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Falcon and The Winter Soldier 1x06 Recensione: il nostro Captain America

L'episodio finale di The Falcon and The Winter Soldier, a tratti, corre troppo, ma è anche capace di emozionare.

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Quando si arriva alla fine di una corsa si cerca di condensare aspettative ed emozioni, di riversarle in ciò che si ha visto e infine di tirare le somme. E poi si cerca di fare i conti con la realtà, di metabolizzare e concretizzare il risultato finale. Come si concretizza un'opera come The Falcon and The Winter Soldier? La serie si porta dietro, indubbiamente, alcuni difetti concreti, ma anche alcuni pregi fondamentali. E l'ultimo episodio, il sesto, disponibile da questa mattina su Disney+, è sostanzialmente lo specchio riflesso di questa continua altalena.

La resa dei conti

La puntata finale dello show con Anthony Mackie e Sebastian Stan non fa sconti, e dobbiamo dire che scorre molto più veloce dei precedenti. Questo perché, in sostanza, non c'è quasi più spazio per dialogare o costruire, ma solo per combattere e tirare le somme di quanto avvenuto nei 5 episodi precedenti. Mentre i Flag Smashers prendono in ostaggio i leader politici del GRC, che intanto discutevano sullo sfollamento dei profughi, Sam e Bucky prendono in mano la situazione e intervengono in aiuto delle autorità. Ma anche John Walker, furioso e vendicativo, è sulle tracce di Karli Morgenthau e dei suoi adepti per onorare la memoria del suo amico Lemar, brutalmente ucciso in uno scontro accidentale con i supersoldati. È il momento, un po' per tutti, di fare i conti con i propri demoni e con le proprie paure: James deve dimostrare al mondo, ma anche a se stesso, di essere capace di lottare per gli altri; John deve imparare la lezione più grande, l'umiltà, e capire cosa significa davvero essere un uomo giusto; Sam è chiamato alla prova più ardua, vestire i panni di Captain America e imbracciare lo scudo di fronte al mondo.

La prima metà dell'episodio 6 è sostanzialmente una corsa rocambolesca verso la battaglia finale: Bucky combatte i Flag Smashers, Walker insegue Karli, Sam si mette all'inseguimento dei terroristi per salvare gli ostaggi. Dopo un discreto e soddisfacente quantitativo di azione, per The Falcon and The Winter Soldier arriva il momento di fare i conti con l'epilogo, ed è in questo frangente che la puntata confeziona alcuni dei momenti più potenti di tutto lo show. Dalle parole di Sam all'epilogo di ciascun protagonista, il finale di questa "prima stagione" (non è ancora chiaro se The Falcon and The Winter Soldier riceverà una Stagione 2) dona ai fan esattamente ciò che volevano vedere, con punte di ottimo fanservice.

Un finale prezioso

C'è da dire che questo finale confeziona anche alcuni difetti che lo show si porta dietro, più o meno, sin dall'inizio. Parliamo soprattutto della fretta con cui certi passaggi di scrittura scivolano davanti agli occhi senza darci nemmeno il tempo di riflettere su ciò che accade. Dobbiamo ammettere che, questa volta, i problemi di ritmo non si fanno sentire come nelle precedenti puntate, ma la sensazione è che forse serviva più tempo per sviluppare alcuni risvolti di trama rimane piuttosto forte.

Nonostante ciò, il risultato finale non può che dirsi comunque soddisfacente: The Falcon and The Winter Soldier è in grado, anche nei suoi 50 minuti finali, di raccontare una parte dell'attualità come pochi altri cinecomic hanno fatto negli ultimi anni, e chiude il suo racconto con un realismo tanto crudele quanto efficace. La dimostrazione che l'opera di Malcolm Spellman rimane ben salda con i piedi per terra, e che pur rinunciando a un po' di coerenza in alcuni punti della sceneggiatura riesce a confezionare un risultato discreto e, a tratti, persino emozionante. E, considerate le intenzioni della serie TV, come pure le sensazioni che è in grado di suscitare, in fin dei conti va bene così.

Abbiamo un nuovo Captain America: e se il mondo saprà davvero accettarlo, questo dipende soltanto da noi.

Falcon and The Winter Soldier The Falcon and The Winter Soldier arriva alla fine della corsa confermando alcuni dei difetti cui aveva mostrato il fianco in corso d'opera, su tutti una sceneggiatura un po' frettolosa. Forse, nell'economia generale della produzione, un episodio in più per dare maggiore respiro a certi passaggi di trama non avrebbe fatto male. Problemi che si estendono anche all'ultima puntata. Tuttavia la serie ha un messaggio prezioso, racconta molto bene l'attualità in salsa supereroistica, in un paio di scene dell'epilogo fa addirittura commuovere. Scava anche a sufficienza nel materiale fumettistico, anche a livello visivo, e quindi confeziona anche una discreta dose di fanservice. Si poteva fare meglio in alcuni frangenti di scrittura, ma se una produzione del genere riesce comunque nel suo intento, senza strafare e rimanendo ben salda con i piedi per terra, non possiamo che rimanere soddisfatti. D'altronde, l'unico potere che conta è "credere che si possa fare di meglio".