Enlightened Recensione: noi, allo specchio

Tra intuizioni profetiche e scrittura acuta, approda su Sky la serie HBO creata da Laura Dern e Mike White: ecco perché è un recupero imperdibile!

Enlightened Recensione: noi, allo specchio
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C'è poco da fare: certe serie invecchiano meglio di altre. Bistrattate alla prima uscita, rispuntano dopo uno o due decenni, pronte a fare incetta di pubblico e dimostrandosi, in alcuni casi, addirittura profetiche. Se avete letto la nostra recensione di Luck, allora sapete bene a che cosa ci stiamo riferendo. Ma c'è un altro titolo che, dopo dieci anni dalla sua release, fa capolino nel catalogo Sky di maggio. Stiamo parlando di Enlightened, serie HBO creata da Mike White e Laura Dern (Big Little Lies). La prima stagione, disponibile già dal 12 maggio, sarà presto seguita dalla seconda, in arrivo su Sky Atlantic e Now il 26 maggio. Una scrittura acuta e temi attualissimi (il fenomeno del greenwashing, la dissociazione tra il vero sè e la costruzione di un'immagine a prova di followers) sono solo due degli elementi che ne fanno una serie da non perdere assolutamente. Ma andiamo con ordine.

Un'(anti)eroina fuor d'acqua

Enlightened segue le vicende di Amy Jellicoe (Laura Dern), impiegata di punta dell'azienda di prodotti chimici Abaddon (termine che nella Bibbia indica la distruzione) che, dopo un esaurimento nervoso sul lavoro, affronta una lussuosa riabilitazione alle Hawaii, dalla quale ritorna, appunto, illuminata. Infarcita di melliflue banalità new age (con cui la sua voce narrante incornicia gli episodi), Amy tenta invano di convincere l'azienda ad adottare una coscienza ecologica. Risultato: viene spedita nel seminterrato a lavorare con gli altri paria. Da lì guiderà la sua sgangherata rivolta contro il sistema.

Non possiamo parlare di questa serie senza citare il suo creatore: Mike White, misconosciuta figura chiave del panorama indie del XXI secolo. Californiano dal fototipo scandinavo, corpo attoriale abbonato ai ruoli di eccentrico, White è partito dalla scuderia di Dawson's Creek per poi arrivare a firmare copioni per Miguel Arteta (Chuck & Buck, The Good Girl, Beatriz at Dinner), Richard Linklater (School of Rock), Jared Hess (Super Nacho), Jake Kasdan (Orange Country). Acuto osservatore della società americana, White è specializzato nella creazione di pesci fuor d'acqua, (anti)eroi bizzarri e spesso in preda a dissonanza cognitiva. La sua scrittura ci presenta il lato amaro dell'indie, dove l'equazione tra strambo e adorabile non vale più.

Enlightened l'ha scritta tutta da solo, in tandem con Laura Dern, produttrice e protagonista assoluta della serie, che ha segnato il suo ritorno alla popolarità dopo gli anni un po' in ombra seguiti a Inland Empire. Si può dire che la Dernaissance, la sua rinascita come attrice culminata con l'Oscar nel 2020, sia cominciata proprio nei panni dell'alienata Amy Jellicoe.

Greenwash yourself

Dicesi greenwashing quell'ecologismo di facciata che permette di spacciare come biologico un prodotto che in realtà non lo è. Ma può avere anche un significato più ampio: presentare un'immagine immacolata di se stessi, la propria versione migliore a un livello meramente superficiale. Si tratta della specialità di Amy.

Armata di abiti pastello e ottime intenzioni con cui lastricare la strada per l'inferno, Amy si rivela, al tempo stesso, ingenua e ciecamente ottimista, manipolatrice e ipocrita, incapace di riconoscere che il suo desiderio di essere una "portatrice del cambiamento" nasconde una superficialità e un'avidità annichilenti. Il suo è un pensiero magico che confina con il disturbo mentale: un'immagine fasulla da proiettare sugli altri, ma minata da insicurezze profonde che la costringono a un continuo esercizio di ri-scrittura di sé, tipico della società dei social (ancora agli albori all'epoca della serie, dove si cita solo Twitter).

Proprio il ruolo del web, ottusamente visto dalla protagonista come un luogo per operare per il Bene, si rivela profetico rispetto ai decenni successivi. Brillante e amarissima, Enlightened si rivela avanti sui tempi anche nella struttura delle stagioni, che si concedono episodi a parte, completamente focalizzati su singoli personaggi collaterali. Basti pensare alla puntata sulla mamma di Amy, interpretata da Diane Ladd, la vera madre di Laura Dern; o quello incentrato su Tyler, il solitario personaggio incarnato proprio da Mike White.

Senza dubbio, la serie ha il merito di costruire un personaggio femminile prismatico e sgradevole, a volte spietato, mai "carino", andando a pre-vedere la piccola, grande rivoluzione operata da Phoebe Waller-Bridge con la sua Fleabag. Un valore aggiunto sono anche i camei alla regia di autori come Jonathan Demme (Il silenzio degli innocenti): il suo episodio, con co-protagonista Robin Wright, è tra le migliori cose per la televisione girate dal regista. Abbiamo aspettato dieci anni, ma ne è valsa la pena.

Enlightened - Stagione 1 A distanza di un decennio, Enlightened, la serie creata da Mike White e Laura Dern, non invecchia affatto, ma anzi: appare più contemporanea che mai. Tra accuse di greenwashing, malattia mentale e (de)costruzione dell'immagine di sé, lo show è esilarante con un retrogusto amaro e malinconico. Un indie senza edulcoranti, con personaggi scritti magistralmente e interpretazioni perfette. In anticipo sui tempi, sotto tutti gli aspetti.

8.5