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Estate di morte: la recensione del nuovo thriller polacco di Netflix

Due linee temporali per risolvere il mistero di una ragazza scomparsa durante un campo estivo, tratto da un romanzo di Harlan Coben

recensione Estate di morte: la recensione del nuovo thriller polacco di Netflix
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Qualche anno fa Netflix ha stretto un accordo con lo scrittore statunitense Harlan Coben per sviluppare ben quattordici serie tv tratte dai suoi romanzi gialli e thriller, pubblicati ed apprezzati in tutto il mondo. Dopo l'esordio nel 2018 con Safe e il successivo The Stranger del 2019 è ora la volta di Estate di Morte, titolo italiano per la produzione nota internazionalmente come The Woods. Andiamo a scoprire se si tratta di un nuovo successo!

È interessante notare come per la trasposizione dei romanzi di Coben Netflix abbia scelto una strada produttiva insolita: dopo due produzioni inglesi (franco-inglese nel caso di Safe) per Estate di Morte è stato scelto di spostare l'ambientazione dall'originale New Jersey alla Polonia. Se il protagonista del romanzo si chiamava Paul Copeland, qui abbiamo Pawel Kopinski (Grzegorz Damiecki), procuratore di Varsavia la cui vita è cambiata nel 1994, quando al campo estivo dove lavorava come sorvegliante sono scomparsi sua sorella Kamila insieme a un amico, mentre altre due persone che erano con loro sono state ritrovate cadaveri il giorno successivo. Venticinque anni dopo, la polizia convoca Pawel per identificare il corpo di una vittima di omicidio, una persona che apparentemente non ha nulla a che vedere con lui ma che in tasca ha dei ritagli di giornale che lo riguardano. La ferita al braccio del cadavere gli sembra identica a quella che aveva Artur, il ragazzo scomparso insieme alla sorella. E se anche Kamila fosse ancora viva?

La ricerca della verità

La serie, disponibile tra le uscite Netflix di luglio, si svolge su due linee temporali ben definite e ottimamente caratterizzate anche visivamente: il 1994, mostrato in colori caldi, con colonna sonora dei principali successi pop polacchi e non solo del periodo, ci riporta alla spensieratezza e alla leggerezza adolescenziale del momento, tra feste, avventure estive e qualche piccola follia, mentre la realtà del 2019, con fotografia fredda, grigia e glaciale, ci mostra una vita segnata da una tragedia che ha lasciato segni quasi impossibili da cancellare. Per cercare di scoprire qualcosa di nuovo Pawel si riconnette con Laura, il suo primo amore venticinque anni prima, e insieme a lei cerca di tirare le fila di una vicenda che si fa sempre più intricata e ricca di misteri.

L'alternanza tra le due stagioni e la capacità della produzione di mescolare sapientemente i toni narrativi è probabilmente la cosa migliore di Estate di Morte. All'inizio si rimane coinvolti dalle avventure più leggere dei ragazzi, mentre si fa un po' fatica a entrare nella trama gialla contemporanea.

Andando avanti la storia comincia a puntare il dito su antisemitismo, tensioni sociali, classismo, mentre anche nel presente si scopre qualcosa di più delle motivazioni di Pawel, della sua storia e della sua determinazione nel trovare la verità, che si intreccia con la sua vita professionale che lo vede difendere una ragazza vittima di abusi.

Genitori e figli

Estate di Morte insiste molto su alcuni temi portanti: la responsabilità personale, le cicatrici del passato ma soprattutto il rapporto tra genitori e figli. La domanda che la serie pone in maniera più pressante è: cosa non farebbero un padre o una madre per il loro figlio? Fino a che punto può spingerti un rapporto così profondo e indissolubile? La risposta pare scontata, ma può portare a conclusioni drammatiche.

Un tema così forte e coinvolgente non consente però di passare sopra a qualche passaggio più farraginoso nella trama e a una narrazione non troppo brillante.

Nonostante ottime intepretazioni e una presentazione estremamente professionale, la serie ha specialmente nella parte contemporanea qualche momento di pesantezza durante i quali è difficile non abbandonarsi alla noia. L'alternanza rapida con le più brillanti parti del passato aiuta ad affrontare il problema, ma non lo risolve completamente.

Estate di morte Estate di Morte è una serie che potrà trovare i suoi sostenitori tra gli appassionati di thriller, ma che non è riuscita a convincerci fino in fondo. I personaggi sono ben caratterizzati e interpretati, la regia è solida, la fotografia è molto efficace e la colonna sonora è coinvolgente, ma a mancare è il ritmo narrativo che in alcuni episodi crolla decisamente, come se la produzione avesse voluto allungare a una miniserie di sei episodi il brodo di una storia che avrebbe funzionato molto meglio come film. Il finale risolleva un po' il tono generale, ma non basta a far superare alla serie una valutazione poco meno che sufficiente.

5.5