High School Musical La serie, Recensione: un'occasione sfruttata a metà

High School Musical è una serie a tratti simpatica, interessante e genuina, ma troppo altalenante e vittima di scelte non sempre brillanti.

recensione High School Musical La serie, Recensione: un'occasione sfruttata a metà
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Anche a visione terminata, High School Musical: The Musical: The Series continua a sembrarci un'idea quantomeno bizzarra e la sensazione predominante è che si potesse dare di più. Un mockumentary sulla messa in scena dell'omonimo musical, ambientato per di più nello stesso liceo, è un concept talmente folle da essere divenuto realtà. Magari è banale rifarsi ad una frase trita e ritrita, ma a volte il confine tra genio e follia può davvero essere estremamente sottile e High School Musical: The Musical: The Series ne è la prova più recente. In fondo, quanti altri modi c'erano per rivitalizzare questo brand?

Ovviamente, escluso il rifare lo stesso ed identico film con personaggi differenti e qualche social in più, quale strada si poteva percorrere? E allora un falso documentario su dei liceali cresciuti con l'amore per Troy Bolton e Gabriella Montez, che si mettono in gioco per recitare e cantare nei loro panni, era la scommessa giusta.

Anzi, forse dovremmo dire che poteva essere la scommessa giusta. C'è del buono e del genuinamente comico in questo piccolo spaccato di vita adolescenziale in un liceo dello Utah; tuttavia è perfettamente accompagnato da una stessa dose di superficialità e negligenza. Così, dopo le prime impressioni su High School Musical: The Musical, è giunto il momento della nostra recensione completa.

Start of something new

Come accennato, le vicende si svolgono nel celebre liceo East High, la casa dei Wildcats, il cui entusiasmo senza freni è stato appena acceso dalla proposta della nuova insegnante di teatro Miss Jenn (Kate Reinders): la scuola ha bisogno di rivivere i fasti di High School Musical.

Il morale degli studenti sale oltre ogni immaginazione e subito partono le audizioni per i vari ruoli, in modo da formare il gruppo di protagonisti che ci accompagnerà per l'intera stagione. Immediatamente le vicissitudini sentimentali e teatrali di due personaggi in particolare emergono intrecciandosi, ovvero quelle di Ricky (Joshua Basset) e Nini (Olivia Rodrigo), amici da sempre con una grande alchimia, ma anche una coppia che non si è lasciata in termini molto cordiali.

In generale, però, la serie Disney+ tocca un po' tutti i classici stereotipi del genere teen, come il ragazzo introverso dal talento smisurato, la studentessa proveniente da un'altra scuola, il belloccio desiderato da chiunque e l'emarginato con problemi a comprendere la propria sessualità, formando una vera e propria collection strutturata in un falso documentario dalle decise tinte comedy e dall'immancabile pizzico di drama.

Per quanto eccentrica possa essere l'idea, bisogna ammettere che dal punto di vista strutturale High School Musical - lo abbrevieremo così d'ora in poi - non sbaglia un colpo, pur non eccellendo praticamente mai. Una meritata menzione d'onore va data al versante comico, capace di proporre un'insperata varietà e freschezza con diverse frecce al suo arco: personaggi come Big Red (Larry Saperstein), il miglior amico di Ricky, o Mazzara (Mark St. Cyr), insegnante a capo del club di robotica, propongono spesso e volentieri simpatici siparietti e gag. Oppure tramite intuizioni semplici, ma funzionali; in primis il far introdurre il riassunto delle puntate precedenti ad un protagonista diverso volta per volta, cambiando continuamente il tono e il punto di vista dell'introduzione.

We're all in this together

Non c'è nulla di straordinario o rivoluzionario, la comicità è basilare e piana, eppure lo show è costellato da piccoli ricami ben studiati, confezionati e inseriti nel giusto modo. Ed è proprio per questa attenzione ai dettagli che è difficile comprenderne l'assenza in buona parte delle sezioni più marcatamente drammatiche. Si percepisce una qualità molto più altalenante, impossibile da ignorare, in virtù del fatto che High School Musical aveva posto delle basi intriganti.

E alcune - in minoranza - riescono a dire qualcosa: la travagliata situazione familiare di Ricky è un'aggiunta profonda, complicata ed emozionante, lo stesso si può affermare per l'amara condizione di Gina (Sofia Wylie), costretta a cambiare ogni anno - o addirittura ogni pochi mesi - città, liceo e affetti per cause di forza maggiore.

Il problema è la superficialità del resto, che purtroppo non tocca solo i personaggi secondari, ma persino una protagonista quale Nini, al centro di un arco evolutivo, che evolutivo non è, poiché finisce per compiere le stesse scelte - discorso applicabile, ad esempio, anche all'incomprensibile e incoerente E.J. (Matt Cornett) o a Miss Jenn, simpatica e solare, ma nulla più, nonostante gli stentati tentativi di renderla un personaggio a tutto tondo.

Però, fin qui, la bontà e l'eccellente impatto comico di certi personaggi riescono tranquillamente a far propendere l'ago della bilancia verso il positivo. La reale delusione è il modo in cui è stato gestito l'elemento che doveva far distinguere High School Musical nel panorama dei prodotti per adolescenti: il musical stesso. La stagione non riesce mai a ridare la sensazione che si stia costruendo qualcosa; si passa repentinamente da un gruppo di personaggi spaesati e con palesi difficoltà nelle coreografie ad un spettacolo che sta già per debuttare, nel giro di pochissime puntate.

Per essere - almeno in linea teorica - il punto focale della serie, c'è una scarna, se non inesistente attenzione alle prove, agli sforzi, alla scenografia, alla costruzione dei vari aspetti di una recita del genere. Ed è proprio questa scellerata superficialità ad affondare una volta per tutte le ambizioni di un telefilm potenzialmente sorprendente e un po' folle, rendendolo un piacevole passatempo a malapena sufficiente. In sostanza, un'occasioni sprecata.

High School Musical serie tv High School Musical: The Musical: The Series nasce da una premessa intrigante e un po' folle: un mockumentary su dei liceali che mettono in scena un musical basato sul film di High School Musical. Non si può negare a Disney+ una certa dose di fantasia, poiché effettivamente era dura trovare un altro modo per portare avanti un simile brand e le possibilità di proporre qualcosa di interessante erano alte. E, per certi versi, la serie mantiene le promesse grazie ad un versante comico fresco, ben studiato e non privo di qualche intuizione curiosa - che oltretutto non lesina critiche ai due seguiti del film cult. Inoltre, qualche personaggio costruito efficacemente e con dei drammi non indifferenti alle spalle - Ricky e Gina su tutti - conferisce un ulteriore strato di profondità alla serie. Il problema è che l'attenzione minuziosa ai dettagli e all'evoluzione dei protagonisti si esaurisce qui, visto che persino un personaggio centrale come Nini non spicca - per usare un eufemismo. Il colpo finale è però assestato dalla gestione insensata del musical stesso, che invece di essere il centro focale delle vicende è quasi un peso da portare avanti. Poteva essere l'elemento capace di distinguere fortemente questa serie su High School Musical, ma diventa ciò che la relega ad un piacevole passatempo, sufficiente e nulla di più.

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