Hazbin Hotel Recensione: una meraviglia infernale, ben fatto Amazon!

Hazbin Hotel è una serie a dir poco meravigliosa, inquietante e al contempo dolce e affabile, con dei personaggi e un'estetica fuori scala.

Hazbin Hotel Recensione: una meraviglia infernale, ben fatto Amazon!
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"Capolavoro" è uno di quei termini che si tendono a usare con una certa cautela, anche e soprattutto per le numerose sfumature che assume: un film ad esempio può risultare un capolavoro perché è senza tempo, riesce a veicolare il suo messaggio e la sua estetica in qualunque periodo, mentre altri potrebbero esserlo per l'esatto opposto, ovvero per intercettare perfettamente il momento storico in cui sono stati realizzati; si può definire capolavoro qualcosa che indirizza una volta e in maniera decisiva un medium oppure una singola irripetibile tessera che però, proprio per la sua unicità, non viene mai ripresa o trasformata in oggetto di ispirazione. E così via, si tratta di un termine che in realtà abbraccia un numero importante e spesso ambivalente di significati. Perché un'introduzione del genere? Perché Hazbin Hotel è - per molti versi, sebbene non in toto - un capolavoro che vediamo difficilmente ripetibile, dallo stile allo humour fino alle canzoni è un'opera che porta il marchio inconfondibile della sua creatrice, quella Vivienne Medrano che molti potrebbero conoscere per il suo lavoro su YouTube - recuperate Helluva Boss, non ve ne pentirete.

La nuova serie animata di Prime Video andata in onda nelle scorse settimane è stata una folgorazione continua, una gioia per gli occhi e per le orecchie, un mix costante di toni - inquietanti, scandalistici, disgustosi e, per qualche oscura magia, al contempo dolci e affabili. È, in poche parole, una produzione che dovrebbe far compiere quasi un esame di coscienza al 95% dei competitor, poiché la creatività che mette in campo è semplicemente su un'altra scala.

Un hotel per i dannati

Ma, come al solito, facciamo prima un necessario quanto celere passo indietro: Hazbin Hotel vede come protagonista la figlia di Lucifero e principessa degli Inferi Charlie Morningstar, ossessionata dall'idea di poter redimere le anime dell'Inferno al punto tale da aprire un hotel apposito, che tuttavia fatica a riscontrare consenso tra i dannati. Lo scopo finale di Charlie? Dimostrare al Paradiso che esiste un modo migliore per gestire la sovrappopolazione del suo regno rispetto allo Sterminio che Adamo e i suoi esorcisti perpetuano una volta l'anno. E sapete cosa significa Hazbin Hotel?

Sembra, e lo ammettiamo apertamente, una di quelle premesse da tipica comedy "estrosa" e vagamente trasgressiva che tanto spesso siamo abituati a vedere nei palinsesti delle emittenti statunitensi, pronta a trasformarsi quasi subito in una sterile ostentazione di lezioncine morali alla fine di ogni puntata. Ma qui è esattamente dove lo stile libero e straordinario della Medrano prende il sopravvento e il punto di partenza non può non essere l'estetica di Hazbin Hotel, descrivibile come il trionfo totale della creatività.

Non tanto per l'aspetto tecnico - tutto sommato classico, nulla di eclatante - in sé, bensì per la sensazionale varietà di ambienti e design dei personaggi. L'Inferno e i suoi demoni sono, infatti, una sorpresa senza soluzione di continuità a ogni angolo, ricolmo di dettagli, di narrativa ambientale, di piccole battute e ammiccamenti e in generale di una personalità mostruosa. La diversità dei soli Overlord demoniaci, a livello puramente visivo, potrebbe riempire numerose serie animate mentre qui sono soltanto la punta dell'iceberg, figure di contorno o poco più. Anzi, un singolo personaggio che non spoilereremo ha talmente tante espressioni, mutazioni e variazioni sul tema da rappresentare uno spettacolo a sé stante, uno show nello show.

Il trionfo della creatività, appunto. Dunque sul versante estetico Hazbin Hotel si pone a livelli altissimi, ma come commedia funziona? Anche qui la risposta è fermamente affermativa in quanto, come ogni comedy che si rispetti, ad ogni personaggio è in sostanza affidato un tipo di umorismo differente: si passa allora in un batter d'occhio dalla dolcezza ingenua di Charlie al cinismo depresso di Husk, dalla perenne sessualizzazione tantrica di qualunque cosa ad opera di Angel alla vena borderline inquietante e da caotico neutrale di Alastor e stiamo soltanto scalfendo il cast. Hazbin Hotel è una sinfonia di qualunque tipo di comicità possiate immaginare, ognuna declinata in modo tale da adattarsi al contesto.

E qui risiede la svolta, d'altronde siamo ormai abituati a comedy di livello elevato, ma è raro che il loro umorismo si adatti veramente al contesto. Per fare un esempio, in Brooklyn Nine-Nine non vi è - se non in pochi momenti, in primis la celebre sequenza d'apertura del pilot - un vero e proprio humour poliziesco così come non è presente in una Ted Lasso (e qua già che ci siete la nostra recensione del finale di Ted Lasso) - sempre se non per qualche segmento - una base spiritosa calcistica in senso stretto. In questi casi, è l'ambientazione che si piega al virtuosismo degli sceneggiatori, praticamente mai il contrario - se non forse in Cin-Cin. In Hazbin Hotel invece l'Inferno non è un posto allegro e non lo diventa appositamente per facilitare una comedy, anzi.

