Future Man: recensione della seconda stagione

In un futuro dai tratti distopici, Josh, Tiger e Wolf tornano in azione per tentare ancora una volta di salvare l'umanità

recensione Future Man: recensione della seconda stagione
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Credevano di aver salvato l'umanità saltando qua e là tra il tempo e lo spazio, ma qualcosa è andato storto e ancora una volta sono chiamati a dimostrare il loro coraggio per un futuro di pace e armonia. Josh Futterman, Tiger e Wolf sono tornati nella seconda stagione di Future Man, disponibile su Amazon Prime Video a partire dal 13 settembre 2019.
Se nella prima stagione pensavamo di aver già visto tutto, tra incredibili salti temporali, imprevisti e stratagemmi assurdi, non avevamo fatto i conti con la possibilità di un ritorno con il botto come questo. La seconda stagione è infatti un'avventura al limite del credibile, che porta all'estremo il concetto di viaggio nel tempo e lascia lo spettatore di stucco in più di un'occasione. La fantasia di Howard Overman, Kyle Hunter e Ariel Shaffir sembra davvero essersi spinta al massimo.

Originalità e complessità, in una seconda stagione per nulla scontata

Dopo l'attentato alla Kronish Tower - messo in atto per impedire al Dr. Kronish di sviluppare una cura responsabile di un disastro futuro - scopriamo che in realtà il tentativo di Josh (Josh Hutcherson) di eliminare alla radice la causa della nascita dei Biotics non è andato a buon fine. Il futuro di pace che lui e i compagni, Tiger (Eliza Coupe) e Wolf (Derek Wilson), volevano creare in realtà è ancora in pericolo. Di nuovo uniti per il bene comune, Josh e i due guerrieri si faranno strada tra organizzazioni iper-tecnologiche e popolazioni scarsamente civilizzate, per salvare l'umanità.

La prima stagione di Future Man, avvincente e spesso capace di dimostrare una comicità per nulla scontata, ci aveva abituato a un'azione concitata in grado di smorzare qualunque tempo morto. Fin dalla prima puntata della seconda stagione ci rendiamo presto conto che siamo di fronte a qualcosa di ancora più complesso e ritmato, una narrazione ricchissima di eventi e quasi sfuggente. L'impressione generale è quella di trovarsi a osservare non una semplice continuazione, ma l'evoluzione di una vicenda già di per sé molto appassionante, in qualcosa di ancora più fantasioso.
La scelta di tornare con un sequel è sempre un rischio piuttosto elevato per una serie tv. Sebbene da un lato l'affetto dei fan sia una sorta di garanzia, non è affatto scontato che la seconda stagione riesca a eguagliare il successo degli esordi. L'arte della narrazione richiede coerenza, credibilità e tanta originalità. Future Man riesce a reggere il confronto con la sua prima stagione proprio evitando in tutti i modi di ripercorrere la stessa strada già percorsa.

Questo ritorno in grande stile è privo di banalità e di scene, svolte narrative e stratagemmi ripetitivi. Future Man ha il merito di aver saputo presentare al suo pubblico una trama ancora più intricata e originale della precedente stagione, adatta soprattutto a chi riesce a seguire con una certa attenzione le intricate implicazioni dell'attentato di Josh e tutte le azioni che i protagonisti sono costretti a compiere per salvare (di nuovo) il mondo.
Nonostante i salti tra epoche diverse siano numericamente inferiori rispetto alla prima stagione (lo stratagemma del TTD (Time Travel Device) non può in questo caso essere sfruttato da Josh e dai compagni per liberarsi da una situazione spinosa), la complessità di Future Man va ricercata altrove, nella scelta di ambientazioni variegate e di vicende che si intrecciano a tal punto che solo dopo diverse puntate per lo spettatore diventa più semplice avere un quadro d'insieme.
Ne risultano in alcuni istanti un po' compromesse la comprensione e la linearità, ma al tempo stesso la concentrazione del pubblico viene messa alla prova, di fronte a un prodotto tutt'altro che scontato e degno di appartenere al genere fantascientifico.

Il ritorno di una squadra affiatata, tra momenti d'azione e indagini interiori

Le novità e le manifestazioni di originalità degli showrunner non impediscono tuttavia di provare un senso di familiarità, grazie al ritorno di situazioni simili alla prima stagione, ma soprattutto dei protagonisti, tutti egregiamente caratterizzati e riconoscibili.
Oltre a Josh, ancora una volta protagonista di una battaglia più grande di lui, rivediamo anche i soldati della resistenza Tiger e Wolf. La squadra si riunisce, ma i momenti insieme si riducono drasticamente, a favore dell'esplorazione delle singole vicende personali. I percorsi di Josh, Tiger e Wolf solo in certi casi si intrecciano e solo verso le battute finali della serie i tre tornano a essere una vera e propria alleanza per il bene comune.
Questa precisa scelta di sceneggiatura si rivela un'arma a doppio taglio. Se da un lato si percepisce come punto negativo una mancanza nelle interazioni tra loro, che nella scorsa stagione hanno dato vita a degli ottimi istanti comici, la separazione forzata permette anche di esplorare più a fondo le singole personalità di ognuno, arricchendole di nuovi risvolti psicologici.

