Hanna: recensione della seconda stagione targata Amazon Prime Video

Hanna è pronta a ritornare su Amazon Prime Video a partire dal 3 luglio. Pronti a scoprire i pro e i contro di questa nuova stagione?

recensione Hanna: recensione della seconda stagione targata Amazon Prime Video
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Hanna, il film di Joe Wright uscito nelle sale nel 2011, si è dimostrato a conti fatti un buon prodotto d'intrattenimento capace di rivisitare il tema della spy story attraverso un sottotesto fiabesco. L'esperimento, seppur apprezzabile, non è però riuscito a coinvolgere pienamente gli spettatori. Ben otto anni dopo, si è deciso comunque di riprendere in mano quel particolare universo a cavallo tra fiaba dark e influenze spionistiche declinandolo questa volta attraverso un contesto seriale, presentandoci così la prima stagione di Hanna. Dopo aver visionato in anteprima anche i nuovi otto episodi del serial, che saranno disponibili su Amazon Prime Video dal 3 luglio, siamo pronti a fare il punto della situazione elencando tanto i pro quanto i contro dell'opera.

Un'eredità a tratti ingombrante

Per comprendere al meglio questa serie tv è in primis doveroso partire dal confronto con il film che, proprio per tutta la prima stagione, è stato in un certo senso la base fondativa da cui partire per sviluppare in seguito la storia generale. La pellicola del 2011 con protagonisti Saoirse Ronan, Eric Bana e Cate Blanchett, pur senza essere riuscita ad imporre una nuova IP su vasta scala, ha comunque tentato di rivisitare in maniera originale il contesto spy-action portato alla ribalta nel corso degli ultimi anni da brand iconici quali i vari Mission:Impossible e Jason Bourne. La scelta - a tratti non pienamente condivisibile - di rimuovere il sottotesto fiabesco a livello seriale ha reso la prima stagione di Hanna ancora più vicina all'impostazione narrativa dei suoi illustri colleghi, mettendo al centro di ogni cosa l'archetipo narrativo della caccia all'uomo.

Nonostante tutto però, la serie è riuscita in qualche modo a funzionare, ricalcando a livello generale quanto visto nell'opera cinematografica e riuscendo al contempo ad espandere la lore complessiva del progetto attraverso un buon lavoro di world building. Il problema principale del serial - soprattutto dopo la conclusione della prima stagione - è stato però proprio quello relativo alla sua possibile continuazione. Per far ripartire l'universo di Hanna, infatti, ci sono voluti ben otto anni, particolare che ha inevitabilmente portato a una stagnazione forse eccessiva dei contenuti, in grado di generare anche una sensazione di già visto in tutti quegli spettatori che a suo tempo avevano visionato il film.

Questa seconda stagione aveva quindi il compito di prendere finalmente il largo, puntando realmente verso un nuovo inizio per fornirci tutti gli elementi necessari a godere delle reali potenzialità del brand. Premesse purtroppo in un certo senso disattese durante il corso dei nuovi episodi. Scommettendo ancora una volta sulla tematica della caccia all'uomo - salvo poi fare marcia indietro -, questa seconda stagione ci mostra Hanna intenta a fuggire dall'organizzazione Utrax insieme alla sua amica/collega Clara, facente anch'essa parte dello speciale programma atto alla creazione di supersoldati.

Purtroppo però, anche per via di un ritmo in alcuni casi blando, la serie risulta a più riprese eccessivamente sottotono, incapace di catturare pienamente l'attenzione dello spettatore anche per determinate dinamiche a livello di alleanze (e successivi ribaltamenti di fronte), che probabilmente faranno storcere il naso a più di uno spettatore, in una sorta di ping pong situazionale un po' troppo marcato. In varie occasioni ci ritroveremo oltretutto davanti a tempi eccessivamente dilatati in grado, a lungo andare, di trasmettere una sensazione di forte pesantezza di fondo, nonostante alcuni dialoghi ben congegnati e alle notevoli interpretazioni dei vari protagonisti.

Piccole Jason Bourne crescono...

A fronte quindi di un ritmo sicuramente non ottimale e di varie dinamiche narrative abbastanza macchinose - basti pensare ad esempio al rapporto tra la stessa protagonista e Clara o ai vari intermezzi con Marissa -, la serie riesce a trovare il suo punto di forza nelle dinamiche action. Nonostante le sequenze in cui vediamo i personaggi lottare corpo a corpo o con le armi da fuoco non siano in realtà così elevate, i momenti in cui ciò accade risultano ben realizzati e capaci di donare all'intero progetto una particolare cifra stilistica, da questo punto di vista molto simile ai combattimenti di Jason Bourne, l'iconico agente segreto interpretato da Matt Damon. Le coreografie di lotta risultano in generale soddisfacenti anche per il buon senso di fisicità messo in scena (spesso invece trascurato da numerose produzioni recenti e non) e grazie ad un montaggio sì serrato, ma capace comunque di valorizzare in maniera soddisfacente le movenze dei protagonisti, tanto attraverso semplici attacchi a mano nuda, quanto mediante prese e controprese.

Buona, ma non eccelsa la caratterizzazione dei personaggi, su cui svettano sicuramente Hanna e Marissa, in grado di cannibalizzare i numerosi comprimari presenti in scena in quasi qualsiasi occasione utile. Peccato invece per come sono state gestite tutte le altre giovani reclute del programma Utrax, anche in funzione del loro particolare addestramento, atto a renderle delle macchine di morte impeccabili.

A livello generale, comunque, forse si sarebbe dovuto osare maggiormente nel proporre un numero più alto di scene action, quanto nell'espandere l'universo narrativo in una maniera leggermente più avvincente. Il problema più grande della serie è infatti quello di non essere riuscita in realtà a scollarsi definitivamente dalla pesante eredità del film al quale risulta per forza di cose legata ma, anzi, di averne in qualche modo subito l'eccessiva sudditanza, andando in questo modo a confermare i vari dubbi nati dopo la prima stagione.Questa nuova tornata di episodi, infatti, pur risultando di fatto godibile, sembra perdersi in un limbo contenutistico indefinito, mettendo insieme numerose trovate interessanti, senza però avere la forza di svilupparle in maniera soddisfacente, compito che spetterà per forza di cose alla stagione successiva.

Hanna serial La season due di Hanna risulta nel complesso un prodotto godibile, ma di fatto inferiore alla prima tornata di episodi, anche per via di un ritmo degli eventi non così esaltante. Buona come sempre la caratterizzazione introspettiva della protagonista, che si ritroverà spesso e volentieri a confrontarsi con l'imprevedibile quanto controversa Marissa. Notevoli le varie scene action presenti, ben realizzate soprattutto a livello di combattimenti corpo a corpo, nella speranza ovviamente di vederne un maggior numero nella nuova stagione.

7