Un musical per chi non apprezza i musical

E non è neanche una comicità di contrasto, dove è appunto lo stridio tra due elementi incompatibili a causare la risata. Esclusa Charlie con le sue genuine buone intenzioni, il resto è effettivamente composto da un ammasso di anime dannate che, per la maggior parte del tempo, hanno in testa soltanto i loro interessi, i loro desideri, le loro tentazioni, le loro voglie smisurate, le loro intrinseche debolezze e storture trasformate in una comedy esilarante. 9 volte su 10, insomma, è ciò che ti aspetteresti dall'Inferno - seppur edulcorato nell'ultimo guizzo, ma ci arriveremo - e il risultato è strepitoso. L'ultima componente senza la quale è impossibile discutere di Hazbin Hotel è naturalmente il musical e qui saremo molto diretti: è un musical pensato anche per le persone che solitamente non li tollerano.

Perché alla fine dei conti potremmo dire tante altre cose, come il fatto che le canzoni sono tutte estremamente orecchiabili nonché varie nei generi e nelle tematiche e noi le canticchiamo in loop da giorni, ma l'aspetto focale è che, pur interrompendo spesso e volentieri una tradizionale narrazione, la bizzarria del contesto e degli stessi testi fa la differenza, secondo noi. Poison non è la "solita" canzone su una relazione tossica, Loser, Baby è un inno folle all'accettazione di sé stessi che rasenta l'arte, Respectless è un medley senza senso tra un dissing e una musica dal sound tipicamente latino, Stayed Gone ha un tocco horror e inquietante strabiliante. Hazbin Hotel accoglie tutti i gusti e rende persino le canzoni magari meno riuscite delle sequenze a tratti indimenticabili.

Ciononostante in apertura abbiamo subito chiarito che la nuova serie Amazon non è un capolavoro su tutti i fronti ed infatti l'anello debole è la sua struttura. Non la trama, intendiamoci, che si attesta su livelli egregi al pari del resto che abbiamo delineato fino ad ora, vista la sua maestosa profondità che va ben oltre la banale sinossi da noi descritta e la sua capacità di meramente introdurre storyline molto intriganti senza mai perdere di vista l'obiettivo principale. La prima stagione di Hazbin Hotel è più un'introduzione che altro, eppure riesce comunque a raccontare una storia coinvolgente che non ha mai il retrogusto di apparire monca. È proprio la struttura delle puntate che a volte non tiene il passo delle smisurate ambizioni del resto: vi è una palese e purtroppo abissale differenza qualitativa tra le intuizioni più ispirate e libere e piccole storyline secondarie che sembrano semplici riempitivi.

Non vuol dire che siano momenti brutti o di scarsa qualità, il cast sontuoso di personaggi riesce a trasformare un po' tutto in oro, ma se in una serie del genere notiamo un uso ripetuto di alcuni topos ormai sterili delle comedy - in una puntata arriva una vecchia conoscenza di Alastor o una cara amica di Angel per poi quasi svanire come fossero guest star di una sitcom alla nona stagione - la caduta di stile si nota eccome. E fa rumore, nella seconda stagione bisognerà lavorare per rendere ancora più riuscite le trame secondarie degli episodi o su come introdurre in modi più naturali i personaggi di contorno - anche se, dobbiamo essere onesti, l'arrivo di Mimzy ci ha fatto ridere parecchio.

Post scriptum

Ci sentiamo in dovere di aggiungere una postilla conclusiva, che non ha propriamente a che vedere con la favolosa qualità generale esibita da Hazbin Hotel. Per chi non lo sapesse, un pilot del telefilm è disponibile su YouTube sul canale della Medrano ed è datato 2019 e il successo del video ha poi attirato le attenzioni prima della A24 e poi di Prime Video. Perché sottolinearlo? Volente o nolente e senza nulla togliere a quanto abbiamo amato la serie, questa versione di Hazbin Hotel non sempre si avvicina alla sua idea originaria - e ad Helluva Boss, che tecnicamente è un suo spin-off ambientato nello stesso infernale universo.

Si è verificato, insomma, un - lieve, ma tangibile nondimeno - compromesso con una major per rendere la struttura e il tono di Hazbin Hotel più commerciabile e inquadrabile a livello strutturale. Per noi la serie rimane un successo di proporzioni meravigliose e il solito ridicolo tam-tam mediatico che avverte e denuncia la produzione che parla di un demonio buono sono la dimostrazione che lo spirito è rimasto sostanzialmente inalterato. E alla fine questo è ciò che conta, non cambiare e sradicare l'ispirazione alla base.

Hazbin Hotel Hazbin Hotel è una serie a dir poco meravigliosa sotto - quasi - ogni punto di vista. L'estetica è semplicemente fuori scala, l'ambientazione e la varietà dl design dei personaggi è pura espressione artistica e un trionfo totale della creatività che ad ogni angolo vuole sorprendere, causare inquietudine, disgustare o addolcire. Anche la parte comedy funziona alla grande grazie a un cast di personaggi memorabili, ognuno dei quali ha ovviamente la sua comicità peculiare e riuscita, oltretutto restando in linea con il contesto infernale. Il musical stesso risulta sorprendente, pensato quasi per chi solitamente non li sopporta. Le canzoni, tutte musicalmente varie e orecchiabili, sono d'altronde dei segmenti spesso e volentieri folli e dai testi a tratti assurdi, che però si amalgamano perfettamente al resto. Pure la storia, sebbene parta da premesse "banali", si rivela in realtà di una profondità sontuosa. Una serie appunto meravigliosa, il cui unico neo è la struttura troppo datata di alcune puntate, che fanno uso di topoi delle sitcom ormai troppo sterili - pur non risultando mai noiosa o brutta.

8.5