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Felice o quasi: la recensione della nuova comedy di Netflix

Un viaggio nella vita di Sebastiàn, conduttore radiofonico incapace di cambiare vita dopo il divorzio dalla moglie.

Felice o quasi: la recensione della nuova comedy di Netflix
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Netflix, anche recentemente, ha tentato di portare sulla sua piattaforma streaming nuove serie comedy che potessero accontentare gli appassionati del genere, con risultati in alcuni casi ottimi, ma in altri non sempre all'altezza. Un esempio in tal senso è la recente Brews Brothers che, nonostante le buone premesse, non ha convinto. Diverso invece il caso di After Life di Ricky Gervais - qui la nostra recensione della seconda stagione di After Life - che si attesta su ottimi livelli, pur non brillando rispetto alla prima stagione.

Ecco quindi che arriviamo alla proposta di questo mese, ovvero Felice o Quasi, nuova comedy argentina, che rappresenta solo una delle uscite Netflix di maggio. Dopo aver visto questa prima stagione, ecco la nostra recensione completa.

Problemi comunicativi

La serie segue le vicissitudini di Sebastiàn, conduttore radiofonico argentino interpretato dal vero Sebastiàn Wainraich, con un focus sui suoi problemi relazionali, prendendo spunto proprio dalla biografia del vero Sebastiàn. Questa prima stagione si divide in dieci brevi episodi e ci mostra un uomo che, pur avendo divorziato dalla moglie Pilar (interpretata da Natalie Pérez), non riesce ad abbandonarla e a rifarsi una nuova vita, con i figli che vivono principalmente con la madre per poi passare alcuni giorni col padre.

Veniamo quindi trasportati nella quotidianità di Sebastiàn, che è conosciuto per la sua trasmissione radiofonica, ma non apprezzato da tutti. Lo vediamo spesso alle prese con inviti a feste locali o ad eventi per promuovere qualche prodotto, ma è evidente la sua incapacità di sfruttare le occasioni che gli si presentano, ritornando quasi sempre a pensare a sua moglie.

Il rapporto tra i due è al centro della serie, con alcuni scambi riusciti, ma anche molte gag già viste. I figli, invece, trovano poco spazio e sembrano più un testimone che di tanto in tanto passa dall'uno all'altro genitore. Felice o Quasi cerca di sfruttare episodi leggeri con l'intento di intrattenere, prendendo spunto anche da serie comedy più blasonate. Purtroppo, però, il risultato è ben lontano dall'obiettivo prefissato, fallendo sotto diversi aspetti.

La serie, diretta da Hernán Guerschuny e scritta da Sebastiàn Wainraich, propone una storia semplice, nella quale vediamo il conduttore destreggiarsi tra figli, relazioni e lavoro. Purtroppo, pur interpretando sé stesso, Sebastiàn porta in scena un personaggio che nel corso dei dieci episodi si evolve pochissimo e solo verso il finale, offrendoci un punto di vista abbastanza superficiale e privo di spunti interessanti.

Se infatti all'inizio lo vediamo incapace di esprimere tutto quello che prova, o troppo concentrato sulla sua professione, questo cambia in seguito ad un espediente abbastanza forzato, che lo porta a rivivere un momento del passato, nel quale assistiamo al suo cambiamento. Anche la moglie Pilar gode di diverse scene volte a far luce sulla voglia di Sebastiàn di cambiare vita, ma anche di quest'ultima ci viene fornita una panoramica superficiale, che non mette in scena nulla di sorprendente, arrivando anzi ad un cambio di atteggiamento sul finale, che viene gestito in modo maldestro.

I figli dei due, invece, vengono mostrati pochissimo e non sono quasi mai realmente parte integrante della storia, risultando più che altro un contorno. Nonostante ciò, il rapporto tra i due ex coniugi riesce a regalare qualche scena azzeccata, ma restano momenti sporadici che si perdono in una costante sensazione di "già visto".

Quasi divertente

Gli episodi di Felice o Quasi, scorrono con un ritmo ben cadenzato sia per la loro brevità, che per la leggerezza dei toni, ma questo non basta a salvare la serie. Infatti, questa comedy argentina non riesce a mantenere un'impalcatura stabile dietro quello che accade nel corso degli episodi, facendoli sembrare eventi casuali che si susseguono senza portare i personaggi su una strada precisa.

Inoltre, i dialoghi sono spesso banali e mal scritti, con alcuni momenti assurdi e poco credibili, che nella loro esagerazione dovrebbero far ridere, ma non riescono quasi mai a centrare l'obiettivo. Dal punto di vista della regia e della fotografia, non ci sono grosse sbavature e anzi alcune riprese offrono anche qualche trovata interessante. Lo stesso si può dire per l'accompagnamento musicale, che sembra dare il tempo ad alcuni scambi, con musicalità spesso leggere.

Le sequenze più emotive, invece, vengono spesso sottolineate da una patina contraddistinta da colori caldi di dubbia fattura, accompagnati sempre dallo stesso motivetto musicale. Una serie che quindi vede i suoi difetti principali in quelli che dovrebbero essere i suoi punto di forza, con una sceneggiatura scadente e gag riciclate, che non riescono mai a sorprendere.

I momenti in cui Felice o Quasi riesce a strappare un sorriso sono troppo pochi, cadendo spesso o nel volgare o in scambi di battute di dubbia qualità. Considerando che la serie è tratta dalla vita di Sebastiàn, interprete di sé stesso, forse il problema è stato proprio quello di cercare di estremizzare certe situazioni ed atteggiamenti, per dare un tono diverso che fosse in grado di divertire, ma così facendo è caduta nel banale, con dialoghi di dubbia qualità, che regalano ben pochi spunti di riflessione, ed eventi che sembrano susseguirsi senza essere sostenuti da una struttura solida.

Purtroppo ci troviamo di fronte ad una serie che è difficile raccomandare, pur considerando la leggerezza generale dei toni e la brevità degli episodi, che riescono a dare un ritmo piacevole, ma minato da una trama debole e da personaggi poco riusciti. Quest'ultimi, in particolare, raramente godono di approfondimenti che scalfiscono la superficie, risultando quindi poco interessanti.

Felice o quasi Felice o Quasi non riesce purtroppo a mettere in scena una storia interessante, fallendo anche nell'intrattenere con troppe situazioni che cercano di strappare un sorriso, attraverso battute scadenti o atteggiamenti forzatamente sopra le righe. Fatte queste considerazioni, ci risulta difficile consigliare la serie, che riesce nel suo intento di divertire solamente in occasioni circoscritte, senza mai appassionare realmente lo spettatore.

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