Fernando Recensione: la docuserie Amazon su Fernando Alonso

Il due volte campione del mondo di Formula 1, Fernando Alonso, si racconta mettendo a nudo la propria vita davanti alle telecamere.

recensione Fernando Recensione: la docuserie Amazon su Fernando Alonso
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Ci sono sportivi che a pelle risultano antipatici, che non riescono a raccogliere i consensi del grande pubblico per il loro carattere molto particolare. Quelli che fanno della propria arroganza un vanto e un elemento al quale aggrapparsi per costruire un personaggio, come ad esempio Zlatan Ibrahimovic, ma ci sono anche atleti che con i loro comportamenti sopra le righe non hanno mai ottenuto niente in cambio, vedi Antonio Cassano.

Le sfaccettature sono diverse, le accezioni molteplici, ma tra gli sportivi che hanno avuto difficoltà a farsi volere bene c'è sicuramente Fernando Alonso. Nonostante i suoi grandi successi, il palese talento per l'automobilismo e l'essere ritenuto uno dei piloti più completi di sempre, lo spagnolo ha costantemente avuto grande difficoltà a risultare simpatico ai propri fan e a chi gli stava attorno, a causa del suo carattere e della sua indole: un competitivo nato, che non accetta mai di perdere. Questo racconta, d'altronde, la docuserie sulla sua carriera recente, Fernando, una delle ultime novità Amazon di settembre.

Un campione non apprezzato

Di Fernando Alonso fu Lewis Hamilton, a un passo dal diventare il più grande pilota della storia della Formula 1, a tracciare un ottimo identikit, quando nel 2018 lo spagnolo annunciò il proprio ritiro: oltre a rammaricarsi del fatto che Alonso non fosse mai stato apprezzato quanto avrebbe meritato, parafrasando,

Hamilton aggiunse che nell'automobilismo non conta solo come sai stare al volante, ma anche come ti poni con gli altri e che percezione hanno, al di fuori del tuo mondo, le persone che in fin dei conti determinato la tua notorietà. Un aspetto sul quale Alonso ha sempre saputo di essere manchevole, come d'altronde ci ha confermato nella conferenza di presentazione della serie, disponibile su Amazon Prime Video e composta da cinque episodi. "L'opinione delle persone nei miei confronti non è un qualcosa che realmente mi ha preoccupato, non avevo troppa paura di mostrarmi come sono. Ci sono milioni di persone che guardano i documentari e leggono i libri e magari riescono a cambiare opinione sul protagonista: è sicuramente positivo, perché nessuno vorrebbe che qualcuno parlasse male di te. Piuttosto vorrei chiedere loro cos'hanno contro di me e cosa ho fatto per costruire quest'immagine negativa della mia persona"

D'altronde Alonso è sempre stato un personaggio schivo, sulle sue, concentrato sulla vittoria e sull'ambizione. Parte da questo, infatti, la docuserie, della quale è attualmente in sviluppo anche una seconda stagione, che lo stesso pilota ci ha anticipato sarà sul suo ritorno in Formula 1, atteso per la prossima stagione, da marzo 2021. Dalla meticolosità con la quale organizza le sue giornate per tenersi in forma, per allenarsi, ma anche dal non aver mai mollato completamente la Formula 1, restando nei paddock in qualità di collaudatore della Renault; una scelta che gli ha permesso di continuare a tenersi aggiornato sulle novità offerte dalla F1, che in questi due anni è cambiata moltissimo, per agevolare così il suo ritorno in pista e restare ancorato ad un mondo impossibile da abbandonare.

Una vita a inseguire i successi

Fernando Alonso, però, non è solo questo perché, sebbene i genitori e la sorella non siano molto presenti nella docuserie, i momenti di vita privata con la compagna sono quasi del tutto preponderanti. Un rapporto che mette in risalto il rispetto di Linda Morselli per il pilota, che sfocia in un atteggiamento che non lo opprima, ma gli permetta di esprimersi al meglio. Nel privato, invece, il rispetto reciproco e il bilanciamento dei ruoli permette alla coppia di mantenere saldo il rapporto, anche nelle piccole cose.

