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Falcon and The Winter Soldier 1x01 Recensione: l'eredità dello Scudo

La Fase 4 del MCU continua in uno show che va oltre l'azione sfrenata, con un'introspezione sorprendente e ben scritta.

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Il primo episodio di Falcon and the Winter Soldier è piuttosto sorprendente. Perché, almeno in questi primi 50 minuti, il nuovo show del Marvel Cinematic Universe mette nuovamente in campo idee di scrittura davvero interessanti. Una direzione più intimista, riflessiva, che prosegue quindi sul sentiero tracciato dal racconto profondo e introspettivo di WandaVision. Al tempo stesso, però, la serie ideata da Malcolm Spellman non rinuncia alla sua dose sfrenata di azione e adrenalina e alle atmosfere spionistiche che hanno reso grande il lavoro dei fratelli Russo sulle pellicole dedicate a Captain America.

E in effetti, Falcon and the Winter Soldier vuole essere l'erede diretto del secondo film di Cap e di Civil War, recuperandone protagonisti, toni e tematiche: una storia di spionaggio e di fantapolitica, ancor prima che un racconto supereroistico, in cui però stavolta trova spazio un interessante tema socioculturale di fondo. Abbiamo avuto il piacere di guardare il primo episodio in anteprima e adesso, ad embargo scaduto, siamo pronti a raccontarvi com'è il nuovo prodotto targato MCU, il secondo a colonizzare l'universo Disney+ dal 19 marzo 2021.

L'eredità dello scudo

"I simboli sono vuoti senza le persone che danno loro un significato". Una frase che avete già ascoltato se avete visto il più recente trailer di Falcon and the Winter Soldier e che corona uno dei (tanti) dialoghi ben scritti ed interessanti di tutto il primo episodio. Al tempo stesso risponde alla domanda che tutti i fan si pongono sin dal finale di Avengers: Endgame: chi erediterà lo scudo che fu di Steve Rogers dopo il ritiro dalle scene della Sentinella della Libertà? E chi saranno gli eroi che proteggeranno il mondo dopo lo scioglimento dei Vendicatori? Ancora una volta un serial del MCU affronta in maniera brillante e profonda le conseguenze dello showdown finale contro Thanos, un evento delle cui conseguenze a lungo termine ci stiamo accorgendo soltanto adesso e che vanno ben oltre l'addio di Iron Man e le ripercussioni del suo lascito su personaggi come Spider-Man.
Ecco, senza spoiler, ma il primo episodio di Falcon and the Winter Soldier risponde già (almeno temporaneamente) a questa prima domanda, vertendo su due distinte storyline che si svolgono in contemporanea.

Da una parte Sam Wilson, che mentre cerca di dedicarsi ad alcuni affari personali deve affrontare la pesantissima investitura di cui gli ha fatto carico Steve; dall'altro Bucky, che per la prima volta dal suo debutto nei panni del Soldato d'Inverno deve invece fare i conti con una vita normale. Ma i suoi sogni sono tormentati da visioni del passato, quando era un fantoccio senza volontà dell'HYDRA, in un'interessante rivisitazione dello stress post-traumatico.

Sono questi, per ora, i due principali temi della serie: l'inadeguatezza di fronte ad un simbolo da un lato e la ricerca della serenità dall'altro, non senza intriganti strizzatine d'occhio in termini puramente fantapolitici.
Laddove sembrava che Falcon and the Winter Soldier potesse configurarsi come un cinecomic purissimo, suscitando peraltro timori sugli effetti che potrebbe innescare un prodotto di stampo più classico dopo lo sperimentalismo di WandaVision, la produzione diretta interamente da Mari Skogland invece riesce a stupire con una sceneggiatura che - almeno in partenza - non rinuncia ad approfondire la psicologia dei suoi protagonisti, personaggi che (al pari di Wanda e Visione, forse addirittura di meno) non avevano ricevuto molto spazio nelle vicende dell'universo cinematografico.

A lezione dai fratelli Russo

Se sul piano della scrittura l'episodio 1 di Falcon and the Winter Soldier ci ha stupiti, c'è da dire che il livello produttivo dell'opera si è rivelato una conferma davvero piacevole. Lo show non lesina affatto in termini di spettacolarità e adrenalina, confermando l'impegno profondo che i Marvel Studios hanno investito nelle serie TV collegate al MCU: la prima puntata è confezionata ottimamente sul versante tecnico, mostrando sequenze d'azione che non avrebbero niente da invidiare al più costoso dei cinecomic.

C'è da sottolineare come, a livello puramente stilistico, il lavoro di Kari Skogland segua minuziosamente la lezione impartita dai fratelli Russo con The Winder Soldier e Civil War, con frangenti d'azione molto fisica che non risparmia minimanente sul fattore violenza e scene di adrenalina al cardiopalma, come l'inseguimento iniziale tra i cieli in Afghanistan che vede coinvolto Sam (assoldato dall'Air Force americana) nel tentativo di sgominare una cellula terrorista. Il solco tracciato dai Russo Brothers per quanto concerne il linguaggio estetico da un lato, l'intimità riflessiva e l'attenzione psicologica già esplorate in WandaVision dall'altro: Falcon and the Winter Soldier sembra voler essere quindi ben più di un inflazionato "buddy movie" e lo ha dimostrato con un primo episodio convincente, ben sorretto dalle performance attoriali dei due protagonisti. Che il Bucky di un Sebastian Stan sempre più convincente fosse un anti-eroe ben rodato lo si era capito da tempo, ma siamo convinti che anche il lavoro di maggior introspezione sul buon Wilson possa permettere ad un talento come Anthony Mackie di esprimere tutte le potenzialità del suo Falcon.

Falcon and The Winter Soldier Il primo episodio di Falcon and The Winter Soldier centra pienamente il suo obiettivo: stupire il pubblico dettando i toni del prodotto, a metà tra un thriller spionistico - profondamente devoto all'approccio creativo dei fratelli Russo - e un racconto di stampo più intimo e sorprendentemente riflessivo. Con la formula dei Serial, insomma, il Marvel Cinematic Universe potrebbe aver trovato il modo giusto per approfondire personaggi che sul grande schermo non sono mai riusciti a trovare il giusto spessore.