House of the Dragon 1x01 recensione: un inizio che non delude

Il primo episodio dell'atteso prequel di Game of Thrones mostra sin da subito tutto ciò di cui è capace, partendo col piede giusto.

House of the Dragon 1x01 recensione: un inizio che non delude
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Dopo una lunga attesa, i fan dei romanzi di George R.R. Martin potranno finalmente tornare a Westeros. House of the Dragon è in onda su Sky e su Now TV, pronto ad aprire le danze (non a caso) in un confronto a tema fantasy con Gli Anelli del Potere. Dopo il rocambolesco finale di Game of Thrones (qui la nostra recensione del finale di Game of Thrones), questo spin-off racconta un'epoca precedente in cui i Targaryen dominavano sul mondo insieme ai loro fidati draghi. Pur concentrandosi su un periodo temporale molto ampio, questo progetto targato HBO intende riportare il franchise legato alle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco alle vette raggiunte con le prime stagioni de Il Trono di Spade.

In tal senso, lo show mostra sin da subito la stessa ambizione e lo stesso stile che ha contraddistinto il successo di GoT, salvo offrire uno sguardo più intimo e contenuto sui protagonisti delle vicende senza diluire eccessivamente le proprie trame. Come accennato nelle nostre prime impressioni su House of the Dragon, gli appassionati troveranno pane per i loro denti in un'opera visivamente superlativa e per diversi aspetti ampliativa rispetto al materiale di riferimento. Analizziamo insieme questo primo episodio.

Il regno dei Draghi

La nuova serie HBO è ambientata circa 200 anni prima rispetto agli eventi narrati in Game of Thrones: 172 anni prima della morte di Aerys Targaryen, il Re Folle, e della nascita di Daenerys, i Targaryen dominavano incontrastati su Westeros. Con l'avvicinarsi della dipartita del vecchio re Jaehaerys I, la scelta dell'erede al Gran Consiglio di Harrenhal ricade sul primo nipote maschio e non sulla figlia del primogenito. Con l'ascesa di Viserys Targaryen e la sconfitta della cugina Rhaenys, da allora nota come la Regina che non fu mai, inizia il racconto di House of the Dragon.

Il primo episodio si parte da questo importante evento per mostrare poi l'intero contesto in cui si svolgono le vicende: Viserys (Paddy Considine), ormai re, è un sovrano buono e assennato, affiancato costantemente dal proprio Primo Cavaliere, Otto Hightower (Rhys Ifans). Pur conducendo il proprio reame con giustizia e onestà, il Re è tuttavia ossessionato dalla necessità di avere un erede maschio che possa succedergli. La moglie e cugina, Aemma Arryn, ha avuto una serie di parti non andati a buon fine con la sola Rhaenyra (Molly Alcock) a far da eccezione. La sua recente gravidanza è da tutti attesa come quella giusta per prolungare la linea di successione.

L'eredità del suo casato, il mantenimento del potere e gli intrighi di corte spingono il sovrano verso decisioni difficili che segneranno il destino della sua casa per sempre. Le uniche alternative a un figlio maschio, infatti, risiederebbero nel fratello minore, il principe Daemon (Matt Smith), o nella stessa Rhaenyra, che a quel punto diverrebbe la prima donna al potere. Questo conflitto interiore porterà a una serie di conseguenze che scateneranno una guerra senza precedenti.

Con un grandissimo budget a disposizione e particolari intrecci tra i personaggi, il primo episodio di House of the Dragon si concentra quasi esclusivamente attorno alla famiglia Targaryen, costruendo scena dopo scena caratteri incredibilmente sfaccettati e solidi. Se Game of Thrones si lasciava guidare da numerosissime variabili e da costanti confronti fra i propri personaggi, questo spin-off mostra sin da queste prime battute un contesto assai familiare in cui poter trovare la propria strada.

Un solco già segnato

Centellinando grandi sconvolgimenti e preservando l'azione per il proprio prosieguo, il primo episodio della serie si concentra sulla presentazione dei personaggi e del contesto. Ciascun volto che appare su schermo è perfettamente distinguibile rispetto agli altri e mostra almeno una caratteristica per cui incuriosirsi: che siano le fragilità del Re o l'imprevedibilità del principe, tutti i personaggi appaiono saldi nel proprio ruolo e sono interpretati in maniera esemplare. Chi avrà letto Fuoco e Sangue, opera letteraria da cui è tratto questo spin-off, riuscirà a percepire la mano di Martin in ogni carattere presentato.

Concentrandosi su un contrasto interno e familiare, House of the Dragon palesa una particolare propensione alle sottigliezze e alle sfumature. A differenza de Il Trono di Spade, dunque, questa serie ricalca gli stilemi del dramma familiare con un approfondimento introspettivo e personale che la serie ammiraglia ha raramente raggiunto. Non ci si potrà certo immaginare personaggi con un carisma pari a quello di Tyrion Lannister, ma nel complesso l'opera esalta le caratteristiche dei personaggi lasciando spazio a sensazioni ben più profonde e sfaccettate. In questo, i personaggi che più spiccano in questo primo episodio sono Viserys e il fratello Daemon. Paddy Considine dà vita a un personaggio molto più umano e complesso della sua controparte letteraria, mentre Matt Smith dà fondo a tutte le sue potenzialità nel portare su schermo un elemento folle e imprevedibile. Tra le interpretazioni e la maestosità di costumi ed effetti visivi, è il comparto registico a sconvolgere in tutta la sua magnificenza. Miguel Sapochnik, già dietro la macchina da presa negli episodi più impressionanti di GoT, ha diretto questo pilota e figura come regista/produttore esecutivo per tutta la serie. Avendo visto i primi episodi in anteprima, possiamo assicurarvi che ciò che vedrete in questi primi frangenti, pur se sorprendente, è soltanto una parte di ciò che vi aspetta più avanti. Il più grande complimento che si possa fare alla serie è di somigliare, almeno nei suoi inizi, a una stagione di Game of Thrones in termini di autorialità, con l'aggiunta della mole produttiva riservata alle ultime stagioni.

Pur mancando in più parti un ritmo particolarmente intenso, dovuto soprattutto al contesto e alla quantità di dettagli da presentare, House of the Dragon sorprende per praticità e concretezza - a dimostrare quanto questo prodotto sia più guidato dalle vicende, piuttosto che dai personaggi; e questo, con Martin dietro, fa tutta la differenza del mondo in termini di resa finale.

Aspettando la Danza

In attesa dei prossimi approfondimenti, possiamo affermare con certezza che gli episodi sono estremamente densi in termini contenutistici e sono quasi tutti trasposti in maniera esaltativa rispetto all'opera di riferimento. Tolte alcune modifiche a ruoli e contesti, tutto sembra funzionare liberamente e senza l'ausilio di fronzoli o stratagemmi volti a tenere alta l'attenzione di chi osserva. House of the Dragon può veramente lasciare il segno, continuando su questa strada portata alla concretezza.

La partenza sembra davvero essere delle migliori e siamo certi che questo spin-off farà felici i fan di vecchia data e quelli dell'opera di Martin. Questo primo episodio mostra una costanza impressionante nel mantenere alti i livelli qualitativi, contenutistici e di ritmo, creando un connubio sontuoso tra messa in scena e narrazione. Nell'attesa di potervi parlare anche degli altri episodi, fateci sapere cosa pensate di questo inizio scoppiettante qui sotto nei commenti!