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Hellbound Recensione: ecco la nuova avvincente serie sudcoreana di Netflix

Yeon Sang-ho arriva su Netflix proponendo un racconto avvincente ricco di tematiche interessanti, indagando sulla forza del fanatismo religioso.

Hellbound Recensione: ecco la nuova avvincente serie sudcoreana di Netflix
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Angeli (o presunti tali) e sette religiose sembrano essere un'accoppiata vincente che negli ultimi tempi è tornata alla carica. La distruzione del cristianesimo secondo Flanagan che abbiamo avuto modo di analizzare nella nostra recensione di Midnight Mass è un esempio lampante del binomio composto da religione e horror/thriller, in microcosmi all'interno dei quali la voce di Dio viene distorta per manipolare le masse.

E se in quel caso l'orrore si faceva strada nella mente delle persone un episodio dopo l'altro, qui la nascita di uno nuova setta ha radici molto diverse che prendono forza da eventi soprannaturali che sembrano colpire i peccatori. Una narrazione malevola che cresce nel corso di questa prima stagione di Hellbound su Netflix, in una serie che ci porta in una Corea dominata dalla paura e dal fanatismo religioso.

La mano di Dio

Il nome di Yeon Sang-ho (autore di Train to Busan) e la qualità degli ultimi arrivi made in Corea sembravano due certezze in grado di garantire una base solida a Hellbound, e in tanti non vedevano l'ora di mettere le mani su questo nuovo progetto.

Ma di cosa parla la serie? Precisiamo innanzitutto che lo show è tratto da un webtoon intitolato "Hell" e che la storia a conti fatti è abbastanza semplice: degli angeli iniziano ad apparire a svariate persone annunciando la data esatta della loro morte e la successiva discesa negli inferi, carbonizzando i condannati per mano di misteriose creature che sembrano inarrestabili e scompaiono dopo la sentenza.La popolazione è in preda al panico, e trova conforto ne La Nuova Verità, setta gestita da Jung Jin-soo (Yoo Ah-in). Jung predica da circa 10 anni il suo culto, ma solo ora che le esecuzioni sono sempre più frequenti guadagna popolarità e potere. Facendo leva sulla paura e sulla fede, il leader dice che chi muore è un peccatore, e le creature sono emissari divini pronti ad eseguire il volere di Dio. Una giustizia apparentemente sacra che scavalca quella umana, facendo pendere la bilancia del potere sempre più verso la Nuova Verità. La setta conquista le persone e contagia i luoghi del potere, portando molti fedeli al cieco fanatismo e andando a scovare i condannati per trasmettere in diretta il volere di Dio.

Non tutti però sono convinti dell'organizzazione, e il detective Jin Kyeong-hoon (Yang Ik-june) cercherà di contrastare questa nuova pericolosa religione assieme all'avvocato Min Hye-jin (Kim Hyun-joo). Hellbound non si risparmia, e il primo episodio si apre proprio con un'esecuzione e l'arrivo di tre mostruose creature che massacrano il povero condannato prima di carbonizzarlo in mezzo al traffico. Un inizio spinto e teso, che però mette anche in chiaro uno dei problemi di questa serie. I mostri sono infatti avvolti da un'aura fumosa, ma la CGI non convince granché, e l'attacco contro il malcapitato esteticamente non è il massimo.

Un problema che si ripropone in ogni frangente, mettendo in scena delle sequenze brutali che risultano però abbastanza insoddisfacenti da vedere, perdendo un po' in credibilità e rompendo quella tensione che invece è sempre presente. Infatti la presa di potere de La Nuova verità è accompagnata da una lenta discesa nell'oscurità, e quella dei protagonisti si trasforma col passare del tempo in una vera e propria distopia convincente e oppressiva. Il senso di smarrimento e soffocamento di chi contrasta il culto traspare e coinvolge e, proprio come in Midnight Mass, anche qui il fanatismo religioso aggiunge quel velo di credibilità e fascino che rende tutto il racconto più avvincente.

Gran parte della forza della serie di Flanagan è però da attribuire alla follia che s'impadronisce delle persone e al fascino dell'ambientazione, mentre qui questo si vede solo in parte. C'è la manipolazione delle masse e la pazzia dei fanatici che è altrettanto d'impatto, ma la scelta di far apparire delle creature e la messa in scena delle esecuzioni toglie quellla costruzione certosina che è radicata nel racconto, sembrando un'opzione fin troppo banale e stonata rispetto all'impianto narrativo e ai personaggi che impariamo a conoscere.

To be continued

Uno dei punti di forza dei titoli coreani è solitamente la loro capacità di raccontare i problemi della società attraverso le peripezie e le vite dei loro protagonisti, e in Hellbound la fede cieca di alcuni scaturisce proprio dai drammi rimasti irrisolti. Nonostante questo, manca quel legame coi personaggi che molte serie coreane sono stare in grado di creare, e se alcuni sono ben scritti, altri restano abbastanza nell'ombra, mentre la volontà di intrecciare diversi archi narrativi funziona solo in parte. Abbastanza deludente anche il finale che purtroppo non è del tutto convincente, e lascia aperti dei dubbi che dovranno essere risolti nell'eventuale seconda stagione.

Molte domande importanti infatti non trovano risposta, e la sequenza conclusiva lascia intendere l'inevitabilità di nuova season. Per quanto riguarda invece l'atmosfera generale e il modo in cui si sviluppa il clima di terrore ci troviamo di fronte ad una buona esecuzione, e ci sono alcune sequenze che colpiscono per la cattiveria dei fanatici più estremi, i quali imitando le creature diventano a loro volta dei mostri che hanno ormai perso la ragione e, di conseguenza, la loro umanità. In più di un'occasione vi ritroverete a percepire l'ansia delle vittime, ed è difficile non sentirsi coinvolti da ciò che viene mostrato.

Le riprese riguardanti le scene più concitate sono nella maggior parte dei casi convincenti e restituiscono la paura legata all'atmosfera che si crea nel corso della stagione, in particolare in alcuni inseguimenti molto movimentati (nonostante qualche momento di confusione). Da evidenziare anche la presenza di tematiche significative e attuali oltre al fanatismo religioso, come la malleabilità delle masse e di coloro che sono in difficoltà, e il ruolo dei media e di internet in un'era moderna che in alcuni casi sacrifica i principi per un ritorno economico. A tal proposito, in Hellbound i "soldati" pronti al lavoro sporco per la Nuova Verità sono un gruppo chiamato Punta di Freccia, e il loro leader è solito fare dirette su Twitch per scatenare i seguaci contro i presunti peccatori.

In conclusione, gli spunti interessanti ci sono e la vicenda principale è senza dubbio coinvolgente, ma è un peccato che si sia deciso di lasciare in sospeso le questioni più importanti senza risolverle realmente. Anche alcuni snodi cruciali soffrono di trovate che a conti fatti non sembrano molto credibili, anche per colpa di una scrittura che in certi frangenti traballa più del dovuto. Hellbound a tratti potrà sembrarvi eccessivamente didascalica, ma considerando gli aspetti più riusciti di questa prima stagione il risultato è tutto sommato positivo e, anche se non siamo al cospetto di un nuovo Squid Game, anche in questo caso la visione saprà lasciarvi abbastanza soddisfatti (e angosciati).

Hellbound Hellbound arriva a fine corsa lasciando diverse questioni aperte, e a causa di una scrittura non sempre all'altezza è lontana dalla perfezione. Per fortuna grazie ad una storia coinvolgente e alcuni spunti interessanti il risultato finale è positivo, anche se sono da tenere in considerazione le lacune che affliggono questa serie.

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