Final Space: recensione della seconda stagione della serie animata Netflix

Viaggi temporali, nemici spaziali e salvataggi mozzafiato segnano il ritorno di questa divertente serie animata

recensione Final Space: recensione della seconda stagione della serie animata Netflix
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La visione della prima stagione di Final Space ha evidenziato la necessità, da parte di questa serie animata creata da Olan Rogers e David Sacks, di concentrarsi meno sulla vena umoristica demenziale e di puntare di più su una solida costruzione dei personaggi e sull'inserimento di toni più maturi.

Nonostante la prima puntata di Final Space non sia stata del tutto convincente da questo punto di vista, la stagione 2 è riuscita a raggiungere proprio questo obiettivo, offrendo agli spettatori una visione avvincente e meditata. Il ricorso all'affascinante tematica dei salti temporali e delle dimensioni alternative ha complicato la struttura della serie, rendendola più matura anche dal punto di vista narrativo.

L'intrecciarsi avvincente di passato, presente e futuro, tra humour nero e tematiche mature

Gary (Olan Rogers) e il resto dell'equipaggio, caduti nelle grinfie dell'avido Clarence (Conan O'Brien) e dei suoi figli - decisamente più simpatici - si trovano coinvolti in una nuova missione nello spazio: la ricerca di cinque chiavi dimensionali. Grazie a esse Gary potrà salvare Quinn (Tika Sumpter) dallo Spazio Finale, da cui nessuno sembra poter scappare. Lo spunto da cui ha inizio la seconda stagione - che si riapre proprio dove la prima si era interrotta - non è particolarmente complesso, ma mette a disposizione una serie infinita di possibilità narrative. La vastità dello spazio si apre di fronte ai protagonisti, esponendoli a rischi, avventure e scelte delicate da compiere per il bene comune, scelte che possono varcare anche i confini dello spazio-tempo. Proprio il ricorso al tema complesso del tempo e delle sue molteplici dimensioni dona spessore a una trama che nella prima stagione era rimasta quasi sempre uguale a se stessa e che si era concentrata sul topos immancabile della "lotta contro il cattivo".

La componente eroica qui si amplifica, ma si mostra anche nelle sue diverse sfaccettature, dando vita a tredici episodi mai banali, talvolta trattenuti da una comicità ancora un po' troppo demenziale, ma sottoposti a un'adeguata maturazione. L'umorismo risulta più nero rispetto alla prima stagione, in appoggio a dinamiche più drammatiche.

Nonostante alcuni elementi restino gli stessi, nel bene e nel male, Final Space apporta nella sua seconda stagione molte novità, tra cui l'inserimento di nuovi personaggi e di situazioni più serie. Se nella prima puntata ancora sembrava sotto tono lo sviluppo delle new entry, i restanti episodi si prendono il tempo adeguato per farceli conoscere in modo approfondito. Non sempre le loro caratteristiche risultano originali rispetto a molti altri prodotti, ma nel loro insieme i membri dell'equipaggio formano una famiglia affiatata che permette la costruzione di dinamiche dalla forte carica emotiva.

Lo stesso vale per il protagonista, Gary, già ben caratterizzato nella scorsa stagione, ma messo quasi in ombra da eventi e dialoghi che sembrano non rendergli del tutto giustizia. Sebbene Gary mantenga atteggiamenti scherzosi, il suo carattere ha modo di emergere di più in tutte le sue sfumature. Si sottolineano le fragilità dell'equipaggio e un passato che più di una volta torna ad accentuare la parte drammatica della serie, tra perdite, difficoltà relazionali e delicate dinamiche familiari.

Una stagione che regge bene il confronto con la prima

Dal punto di vista tecnico e narrativo, la seconda stagione di Final Space regge piuttosto bene il confronto con la prima. Oltre a offrire allo spettatore una trama che porta novità nella serie, questo titolo mira a smorzare i suoi punti deboli e ad amplificare gli elementi più validi. Il sistema variegato di personaggi - sorretto da un ottimo cast vocale sia un lingua originale che nel doppiaggio italiano - dà vita a un equipaggio ben bilanciato, mentre ai momenti più demenziali si alternano istanti drammatici e riflessivi. La trama principale, basata sulla ricerca delle chiavi dimensionali, sfrutta un buon ritmo narrativo che non si concede eccessivi tempi morti. Ogni puntata sembra ben collegata con la missione di Gary di ritrovare Quinn e anche le dinamiche secondarie non sono fine a se stesse.

A rendere più avvincente questo prodotto è la presenza di numerosi nuovi nemici, frutto di un ottimo character design e capaci di ribaltare spesso le sorti della missione, come annuncia il cliffhanger finale, che a sua volta potrebbe suggerire la probabile realizzazione di una seconda stagione.

Final Space - Stagione 2 Nonostante una prima puntata non troppo brillante - in grado però di anticipare le avventure adrenaliniche che la serie ci avrebbe riservato - la seconda stagione di Final Space ha proseguito su un percorso molto meno accidentato del previsto. Approfondendo la psicologia dei vecchi personaggi e di quelli nuovi, la produzione ci ha avvicinato ancora di più a Gary, permettendoci di empatizzare con lui in modo più diretto. La crescita delle figure in gioco si è appoggiata a una trama ben costruita, avvincente e priva di tempi morti, talvolta messa a repentaglio da qualche battuta troppo demenziale, ma tendenzialmente capace non solo di reggere il confronto con la prima stagione, ma di superarla in alcuni aspetti. Primo fra tutti, la scelta di affrontare con un tono più serio tematiche mature e drammi personali.

7.5