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Fate The Winx Club Saga Recensione: le Winx in live action sono su Netflix

Tra polemiche e inevitabili confronti la serie fa parlare di sé, ma con una trama poco originale e qualche ingenuità non riesce a decollare del tutto

recensione Fate The Winx Club Saga Recensione: le Winx in live action sono su Netflix
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Dopo la pubblicazione del trailer e delle prime immagini promozionali, il live action della serie animata Winx Club ha fatto parlare tanto di sé, tra aspettative, timori e polemiche. Molti utenti - tra cui soprattutto i fan del cartoon creato da Iginio Straffi nel 2004 - hanno subito storto il naso di fronte alle differenze intraviste nelle anticipazioni, preoccupati all'idea di vedere stravolte le avventure che poco meno di vent'anni fa hanno conquistato il pubblico. Ma com'è davvero Fate - The Winx Saga? Vediamolo insieme in questa recensione della prima stagione, in arrivo su Neftlix il 22 gennaio! Non perdetevi inoltre le molte altre uscita Netflix di gennaio!

Fate - The Winx Saga: non una semplice trasposizione

Dopo aver espresso le nostre prime impressioni su Fate - The Winx Saga, possiamo tirare le somme grazie ad una visione completa della serie. Siamo di fronte a un prodotto che si mostra fin dalle sue prime battute molto diverso rispetto alla colorata serie d'animazione che l'ha ispirato, ma che vuole comunque stuzzicare la nostalgia dei fan andando a conquistare uno specifico target. Memori di Winx Club e delle avventure delle fate protagoniste, non è facile mantenere uno sguardo obiettivo di fronte a Fate - The Winx Saga, ma si tratta di un passaggio cruciale per per non lasciarsi prendere dalla smania di fare confronti. La scelta di non includere Tecna, di sostituire Terra a Flora, di eliminare le tre nemiche Trix e di non presentare anche le scuole di Torrenuvola e Fonterossa sembrano essere particolarmente difficili da perdonare per i fan.

È bene però ricordare che il nuovo live action sulle Winx vuole prendere le distanze dal cartoon e lo rimarca più volte nella scelta del tono e dei contenuti. Sotto vari punti di vista però la resa complessiva risente da un lato delle infedeltà rispetto alla serie originale, da altri di un'indipendenza raggiunta con poca verve.

La serie racconta la nuova vita di Bloom (Abigail Cowen), ragazza di sedici anni in apparenza comune, ma dotata del potere del fuoco. Incapace di gestirlo durante le emozioni più intense, Bloom viene accolta nella scuola di magia di Alfea, nell'Oltre Mondo, dove fa la conoscenza di altre fate come lei: Stella (Hannah van der Westhuysen), fata della luce, Aisha (Precious Mustapha), capace di controllare l'acqua, Terra (Eliot Salt), in perfetta comunione con la natura, e l'empatica Musa (Elisha Applebloom). La vita di tutti i giorni - caratterizzata da amicizie, amori e rivalità - viene però sconvolta dalla minaccia di alcuni mostri, definiti Bruciati. Riusciranno Bloom e le amiche a tenere a bada l'oscurità e a padroneggiare sempre di più i loro poteri?

Non particolarmente originale nella trama e nelle dinamiche complessive, Fate - The Winx Saga deve proprio alle divergenze con la serie animata del 2004 gran parte delle proprie potenzialità. Spicca tra tutti il tono scelto per questa rivisitazione, nella quale i tratti più briosi del cartoon vengono tradotti in un'atmosfera cupa e in un realismo adolescenziale necessario a un prodotto young adult credibile per il pubblico.

Possiamo dimenticare le avventure più allegre delle Winx, le trasformazioni colorate e le situazioni divertenti. Pur non mancando battute e momenti di leggera intesa tra le protagoniste, la vita ad Alfea è caratterizzata da un lato da dinamiche sociali più adulte (nelle quali non mancano feste, alcool, fumo, litigi e una più spiccata scioltezza nella sessualità), dall'altro da eventi inquietanti e da drammi personali che donano al prodotto un'aria decisamente più pesante. Questa mossa risulta vincente sotto vari punti di vista, non solo per evitare il rischio di creare una serie troppo infantile, ma anche per rappresentare il proprio target di riferimento con toni più realistici.

Un tentativo interessante, ma con risultati talvolta discutibili

Tra tutte le tematiche della serie è proprio nella rappresentazione di Alfea e della vita scolastica che si nota il sodalizio tra Iginio Straffi, storico creatore di Winx Club, e Brian Young, già visto in produzioni di successo come The Vampire Diaries. La magia mostrata nel cartoon incontra la vita reale, perdendo le sue connotazioni più infantili per accogliere la maturità delle serie per giovani adulti e un maggiore realismo. Anche i tempi sono cambiati rispetto agli anni Duemila del Winx Club: gli studenti devono fare i conti con i propri poteri, imparare a padroneggiarli e a renderli parte della quotidianità, ma sono alle prese con i problemi tipici dei millennials. Andare alle feste significa intrattenere rapporti sociali, mentre evitarle vuol dire essere degli outsider. Si utilizza Instagram, si flirta e si inizia a conoscere la propria sessualità, che può accogliere qui tutte le sfumature. Anche Fate - The Winx Saga cerca infatti di imboccare la via dell'inclusività e della varietà adottando un po' di cambiamenti.