Senza dimenticare anche i numerosi sport nei quali Alonso si diletta, dal tennis con gli amici fino al desiderio, mai sopito, di correre ad altissima velocità. Da qui si arriva quindi al racconto della 500 Miglia di Indianapolis, percorsa alla guida di una McLaren Honda; una gara disputata tre volte di fila, ma con solo due ottimi risultati. Poi la 24 Ore di Daytona, seguita alla stagione del campionato del mondo Endurance con la Toyota, un altro momento che ha permesso ad Alonso di esaltarsi al volante: tra riprese in gara e testimonianze di chi lo aveva affiancato anche nella 24 Ore di Le Mans nel 2018 (i piloti Sebastien Buemi e Kazuki Nakajima). Alla guida della Toyota era infatti riuscito ad aggiudicarsi anche quella vittoria, proseguendo poi con la 6 ore di Silverstone e la 6 ore di Spa.

Il fascino di un personaggio così vincente trova compimento in quel racconto che fa da corredo alle immagini di repertorio della carriera da pilota di Alonso: tra le testimonianze del suo modo atipico di approcciare lo studio e la concentrazione, con una maggiore intensità durante la notte e solo per brevi lassi di tempo, fino alla smodata passione per la matematica, per i calcoli, per l'attenzione ai numeri, fondamentale per comprendere al meglio gli studi del paddock prima e dopo una gara. Non manca qualche precisazione, fatta anche durante la conferenza stampa: pochissimi atleti come quelli della Formula 1 trascorrono così tanto tempo davanti alle telecamere, prima e dopo la gara, tra interviste e conferenze, rimanendo sempre sotto ai riflettori. Un aspetto che Alonso non sembra soffrire, ma che acuisce sicuramente il suo carattere introverso e, per questo, spesso sgradevole a chi gli sta intorno.

Una serie sul futuro

A marzo del 2021, come già detto, Fernando Alonso tornerà in pista in Formula 1 e lo farà con la Renault, che nel frattempo ha cambiato nome in Alpine F1 Team, marchio del gruppo francese. Un ritorno dopo due anni che significa anche rievocare il passato, avendo guidato per la stessa casa automobilistica dal 2003 al 2010, anno in cui passò in Ferrari. Tra rare immagini di repertorio che costellano un racconto intenso, che ha spinto Alonso ancora di più sotto le telecamere in ogni frangente della sua vita, la docuserie attraversa i momenti della carriera del pilota asturiano, mettendone a nudo i sogni e i desideri.

"Avere una telecamera o più di una nel soggiorno, in palestra, in stanza, mentre pranzi, mentre ti organizzi è stato strano. Parliamo della mia vita personale e dovevo sempre avere un microfono addosso, in ogni momento. Alla fine il team delle riprese era sempre con me, ma è stato fantastico; abbiamo lavorato molto bene e c'era un'atmosfera molto serena. Nulla è cambiato nel mio rapporto con i media, perché alla fine sono sempre stato sotto i riflettori. In Formula 1 ti spingono a sentirti a tuo agio in queste situazioni e devi sempre fare attenzione a ciò che dici" ha spiegato il pilota.

Fernando Fernando è una docuserie celebrativa, che arriva in un momento particolare della carriera di Fernando Alonso. Probabilmente ideata quando il pilota non pensava sarebbe tornato a correre in Formula 1, poteva rappresentare l'ultimo capitolo della sua attività di pilota ma, con la decisione presa durante lo scorso anno, la docuserie diventa necessariamente monca e bisognosa di una seconda stagione. In cinque episodi, che si lasciano guardare in maniera abbastanza disinvolta, si riesce ad entrare molto più a fondo nel mondo dell'automobilismo e di Alonso, scoprendo un campione che avrebbe sempre meritato più di quanto raccolto dal punto di vista emotivo e sentimentale. Con i suoi trofei in bacheca e con una carriera che parla al suo posto, Alonso meritava un encomio di questo tipo, pur non avendo raggiunto le vette di colleghi come Schumacher o Hamilton. Jenson Button scelse un'autobiografia, Fernando Alonso ha preferito una serie che lo tenesse impegnato e sotto i riflettori per diverse giornate e che proseguirà con una nuova stagione. Dal punto di vista tecnico Fernando si rivela un prodotto molto affascinante nella sua narrazione in divenire; da quello puramente artistico c'è da domandarsi se un documentario a questo punto della carriera del protagonista possa effettivamente convertirsi in memora storica o in un semplice dietro le quinte di quanto già visto in televisione.

6.5