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Ginny & Georgia 2 recensione: la serie Netflix spicca il volo

Dopo la prima stagione, Ginny & Georgia conquista una maggior maturità e si apre a degli scenari molto più profondi sulle problematiche odierne

Ginny & Georgia 2 recensione: la serie Netflix spicca il volo
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Avevamo lasciato, circa un anno fa, Ginny & Georgia in balia di un desiderio di provare a emulare Gilmore Girls (è un buon momento per rileggere la nostra recensione di Ginny & Georgia) ed evolverla verso una condizione molto più reale e traumatizzante del rapporto madre-figlia. Le avevamo lasciate lì, un po' incerte su cosa volessero concretizzare e fare, mentre adesso le ritroviamo con una seconda stagione molto più matura su Netflix (non dimenticate le altre serie Netflix di gennaio 2023), molto più spinta verso lidi che rendono entrambe le protagoniste degne di un'attenzione più ragionata e ponderata rispetto a quanto fatto nella loro prima apparizione: un coraggio, sia da parte di chi ha deciso di andare avanti con la produzione sia per chi ha deciso di rendere la scrittura molto più profonda, che va ammirato e apprezzato.

La vita spericolata di Georgia Miller

Un detective che la insegue per scoprire il suo passato, due figli che stanno crescendo e che iniziano a sviluppare le prime problematiche con le quali confrontarsi, un matrimonio da organizzare per sposare il sindaco della nuova cittadina dove si è trasferita: la vita di Georgia è questo, ma anche un bailamme di relazioni, amicizie e rapporti non chiariti.

C'è il padre di Ginny, la sua prima figlia, poi c'è quello di Austin, il secondo figlio, passando per Joe, il proprietario del Blue Farm col quale si conosce sin da quando era ragazzina e col quale non ha mai chiarito quale sia il rapporto, arrivando poi a Paul, il sindaco col quale sta per sposarsi, ma che in qualche modo ha già provato a truffare. Eppure Georgia non è una persona cattiva, ma una ragazza che ha dovuto farsi strada da sola, un'eterna single che si è circondata di persone nocive e moleste che le hanno rovinato, segmento dopo segmento, la vita. Si riprende da dove si era interrotta la prima stagione, con l'intenzione, già spiegata, di voler rendere molto più grave la vita delle due protagoniste. Ginny è cresciuta, sta crescendo ed è chiamata a confrontarsi con alcuni problemi che la porteranno presto in terapia: il suo si chiama autolesionismo ed è scaturito da tutto ciò che Georgia le ha fatto vivere sin da quando è nata, un'esistenza che l'ha portata a sballottamenti continui, a trasferimenti repentini, a un reset continuo della propria vita.

Dall'altro lato c'è il desiderio di recuperare il rapporto paterno con Zion, che però vuole vivere la propria indipendenza e pur mantenendo un forte legame con la figlia, la sua unica al momento, desidera trovare una nuova persona da avere accanto a sé. Infine, il ritorno di Gil, il padre di Austin, spingerà non solo il ragazzino dinanzi a una nuova maturità, ma anche la situazione già traballante di Georgia in società ancora più tragica e ingestibile.

Inclusività, rapporti adolescenziali e autolesionismo

La seconda stagione di Ginny & Georgia, quindi, rispetto alla prima trova una linea più precisa per la propria narrazione, pur lasciandosi spesso andare a quella che è una dimensione molto più teen del proprio racconto.

Eppure, anche in quel frangente c'è modo di notare una scrittura sempre attenta alla contemporaneità, alle vicende attuali, pur scemando spesso nel banale e nelle consuete problematiche che in Italia abbiamo già visto ben usate, negli anni scorsi, anche da SKAM (ricordate la nostra recensione di Skam Italia 5?). Non vogliamo sostenere che di bulimia e inclusione sociale ne abbiamo avuto abbastanza, perché non bastano mai come concetti da esprimere, ma semplicemente che in una serie come Ginny & Georgia, dove il fulcro dovrebbe provare a sposare sempre quel thriller mal celato, si finisce per stonare un po' col ritmo. Arriviamo, quindi, all'aspetto più probante dello show, ossia quella volontà di abbracciare un genere che già nella prima stagione era claudicante. Ginny & Georgia non riesce mai a sfondare il muro che la separa dal thriller, nonostante si parli di spari, di uccisioni, di tutti i crimini che la protagonista ha compiuto nella sua giovinezza e che continua a compiere. L'evoluzione e la strada che la sua vita prende nel corso della seconda season è corredata di tanta furbizia e tanti calcoli, ma lascia spazio anche a una forzatura sia narrativa che di azioni della donna stessa che mettono a nudo tutte le ingenuità di una scrittura nata per un genere e desiderosa di fare un passo in più verso una commistione che non regge.

Un paese in cerca di sanità mentale

Tutto ciò che regge intorno alla coppia, a parte il sindaco Paul, esempio integerrimo di rettitudine, soffre di fragilità e di una sanità mentale latente, ricercata ma non trovata. Lo si denota nel rapporto sentimentale che Ginny decide di iniziare con Marcus, nonostante le molte problematiche che i due ragazzi stanno vivendo, lo si nota anche nel gruppo di amiche che la stessa ragazza mette in piedi, tra la sorella gemella del suo nuovo fidanzato e le amiche storiche. In questo intreccio il tema costante è il trovare una stabilità che possa donare loro un percorso di vita regolare e privo di sbalzi, invano però.

Le concause sono tante, a partire da genitori che, allo stesso modo, soffrono per ciò che la vita ha loro donato, tra mariti in coma e amori mai sopiti. Grazie anche a una regia molto attenta nel posarsi sui dettagli che ci interessano, c'è modo di apprezzare due scelte che balzano all'occhio dopo una visione completa della seconda tornata di episodi di Ginny & Georgia.

La prima riguarda l'incipit di ogni puntata, che si appoggia su delle voci fuori campo che riescono a dialogare tra di loro come se stessero recitando dinanzi allo schermo, mentre visivamente stiamo osservando ben altro; il secondo aspetto è il gioco temporale messo in piedi negli ultimi episodi, che ci spinge ad assistere alla medesima vicenda, ma da due punti di vista diversi, coinvolgendo sia Ginny che Georgia in un evento che condizionerà il colpo di coda della stagione. Entrambe scelte molto apprezzate e che non lasciano pensare all'intenzione di diluire il tutto per un ulteriore episodio, ma semplicemente per permetterci di affondare ancora di più i piedi nella psicologia di tutti i personaggi coinvolti.

Ginny & Georgia C'è un bel salto in avanti da denotare in Ginny & Georgia 2: una grande maturità di scrittura e anche registica, con l'obiettivo di trasmetterci delle problematiche non solo adolescenziali, ma anche adulte che sfociano nei due personaggi, distanti ma vicini. La capacità di inserire tantissimi elementi che portano a una riflessione più completa sulla vita, sulla ricerca di una sanità mentale e anche su problematiche che possono insorgere dinanzi a un trauma infantile, ci ha permesso di assistere a una seconda stagione più completa e capace di trasmetterci molti più spunti di riflessione rispetto a quanto fatto dalla prima season.

7.5