Ginny & Georgia, la recensione del Gilmore Girls moderno

Arriva su Netflix la serie che racconta lo strano e moderno rapporto tra una madre, Georgia, e una figlia, Ginny, alla scoperta di una nuova città.

Ginny & Georgia, la recensione del Gilmore Girls moderno
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Ginny & Georgia è la nuova serie ideata da Sarah Lambert e diretta da Debra J. Fisher, disponibile su Netflix dal 24 febbraio per un totale di 10 episodi. Con le riprese svoltesi dall'agosto al dicembre del 2019, la sua release è arrivata soltanto nel 2021 per il rallentarsi dei lavori causati dalla pandemia dello scorso anno. Ginny Miller è la protagonista quindicenne che vive con la madre trentenne e il fratello Austin in una città del New England, dove la madre ha deciso di trasferirsi dopo un evento che ne ha stravolto la vita e con l'unico grande obiettivo di poter cambiare la sorte dei due figli. Lo show che rappresenta una delle ultime uscite Netflix di febbraio ha più di un'analogia con l'amatissima Una Mamma Per Amica, ma per tutti i dettagli vi invitiamo a proseguire nella lettura della nostra recensione completa.

Due mondi visti da due lati diversi

Due protagoniste, due mondi completamente diversi. Una madre, Georgia Miller, irresistibile, dinamica, irrefrenabile e con una voglia di vivere unica. Una donna che a 15 anni è diventata mamma e che adesso, a 30, affronta il mondo come se potesse vincere contro chiunque. Dall'altro lato la sua primogenita, Ginny Miller, al secolo Virginia, luogo nel quale tra l'altro è nata. Testa sulle spalle, il sogno di scappare da quel mondo che la madre le ha fatto conoscere come palcoscenico principale; una passione sfrenata per lo studio e la conoscenza e zero interesse per la mondanità, gli appuntamenti, i ragazzi. Georgia continua ad essere appariscente e al figlio più piccolo, cresciuto a pane ed Harry Potter - tanto da portare degli occhialetti senza lenti per assomigliare ad un giovanissimo Radcliffe -, insegna come si combatte il bullismo con simpatiche allegorie sulle api, mentre la figlia vuole trovare la serenità nel New England, quella serenità che la madre non è mai riuscita a darle nei suoi anni adolescenziali.

A complicare la vita di Ginny, ma anche di Georgia stessa, è il passato poco chiaro e molto turbolento della biondissima madre che, dopo la morte del compagno, patrigno della quindicenne protagonista, decide di evadere verso una nuova città, nuove sfide e una famiglia da proteggere più con le cattive che con le buone.

Le Gilmore si evolvono

Se si pensa al rapporto madre-figlia, sebbene in Ginny & Georgia ci sia anche un terzo elemento della famiglia, più di contorno che di prim'ordine, non si può non pensare a Gilmore Girls. La serie firmata da Amy Sherman-Palladino, capostipite dei rapporti madre-figlia, potrebbe avere tantissimi collegamenti con le nostre due nuove protagoniste: d'altronde la madre è single, il rapporto con la propria figlia è molto giovane, moderno, senza troppi vincoli. Si ritrovano a vivere in una città strampalata, che per quanto non sia simile a Stars Hollow riesce in ogni caso ad entrare nel firmamento delle vicende da piccolo paesino allegro nel quale un ristorante fa da fulcro alle vicende quotidiane. Quello che fa Ginny & Georgia, però, è evolvere i comportamenti molto gioviali della famiglia Gilmore e portarli ad un livello successivo.

Ginny è figlia del nostro tempo, non è una ragazzina acqua e sapone come lo era Rory Gilmore; anzi, presto si ritroverà a comprendere i comportamenti della madre, a valorizzarli e a volersi quasi imitare. Capirà il senso del potere che viene generato dal sesso, dal modo in cui si può avere il controllo sulle altre persone creando dei triangoli amorosi molto pericolosi. La stessa Georgia, a differenza di Lorelai, si colloca perfettamente nella contemporaneità: se all'inizio può sembrare una vamp, una femme fatale, col tempo diventerà una fredda calcolatrice, che nasconde il suo passato dietro un ampio sorriso, pronta a diventare un burattinaio senza scrupoli. Sempre con l'unico obiettivo di andare a difendere la propria famiglia e il proprio futuro.

