Gomorra 3: Recensione degli episodi 7 e 8 della serie Sky

La guerra fredda tra i Confederati e Forcella ha inizio: Gomorra 3 esplora i suoi nuovi protagonisti tra onore e lealtà...

recensione Gomorra 3: Recensione degli episodi 7 e 8 della serie Sky
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Che sia per errore o rientrante nei piani di Sky, anche gli episodi 7 e 8 di Gomorra 3 sono finiti sul servizio On Demand del colosso, disponibili per lo streaming sul sito web dell'emittente diverse ore prima della prima TV assoluta su Sky Atlantic delle 21:15. Una mossa che ci fa capire quanto l'audience dello show ispirato alle vicende partorite dalla penna di Roberto Saviano abbia un respiro talmente ampio da potersi permettere di stravolgere il suo palinsesto, regolato normalmente da leggi severissime ma che ormai devono piegarsi alla logica del web e dei contenuti open source. E intanto, che le vediate sul vostro PC o in diretta TV nella prima serata, le nuove puntate di Gomorra 3 proseguono nella direzione delineata dal racconto dei primi episodi, portandoci ad approfondire i carismatici protagonisti di questa nuova stagione.

Sangue blu

Perno assoluto di Gomorra 3 è infatti Enzo "Sangue blu", il mini-boss della baby gang che scorrazza tra i vicoli di Forcella a Napoli deciso a percorrere un duplice cammino: acquisire il potere e il posto che gli spetta al comando del centro storico partenopeo e vendicarsi dei piani alti del Sistema, ovvero i boss dei clan Confederati di Napoli tra le cui fila c'è il perfido Eduardo Arenella - colui che, anni prima, aveva fatto uccidere il padre del giovane, rendendo Enzo e sua sorella Carmela "figli di fantasmi", cioè orfani di genitori il cui corpo non è stato mai ritrovato a causa dell'agire camorrista. Già nella tornata che ha composto il quinto e il sesto episodio della serie realizzata da Stefano Sollima - e ora diretta dal magistrale Claudio Cupellini, che ci regala scorci e inquadrature sempre di altissimo livello - ci avevano permesso di conoscere a fondo il passato e la psicologia del personaggio interpretato da un sorprendente Arturo Muselli. Ora Enzo ci porta attraverso la sua evoluzione, che passa inevitabilmente sotto l'ala protettrice di Ciro e Genny: piuttosto esplicativo il dialogo che avviene tra il Savastano e Sangueblu, in cui veniamo a conoscenza delle origini del soprannome "L'Immortale" di cui si è sempre fregiato Di Marzio, un titolo che ormai porta con disonore e dolore, che continua a tormentarlo così come i fantasmi di un passato che Enzo non conosce a fondo, ma di cui Genny (così come lo spettatore) invece è perfettamente consapevole.

Enzo rappresenta la perfetta sintesi dei due vecchi protagonisti della serie: l'ottima performance di Muselli convoglia, infatti, la rabbia dell'ex boss interpretato da Salvatore Esposito e la sete di potere, nonché il genio "militare" del personaggio interpretato da Marco D'Amore. La settima puntata ci conduce ancora ad assistere alla preparazione per una guerra sempre più imminente tra camorra vecchia e nuova, tra i clan di Secondigliano - relegati sin dagli anni '80 nella periferia napoletana - e quelli storici che governano il ben più blasonato centro storico di Napoli e che hanno instaurato un patto di alleanza con il fronte romano-calabrese governato dal signor Avitabile.

Onore e lealtà

Sarà con l'ottavo episodio che i primi barlumi del conflitto tra le due parti inizierà ad esplodere con violenza. Don Arenella, resosi conto che i ragazzini di Forcella stanno prendendo il controllo di tutte le principali piazze di spaccio del centro, tenterà di offrire una via di fuga a Enzo. Il giovane neo boss è però inebriato dal potere acquisito e dagli insegnamenti di Ciro ed è pronto a far battaglia per farsi valere. È interessante, inoltre, notare quanto Gomorra 3 ci stia proponendo - episodio dopo episodio - un diverso volto dei principali temi che regolano l'agire mafioso.

Dopo aver assistito alla lenta ma inesorabile rinascita dell'impero di Secondigliano, alle manovre imprenditoriali di cui è capace la camorra e al conseguente sopruso sul versante più debole della popolazione partenopea, sfruttamento necessario al conseguimento del potere sul territorio, questa volta la serie prodotta da Sky ci fa assistere a ciò che i camorristi considerano il sentimento più onorevole tra i propri ranghi: la lealtà. Una lealtà che passa proprio per una duplice storyline e che converge comunque nei ragazzi di Forcella: dalla profonda fedeltà di Enzo Sangue blu nei confronti di Ciro, una riverenza che - complice anche la presenza ingombrante della figura di Genny - non è priva di diffidenza; e, in secondo luogo, dal personaggio di Valerio, ragazzo d'alto borgo proveniente da Posillipo la cui voglia di immergersi nel mondo criminale lo porterà a sporcarsi le mani in prima persona.

Nei panni del nuovo protagonista, che affiancherà Enzo nelle scorribande napoletane, troviamo un ottimo Loris De Luna, il cui penso nel racconto della seconda parte dello show si prospetta sempre più ingombrante. Gli episodi 7 e 8 di Gomorra 3scendono leggermente di ritmo e portano avanti la narrazione senza particolari picchi come nei precedenti appuntamenti: una flessione necessaria, in cui nonostante tutto assistiamo a piccoli tasselli che comporranno un season finale che si preannuncia rocambolesco, e in cui per forza di cose la sceneggiatura ci porta ad approfondire il personaggio di Enzo - vero e proprio deus ex machina dello show, entrato in punta di piedi nel corso della bellissima parentesi in Bulgaria nel terzo episodio della serie e affermatosi successivamente tra i protagonisti più interessanti. Lo sviluppo di Sangue blu si rivelerà fondamentale anche per il destino di Genny e Ciro: due giganti assoluti della serie, che difficilmente verranno sostituiti, ma i cui riflettori vengono sempre più adombrati della luce vivissima di cui i nuovi esponenti della camorra - su tutti, appunto, Enzo e Valerio - brillano col passare degli episodi.

Gomorra - La serie Ancora una volta Gomorra 3 predilige una narrazione spedita, volta ad evolvere e approfondire i nuovi protagonisti della serie, rispetto ai grandi esercizi di stile cui ci hanno abituato i primi episodi della terza stagione. Non per questo, però, la macchina da presa di Cupellini è scevra di una qualità sempre alta, con ottime inquadrature, bellissimi scorci tra i vicoli più popolari del centro storico napoletano e un misto di piani sequenza e semi-soggettive che danno il la anche alla qualità tecnica del racconto. Le vicende della serie riescono a tenerci incollati nonostante la direzione narrativa stia delineando protagonisti sempre più ingombranti per Genny e Ciro: la guerra è iniziata, i soldati sono in gioco e i primi rivoli di sangue hanno iniziato a scorrere.