His Dark Materials: Recensione dei primi 4 episodi della serie HBO

Abbiamo visto in anteprima 4 episodi di His Dark Materials, in arrivo il 1 gennaio su Sky Atlantic: la serie conferma la sua grande qualità.

recensione His Dark Materials: Recensione dei primi 4 episodi della serie HBO
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A Lucca Comics & Games 2019 avevamo potuto visionare in anteprima mondiale il primo episodio di His Dark Materials, trasposizione seriale della trilogia di romanzi di Philipp Pullman. Già in occasione di quell'incontro abbiamo potuto constatare la qualità e il potenziale della serie TV, ma anche la fedeltà di adattamento rispetto al materiale cartaceo.

Sono trascorse alcune settimane da allora e, intanto, HBO e BBC hanno dato il via alla trasmissione oltreoceano (in Italia His Dark Materials debutterà su Sky Atlantic il 1 gennaio 2020): su gentile concessione dell'emittente americana abbiamo avuto accesso ad altre tre puntate in anteprima rispetto alla messa in onda italiana. Tra queste c'era anche l'episodio 1x04, che sarà trasmesso solo nei prossimi giorni. Vi racconteremo, senza spoiler sulla trama di Queste Oscure Materie, perché la serie merita di essere vista.

Un mondo parallelo al nostro

Anzitutto è opportuno riordinare un po' le idee e ricapitolare una trama che potrebbe sembrarvi complessa di primo acchito. Come ogni fantasy che si rispetti, His Dark Materials ha le sue regole ed è necessario tenerle bene a mente: siamo in un mondo parallelo al nostro, di matrice vagamente steampunk, in cui gran parte del mondo civilizzato è controllato dall'ombra del Magisterium.

Si tratta di un'istituzione di stampo ecclesiastico, che schiaccia i valori della libertà e della conoscenza sotto un sostrato di dogmi, violenza e controllo. Per intenderci, la storia si apre con un uomo in fuga, Lord Asriel, che porta sua nipote Lyra (una neonata ancora in fasce) sulla soglia del Jordan College di Oxford invocando il Rifugio Accademico. Asriel chiede al Maestro di tenere la piccola sotto la propria ala protettrice, poiché ad attendere la protagonista ci sarà un destino quanto mai oscuro dettato da un'antica profezia. Gli anni passano e Lyra è ormai una dodicenne curiosa e pestifera, che passa il tempo tra studio e scaramucce nei corridoi del Jordan College, ma l'ombra del Magisterium incombe quando già il primo episodio ci mette di fronte alle principali regole del suo worldbuilding: l'esistenza di mondi paralleli a quello in cui si svolge il racconto, una sostanza misteriosa chiamata Polvere che sembra alimentare la vita stessa, e appunto la minaccia del Magisterium, che vuole tenere segreta la presenza di altri mondi. In questo primo e fondamentale blocco narrativo emerge anzitutto una rilettura affascinante e coraggiosa del "mito oscuro" della Chiesa, che si mescola ad altre frange del genere dando vita ad un fantasy alternativo e piacevole, che soltanto nel corso delle puntate svela appieno tutte le potenzialità del suo worldbuilding, così come la tematica del viaggio applicato al concetto di formazione. Due elementi che costituiscono il cuore pulsante di tutta l'opera: la crescita.

Un adattamento che si prende le giuste libertà

Se avete letto la saga di romanzi di Pullman saprete già, in linea generale, che cosa vi aspetta nei successivi episodi di His Dark Materials, ma sia per i neofiti sia per i fan più navigati ci saranno non poche sorprese già a partire dalla seconda puntata. Con Philipp Pullman in veste di produttore esecutivo, gli autori della serie hanno infatti svolto un'operazione di adattamento assai curata e precisa, che in qualche minuscolo frangente modifica alcuni dettagli narrativi dell'opera originale per piegare il racconto alle esigenze della produzione.

Non si tratta di nulla che rovini il senso dell'opera o la caratterizzazione dei personaggi: vedrete, semplicemente, che alcune rivelazioni potrebbero giungere per bocca di un attore piuttosto che di un altro, ma senza mai snaturare il senso originale del racconto. La serie, infatti, riesce ad ampliare i punti di vista della narrazione, che nei libri si riduce esclusivamente alla prospettiva di Lyra, scavando molto bene nella psicologia di personaggi di cui non avremmo potuto avere un profilo psicologico adeguato. È il caso della signora Coulter (una splendida Ruth Wilson), figura misteriosa e ambigua, membro di spicco di un cast che possiamo considerare promosso. Dafne Keen, che presta il volto alla protagonista, conferma tutte le sue qualità di giovane attrice emergente (ce ne aveva già dato dimostrazione nei panni di X-23 in Logan con Hugh Jackman) mentre James McAvoy impreziosisce un parco di attori di gran livello.

Tecnicamente eccelsa

Anche tecnciamente, stando a ciò che abbiamo visto in questi primi 4 episodi, His Dark Materials mette in mostra tutti i muscoli di una produzione decisamente imponente. Una qualità di messinscena, fotografia ed effetti speciali che possiamo considerare di qualità cinematografica, sugli standard visivi dei kolossal in TV come Game of Thrones (seppur il contesto, l'effettistica e la fotografia siano di gran lunga diversi).

La produzione ha lavorato benissimo con la ricostruzione digitale degli animali, che in Queste Oscure Materie rappresentano i daimon: si tratta di entità legate agli esseri umani, che assumono forme animali e condividono un legame psichico/vitale con ciascun individuo. Il legame tra umani e daimon non emerge chiaramente sin dai primi episodi, ma col progredire della narrazione si lascerà scoprire persino con qualche rivelazione e sequenze di particolare impatto, seppur sembra che la produzione non gli abbia ancora riservato un pieno spazio narrativo.

Per ricostruire i daimon, ma anche altre creature che popolano l'immaginario di His Dark Materials, HBO ha alternato l'utilizzo di modelli di animali reali con un'ottima computer grafica. Durante la serie vedrete animaletti, piccoli volatili, roditori, predatori e persino imponenti orsi polari: la ricostruzione digitale di queste creature, in particolare le loro movenze, il design e l'espressività, vi sorprenderanno non poco, poiché probabilmente una simile qualità e attenzione al dettaglio in televisione non l'avevamo mai vista. Di pari passo con una messinscena virtuosa, la scrittura vi accompagnerà in un viaggio avvincente, che pian piano svelerà gran parte delle frecce al suo arco: se già il pilota vi avrà incuriosito, quindi, non temete. Andando avanti sarà sempre meglio.

His Dark Materials - Stagione 1 Se siete tra i fortunati che hanno visto il primo episodio di His Dark Materials a Lucca, sappiate che il viaggio di Lyra si rivelerà molto più complesso e avvincente di quanto sembrava: dai corridoi di Oxford la serie vi porterà a Londra, e poi subito tra i venti gelati del Nord, presentandovi un cast sempre più ricco e talentuoso. Pian piano il worldbuilding della serie HBO mostrerà tutto il suo valore: oltre ad un'ottima messinscena e ad un comparto tecnico incredibile, sarà anche la scrittura a convincervi di tutte le potenzialità del prodotto.