His Dark Materials 2 Recensione dei primi 5 episodi: una stagione più epica

Passata un po' troppo in sordina agli occhi del pubblico italiano, la nuova stagione di His Dark Materials sembra anche migliore della precedente.

recensione His Dark Materials 2 Recensione dei primi 5 episodi: una stagione più epica
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Passato (troppo) ingiustamente in sordina l'anno scorso, forse perché fin troppo schiacciato da altri colossali congeneri (basi pensare alla release di The Witcher, o anche al fenomeno Watchmen), l'adattamento televisivo di His Dark Materials deve assolutamente passare alle attenzioni di un grande pubblico che sembra disperatamente in cerca di un nuovo "Trono di Spade". Sia chiaro: difficilmente HBO riuscirà a replicare i numeri del suo kolossal più remunerativo di sempre, e in ogni caso passerà del tempo prima che Game of Thrones trovi un degno erede, più che altro mediatico.

Ma è indubbio come la serie tratta dalla saga letteraria di Queste Oscure Materie sia uno degli show fantasy del momento, sicuramente tra i più affascinanti e meglio scritti del panorama contemporaneo. La prima stagione, ispirata al primo volume "La bussola d'Oro", vide la luce sui canali statunitensi ed inglesi lo scorso 4 novembre, per poi approdare nel nostro Paese solo a gennaio 2020 su Sky Atlantic. Circa un anno dopo arriva la Stagione 2, tratta da "La lama sottile", secondo volume della trilogia, a partire dal 16 novembre 2020 sui network d'oltreoceano. In Italia Sky ha giustamente deciso di accorciare i tempi, inserendo i nuovi episodi di HIs Dark Materials nel suo palinsesto a partire dal 21 dicembre prossimo.

Noi, grazie a HBO, abbiamo potuto vedere la bellezza di 5 episodi (su otto totali) in anteprima, e ad embargo scaduto possiamo finalmente raccontarvi le nostre sensazioni su di un prodotto che conferma la sua efficacia, dimostrando di crescere ed evolversi nel giusto modo.

La lama sottile

Adattare un'opera come Queste Oscure Materie non era facile: i romanzi di Phillip Pullman costruiscono, pagina dopo pagina, un universo complesso e affascinante in cui teologia, filosofia e religione si uniscono in un'epopea peculiare e sofisticata, senza dubbio annoverabile tra i migliori fantasy dell'era moderna. Già la prima stagione di His Dark Materials aveva secondo noi centrato il proprio obiettivo, con qualche rinuncia sul piano del rapporto tra materiale cartaceo e adattamento, ma pur sempre efficace e supportato da eccezionali valori produttivi.
Con la stagione 2, sulla carta, le cose non potevano che complicarsi. Col passare dei capitoli, e dei volumi, la transizione da La bussola d'oro a La lama sottile segna un poderoso passo in avanti nel ritmo degli eventi, nelle rivelazioni e nell'impianto stesso del worldbuilding. Lo stesso avviene anche nel passaggio dal secondo libro al terzo (Il cannocchiale d'ambra), ma questo sarà un discorso da affrontare solo col sopraggiungere delle prossime stagioni.

L'universo creato da Pullman, in questi nuovi episodi, si amplia e si infittisce, espone chiaramente le sue regole e smuove con decisione il racconto verso colpi di scena preziosi e importanti. E, con nostro grande piacere, la serie co-prodotta da HBO e BBC lo fa nel migliore dei modi.

Verso nuovi mondi

Sin dai primissimi minuti del primo episodio, che ci porta negli istanti immediatamente successivi alla decisione di Lyra di varcare il portale aperto da suo padre, Lord Asriel (James McAvoy), si intuiscono i tanti pregi che abbiamo piacevolmente ritrovato anche nelle puntate successive di questa stagione: His Dark Materials 2 è un prodotto ancor più ambizioso dell'edizione precedente, perché traspone fedelmente su schermo le meraviglie cui Pullman ci ha abituato nella sua saga letteraria, pur modificandone leggermente la scrittura per adeguarla al meglio ai ritmi della serialità televisiva: è il caso del misterioso lord Charles, che nei libri è protagonista di un colpo di scena che nella serie non esiste, perché gli sceneggiatori hanno preferito introdurlo nel racconto sin dalle origini dello show.

Nonostante qualche differenza, dunque, anche in questa stagione l'adattamento si mantiene quasi totalmente fedele alla controparte originale, dimostrandosi efficace e rispettoso dei canoni imposti dai romanzi e soprattutto di alto livello. Sono pochissime le rinunce, e quasi tutte superflue; sono molte le aggiunte, in termini puramente narrativi, che dalle sequenze più piccole a quelle più significative espandono e approfondiscono quei passaggi che nella saga letteraria forse avrebbero meritato una distensione maggiore.

C'è inoltre una dimensione ancor più epica che nella stagione 1, sorretta da un impianto scenico poderoso, da una scenografia ben costruita e da un reparto di effetti visivi di prim'ordine. Nella modellazione degli animali portati in vita dai daimon, ad esempio, gli sforzi produttivi di HBO si confermano eccellenti, e alle stesse creature peraltro viene concesso finalmente più spazio in termini narrativi, con alcuni momenti che ci permettono di capire meglio il legame che sussiste tra gli umani del mondo di Lyra e i loro preziosi compagni spirituali.

Gran parte dei meriti, in ogni caso, sono da ricercarsi (oltre che nella penna degli sceneggiatori, appassionati veri del materiale d'origine) anche nel talento sconfinato di un cast solidissimo. Dai due giovani protagonisti, la bravissima Dafne Keen e il sorprendente Amir Wilson, all'istrionica Marisa Coulter della splendida Ruth Wilson. Con un Lin-Manuel Miranda, il simpatico e coraggioso Lee Scoresby, d'eccezione.

His Dark Materials - Stagione 2 Stando alla visione dei primi 5 episodi, la nuova stagione di His Dark Materials promette di essere di gran lunga superiore alla precedente. Sia in termini scenici e produttivi, sia soprattutto per quanto concerne la gestione narrativa, che segue quasi alla lettera le pregevoli pagine del romanzo di Phillip Pullman. A partire dal prossimo 21 dicembre, su Sky Atlantic, non potete assolutamente perdervi un gioiello del fantasy contemporaneo, e se non avete ancora guardato la prima stagione vi invitiamo a recuperarla: vi stupirà.