In questo upgrade di quel rapporto madre-figlia scritto dalla Sherman-Palladino, diventa quasi difficile distogliere lo sguardo da alcune vicende che, grazie ai flashback vissuti, ci vengono raccontate a cose fatte, ma con degli indizi seminati qua e là, in modo che le nostre speculazioni possano andare a proliferare liberamente. Non ci sono velleità da thriller, però, perché l'intenzione è solo quella di andare a intessere una trama del passato di Georgia, così da farci capire per quale motivo è diventata, nel tempo, così cinica.

Un teen drama che diventa family

La particolarità di Ginny & Georgia è l'aver voluto raccontare un teen drama che va ad intrecciarsi bene con il family drama, sondando in maniera tutt'altro che indifferente anche tematiche importanti, come la violenza sessuale. La serie non ambisce ad un intento pedagogico, né punta a difendere una certa morale, ma si presenta come il semplice resoconto delle vicende vissute da Ginny e Georgia con le quali lo spettatore può rapportarsi. Ovviamente la modernità della serie tiene conto anche dell'aspetto social della contemporaneità, sposato in frangenti in cui le chat creano momenti di connessione tra singoli che sono figli del tempo, con annessi viaggi negli account di Instagram dei protagonisti. Si crea però anche uno strano ossimoro nel momento in cui, tra le dieci puntate della prima stagione, ci ritroviamo ad assistere anche ad episodi di natura verticale che richiamano Halloween o altre festività e sembrano improvvisamente slegarsi dalla narrazione moderna illustrata poc'anzi. Un modo un po' troppo classico di raccontare, nonostante sia stato di recente recuperato anche da WandaVision, pur con ben altre intenzioni e velleità.

La maschera della sensualità

Ginny & Georgia parla anche di emancipazione, di crescita, di perdita della verginità, ma non per questo ne fa un problema. Da un lato la madre parla di rapporti sessuali, racconta pratiche e tecniche, come accontentare il partner; dall'altro la figlia insiste per la pillola del giorno dopo, capisce il senso del potere che può avere una donna, come già detto, e valorizza la propria identità.

Non manca però il racconto della fragilità che mette in risalto la maschera indossata dalle due protagoniste: Ginny accusa l'assenza del padre, incolpa la madre di infilarsi in un turbinio di rapporti con altri uomini, ma finisce per fare lo stesso. Le piace Hunter, col quale esce, ma la sua prima volta è con Marcus, un tenebroso ribelle che la conturba nei sentimenti: col primo si abbraccia, ma passa piacevoli momenti, col secondo invece si lascia andare agli intrighi delle coperte, pur riducendo i loro scambi solo a discorsi lascivi, dalla masturbazione al desiderio sessuale.

Quello che sembra mancare a Ginny & Georgia, però, è il risvolto della vicenda: il tutto procede con un ritmo e un fare che sembra voler quasi raccontare e far intendere che ci saranno conseguenze per quelle azioni, che Georgia in particolar modo, più della figlia, andrà a dar vita a qualche rivelazione, a qualche sorpresa. Invece il tutto procede con delle situazioni di crescita e nulla più, con degli eventi molto verticali, che seguono una traccia orizzontale che spinge entrambe le ragazze della famiglia Miller ad ambientarsi in un mondo nuovo e ad affrontare le necessità delle rispettive età e generazioni. Manca, però, il mordente e si finisce per lasciarsi intrattenere da una serie che racconta degli eventi e delle specifiche situazioni, senza condurci a un punto di arrivo. In questo i momenti da thriller risultano dei filler quasi inutili.

Ginny & Georgia Ginny & Georgia è una serie che evolve il concetto espresso da Gilmore Girls e contestualizza meglio il rapporto madre-figlia ai tempi nostri. Non ambisce a segnare un'epoca, né a regalarci due personaggi che possano fare la storia delle serie TV, ma sicuramente riescono a raccontare delle vicende affascinanti e appassionanti. Manca il mordente che ci possa portare a dare degli sviluppi quasi thriller all'intera serie e i flashback risultano leggermente scollati con il resto della narrazione, ma questo non penalizza un prodotto di ottimo intrattenimento, che riesce a parlare alla generazione più giovane d'oggi, tra comportamenti lascivi, sensuali e provocanti.

6.5