo è stato per ora scongiurato.

Una messinscena convincente

Ribadiamo che i punti di forza di El Cid sono negli ambienti, nei costumi e in generale nella messa in scena, seppure la regia non regali grosse sorprese. Lo stesso discorso vale per la colonna sonora curata da Gustavo Santaolalla (premio Oscar per I segreti di Brokeback Mountain e Babel) e Alfonso González Aguilar, priva di veri e propri guizzi o di tracce che restino impresse nella memoria.

I vari personaggi sono ben rappresentati e sfaccettati, in particolare quelli femminili, mentre il più debole risulta proprio il protagonista, soprattutto perché nel suo ritratto di eroe senza paura e intriso di valori cavallereschi non lascia molto spazio ad una maggiore ambiguità. Poiché quest'ultima caratteristica fa parte più del Ruy storico che non di quello leggendario, però, non escludiamo che nella prossima stagione possa venire caratterizzato con più profondità.

Anche senza particolari apici (ma nemmeno grossi difetti), la prima stagione ci è così sembrata un buon incipit e crediamo che, con i dovuti accorgimenti, un eventuale seguito potrebbe addirittura rendere la serie tra gli esponenti più interessanti del genere. In definitiva, pur mancando draghi e White Walkers, El Cid ricorda spesso e volentieri Game of Thrones e ci sentiamo di consigliarla a chi si è appassionato alla lotta per il trono di spade, così come ai fan delle ricostruzioni storiche velate di leggenda.

El Cid La prima stagione di El Cid ci introduce allo scenario politico e culturale della penisola iberica nell’undicesimo secolo attraverso le avventure del giovane Rodrigo "Ruy" Diaz de Vivar e lo fa con una buona messa in scena e ambientazioni suggestive, valorizzate da un buon utilizzo delle numerose comparse. Al netto di un ritmo talvolta compassato e di una regia dall’andamento altalenante, abbiamo apprezzato i cinque episodi che compongono questa stagione e siamo curiosi dei possibili sviluppi futuri.

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