Netflix

Formula 1 Drive to survive, Recensione della Stagione 2 della serie Netflix

Torna Formula One - Drive To Survive, con una seconda stagione in cui anche Ferrari e Mercedes aprono le porte dei propri paddock.

recensione Formula 1 Drive to survive, Recensione della Stagione 2 della serie Netflix
Articolo a cura di

Con la stagione 2020 alle porte e gli eventi di presentazione delle auto che si susseguono, in questi giorni, arriva su Netflix la seconda tornata di episodi di Formula 1 - Drive to Survive, docuserie ambientata nel variopinto mondo delle monoposto ad alta velocità. Abbiamo visto la Season 2 in anteprima, ed ecco il nostro giudizio definitivo: scaldate i motori, si scende (di nuovo) in pista.

Il circus

Daniel Ricciardo, pilota della Red Bull ha deciso che la concorrenza del suo compagno, Max Verstappen, è deleteria per la sua carriera, il team punterà sempre più su di lui ed ha bisogno di nuovi stimoli. Ecco perchè, come un fulmine a ciel sereno, almeno a quanto dichiara Christian Horner, team principal della Red Bull, il pilota australiano comunica che non rinnoverà il contratto e passerà di scuderia. Sarà la Renault a rispondere alla sua chiamata, pronta a sollevarsi dalla mediocrità in cui giace per cercare di volare verso l'Olimpo dei team più forti.

Tra questi spiccano sicuramente Mercedes e Ferrari, che sembrano, da qualche anno, fare un campionato a sé. Ma gli altri team, e soprattutto gli altri piloti, non ci stanno a questo duopolio. Primo fra tutti è Max Verstappen il più giovane vincitore di un Gran Premio, il quale ha nel mirino le frecce d'argento e le rosse, ma guarda anche il suo ex compagno Daniel Ricciardo: non vuole che faccia meglio di lui.

D'altro canto anche Ferrari e Mercedes non sono rimaste con le mani in mano, presentando nuove vetture e nuove power unit per confermare il loro dominio. La Ferrari, poi, sfodera un'arma segreta, è Charles Le Clerc, considerato con Verstappen il futuro della Formula Uno. Il ragazzo, dopo aver dominato la Formula 2 e dopo essersi fatto le ossa alla Sauber, è arrivato dove tutti i piloti vorrebbero essere almeno una volta nella vita: nel cockpit di una fiammante rossa Ferrari. Riuscirà a convivere con Sebastian Vettel, pluricampione del mondo e mai intenzionato a lasciargli spazio? Si annuncia una stagione davvero emozionante per il circus della Formula 1.

Uomini e motori

Se la prima stagione di Formula 1 - Drive to Survive aveva raccontato il backstage del 2018, la seconda, prevedibilmente si occupa di quella appena passata, con la piacevole aggiunta delle due scuderie più importanti della Formula 1: Ferrari e Mercedes. In verità gli altri team, Red Bull e Renault su tutte, restano le protagoniste della docuserie prodotta da Netflix.

La seconda stagione di Formula 1 - Drive to Survive si instrada sul medesimo circuito che ha visto la fortuna della prima, cercando di approfondire il mondo affascinante, pericoloso ed emozionante del circus automobilistico, dando voce agli addetti ai lavori. Prima di tutto agli eroi dell'arena della Formula 1, i piloti. La serie ha come obiettivo, riuscendoci, di andare al di là delle dichiarazioni di convenienza nelle interviste ufficiali e di approfondire il loro lato più umano. Ricciardo, Sainz, Verstappen e tutti gli altri sono ragazzi con le loro debolezze, le loro spavalderie, le loro ansie, ma soprattutto, le loro paure.

La serie non a caso ha come sottotitolo "guidare per sopravvivere": i piloti delle monoposto devono prima di tutto fare i conti con dei mezzi che viaggiano a trecento chilometri l'ora: un solo errore può separare la vita dalla morte.

La regia tenta di riportare su schermo le medesime sensazioni che provano i piloti mentre guidano. A livello visivo la missione è riuscita e risulta effettivamente divertente assaporare l'ebbrezza di percorrere veloci un rettilineo, per passare ad un tratto misto in cui il muretto sembra sempre più vicino, ma la sterzata viene effettuata al momento giusto, facendo tirare un sospiro di sollievo allo spettatore.
La paura, però, non è solo quella relativa alla sopravvivenza fisica, ma anche a tutte le ansie per una carriera che si brucia in pochi anni, durante i quali i piloti devono garantirsi contratti e visibilità, arrivando a creare vere e proprie battaglie in pista e fuori pista con il proprio compagno.

È per questo motivo, peraltro, che Ricciardo ha cambiato scuderia, dichiarando di aver inteso che la Red Bull avrebbe puntato su Verstappen e che per lui lo spazio sarebbe stato esiguo. La struttura della docu-serie è la medesima della prima stagione: un documentario in cui si alternano scene su strada, dietro le quinte ed interviste. Sicuramente vi sono delle sequenze ridondanti, come l'arrivo di Ricciardo alla Renault, che rendono altalenanti qualità e ritmo del prodotto, ma complessivamente non inficiano più di tanto alla buona qualità generale del racconto.

Formula 1: Drive to survive Formula One - Drive to Survive, come la prima stagione, si conferma il paradiso per i fan degli sport ad alta velocità.La serie Netflix è un ottimo complemento alla stagione automobilistica, quasi da vedere in parallelo con le corse in TV, a creare un'esperienza completa. Nonostante qualche momento sottotono, per chi ama la Formula Uno parliamo di un prodotto realizzato in modo impeccabile, con un stile documentaristico canonico, ma che riesce a raggiungere l’obiettivo prefissato: far condividere al pubblico le emozioni degli addetti ai lavori, dai meccanici ai piloti.

7