Josh deve affrontare da solo un'organizzazione segreta che conduce esperimenti agghiaccianti, Tiger fa i conti con la propria solitudine, con la propria natura e con il desiderio di sentirsi amata, mentre Wolf sembra dimenticarsi del proprio dovere di guerriero, quando crede di aver trovato una nuova casa e una nuova famiglia.
La seconda stagione di Future Man segna anche il ritorno di alcuni personaggi secondari, come il Dr. Stu Camillo (Haley Joel Osment), che qui assume una grande importanza ai fini della trama, nonché l'entrata in scena di alcune interessanti novità, come l'eccentrica Ty-Anne (interpretata sempre da una divertente Eliza Coupe) e Athena (Katherine LaNasa).

Varietà di ambientazioni e di riferimenti: Future Man tra Sci-Fi e Distopia

Tutti questi elementi si inseriscono in un contesto del tutto nuovo. Dopo i tentativi disperati di Josh e dei suoi amici di impedire la nascita della cura contro l'Herpes, responsabile della creazione involontaria dei Biotics e dello scatenarsi della guerra, i protagonisti si ritrovano in un futuro dalle caratteristiche tipiche di un prodotto sci-fi e distopico. Da un lato una realtà iper-tecnologica fatta di intelligenze artificiali, ologrammi, cloni e una missione futuristica per trasferire l'umanità su Marte, dall'altro una società di stampo quasi primitivo, poligama e fortemente gerarchica. I debiti nei confronti dei grandi prodotti di fantascienza della cinematografia passata sono numerosi e piuttosto evidenti, tra cui i richiami a Terminator, Ritorno al Futuro e Mad Max. Questa varietà di ambientazioni, di figure e di riferimenti rendono la seconda stagione di Future Man un prodotto dinamico e divertente da guardare.

L'impianto fantascientifico e comico di Future Man: battute "senza tempo" e salti temporali

A un occhio meno attento, Future Man potrebbe apparire come una serie tv sci-fi accattivante e spassosa, fatta di avventure nel tempo e di battaglie all'ultimo sangue. Uno spettatore più esperto di fantascienza noterà invece quanto proprio la tematica dei salti temporali sia stata affrontata in modo complesso, fino a essere spinta all'estremo, per dare vita a qualcosa di davvero particolare.
Rispetto agli spasmodici viaggi tra le diverse epoche della prima stagione, notiamo qui un approccio diverso: ad assumere una grande importanza non è semplicemente il Tempo, ma anche e soprattutto le conseguenze della sua manipolazione.
Nei prodotti di fantascienza sono ormai note le numerose leggi che governano i viaggi nel tempo, regole che possono avere conseguenze molto gravi e che sicuramente Josh e la sua combriccola hanno infranto in tutte le loro disavventure per fermare Kronisch. Queste conseguenze rappresentano inoltre un'ottima base di partenza per lo sviluppo di una terza stagione, come si può intuire dall'ultimo episodio.
Fantascienza e azione giocano un ruolo importante in Future Man, ma a farla da padrone in questa serie tv dalle molte sfaccettature è la componente comica, che prende forza soprattutto grazie a personaggi ben caratterizzati e a battute originali (a volte un po' demenziali).

All'umorismo leggermente macabro - tipico soprattutto di due guerrieri dalla scorza dura come Tiger e Wolf - si aggiunge una comicità di stampo più "nerd", che si fonda sulla consapevolezza di individui che hanno più volte viaggiato nel tempo. Le loro battute sono infatti strettamente legate ai salti tra un'epoca e l'altra, che hanno permesso loro di entrare a conoscenza di realtà differenti. Non mancano i riferimenti alla cultura di massa, alla musica anni ‘80, al mondo dei videogame e del cinema, nonché giochi di parole con il concetto stesso di viaggio temporale.
Tutti questi ingredienti compongono la ricetta per un prodotto che ancora una volta si dimostra valido, che pecca di qualche istante di confusione nella presentazione non lineare (e dunque talvolta poco comprensibile) degli eventi, ma che continua a intrattenere, divertire e appassionare con la sua eroica lotta per la salvezza dell'umanità.

Future Man stagione 2 Pur riproponendo una missione eroica simile a quella della prima stagione, Future Man mira a dimostrare la propria originalità anche stavolta, tuffando il pubblico in un'ambientazione futuristica e distopica particolare. La trama complessa e non lineare, con il suo sfruttamento sapiente della tematica dei viaggi temporali, viene alleggerita da situazioni spassose e battute brillanti, portate avanti da un cast che riesce nuovamente a dare vita a personaggi bizzarri, ma piacevolmente sfaccettati.

8.5