Rispetto alla fisicità innaturale delle Winx del cartone, le nuove protagoniste hanno corpi realistici, alcuni asciutti, altri più muscolosi, altri ancora più morbidi, mentre si cerca anche una parità di genere nei ruoli all'interno della scuola, che non relega più il ruolo di fate alle donne e quello di Specialisti (gli studenti addestrati per la protezione di Alfea) agli uomini.

Questa inclusività non viene tuttavia raggiunta sempre con risultati validi. La serie accoglie infatti tematiche LGBT che rappresentano uno spunto certamente interessante, ma che sono sottoposte a uno scarso approfondimento nel corso di questa prima stagione, mentre si individuano criticità nella scelta stessa del cast di protagoniste, bersaglio di numerose polemiche motivate dalla selezione di due attrici caucasiche al posto dell'asiatica Musa e della latina Flora (qui inspiegabilmente sostituita dalla cugina Terra).

Nel complesso Fate - The Winx Saga, è una serie young adult che si presta bene a una maratona, grazie a una nutrita presenza di scene d'azione e buone dinamiche tra le protagoniste. Nel corso dei sei episodi che compongono la prima stagione - di circa un'ora l'uno - non mancano le interazioni tra i membri del cosiddetto "Winx Club", tra l'insicura e chiacchierona Terra e la solitaria Musa e tra Bloom e Aisha, quest'ultima grande dispensatrice di consigli. Stella, invece, la principessa di Solaria, risulta poco approfondita nelle sue asperità caratteriali, ma interessante proprio grazie a una facciata altezzosa che nasconde diverse fragilità.

Non tutti i personaggi riescono però a spiccare, così come le relazioni che si creano tra loro. Bloom non riesce a scollarsi di dosso il cliché della "prescelta" diversa da tutti gli altri (derivato dalla trama del cartoon, ma che nella serie si sarebbe dovuto evolvere di più), depositaria di un grande potere e caratterizzata da un passato tormentato che la porta a indagare con bramosia sulle proprie origini, tanto da finire spesso nei guai per trovare risposte.

Questa ricerca spasmodica la mette talvolta in contrasto con le altre ragazze, dinamica potenzialmente stimolante ai fini di una trama più realistica e interessante, ma altresì pericolosa poiché mette effettivamente a repentaglio quel senso di coesione che il celeberrimo Winx Club dovrebbe dimostrare. Di fatto Bloom rimane una figura che fatica a integrarsi con il resto del gruppo, nonostante la importanza di quest'ultimo per la trama stessa dell'opera e per il grande significato attribuito all'amicizia.

Poco innovativi anche alcuni personaggi maschili, che risentono ancora di qualche stereotipo di troppo. Sky (Danny Griffin) in particolar modo, non riesce a superare l'etichetta di love interest della protagonista (con cui le interazioni non sono delle più stimolanti), mentre Riven (Freddie Thorp) necessita di un po' di costruzione psicologica in più per andare oltre lo status di bello e dannato della serie, sebbene nella sua caratterizzazione si intravede qualche sfaccettatura interessante. Queste debolezze non vanno però attribuite ai giovani attori di Fate - The Winx Saga (in gran parte esordienti), che sono riusciti a calarsi nella parte dimostrando buone capacità recitative.

Il comparto tecnico non risulta scadente, ma costumi, effetti e regia (un po' acerba in alcuni punti) non sono particolarmente degni di lode. I toni freddi della fotografia contribuiscono a sottolineare i tratti più cupi della serie, mentre una scelta musicale pop avvicina il mondo di fate e Specialisti a quello giovanile che tutti conosciamo.

Componenti fondamentali dell'opera sono gli effetti speciali, ben riusciti quando è necessario mostrare i poteri delle protagoniste e dei comprimari nel loro aspetto più semplice, ma di qualità più scarsa quando arriva il momento di evidenziarne le manifestazioni più spettacolari. Anche i Bruciati, nel loro design, risultano purtroppo poco dettagliati.

Fate - The Winx Saga è una serie tv dalle discrete potenzialità, ma anche caratterizzata da molti difetti, tra cui spicca l'acerbità nella sceneggiatura e nel comparto più strettamente tecnico. Poco rimane delle fate colorate e spiritose del Duemila, mentre anche nella sua indipendenza questo prodotto fatica ad emergere rispetto a molti altri titoli young adult. Facendo tesoro di ciò che non ha funzionato in questo primo esperimento - nato dalla buona volontà di modernizzare un prodotto per spettatori giovanissimi - una seconda stagione di Winx Saga, di cui già si sta parlando, potrebbe riuscire a sanare le lacune e a dare vita a una storia di amicizia e magia molto più matura e avvincente!

Fate: The Winx Club Saga In quanto trasposizione più dark e matura di un cartoon italiano conosciuto e amato in tutto il mondo, la serie Fate - The Winx Saga risulta un tentativo interessante dalle discrete potenzialità. Il tono dark e la presenza di molte scene d'azione riescono a catturare l'attenzione dello spettatore e si prestano bene al binge watching. Una regia poco matura e una sceneggiatura che non approfondisce a sufficienza personaggi e situazioni donano però al progetto un senso di incompletezza. Fate - The Winx Saga risulta dunque un esperimento riuscito solo in parte, valido nel tentativo di mostrare un'Alfea più moderna e inclusiva, ma ancora caratterizzato da ingenuità tecniche e narrative delle quali è difficile non tenere conto.

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