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I Am Not Okay With This: Recensione della nuova serie Netflix

La nuova dramedy originale di Netflix è un prodotto un po' zoppicante e derivativo, ma ha comunque un nucleo sorprendente e genuino.

recensione I Am Not Okay With This: Recensione della nuova serie Netflix
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Caro diario, si sente il bisogno di un buon teen drama, anche se magari un po' maldestro. Non è uno dei generi più in voga recentemente, nonostante alcuni picchi notevoli - rimanendo in casa Netflix basti pensare a The End Of The F***ing World. E quindi la domanda sorge spontanea: come si può proporre un prodotto in un mercato che, tendenzialmente, è focalizzato in altre direzioni?

L'unica risposta sensata è cercare, per quanto possibile, di trovare un modo, un'angolatura abbastanza originale da far spiccare la propria creatura, che può essere la nostalgia di Stranger Things, il contesto magico-mistico di Sabrina o, appunto, la presenza di elementi tipici del filone supereroistico in I Am Not Okay With This, nuova serie Netflix in uscita il prossimo 26 Febbraio. Sono numerosi gli elementi in comune con le serie sopraccitate, tanto da diventare prevedibilmente un'arma a doppio taglio. Insomma, il giochino, se non spezzato, si è quantomeno incrinato.

Quando diventa più facile?

Protagonista assoluta dello show è Sidney (una straordinaria Sophia Lillis), adolescente di una piccola cittadina americana che sta vivendo un periodo piuttosto delicato. Timida, incerta e non aiutata dai numerosi traslochi che l'hanno terribilmente condizionata nello stringere amicizie durature e significative, la sua vita viene ulteriormente turbata dall'improvviso suicidio del padre cui era molto legata.

Ed è su questo singolo avvenimento che I Am Not Okay With This si regge sul come affrontare anche a distanza di un anno una simile perdita, sul come ricostruire la propria vita e trovare nuove certezze. È un vuoto quasi impossibile da colmare e una madre comprensibilmente assente per ragioni lavorative non è un aiuto. Cosa ne può mai sapere Sidney su come vada affrontato questo lutto? La serie si concentra in maniera deliziosamente genuina su quanto ogni cosa possa apparire fuori dal proprio controllo, impossibile da razionalizzare e di conseguenza da affrontare. E la mentalità di una cittadina in cui le voci corrono non fa altro che rafforzare il sentirsi estranei, diversi, dei bizzarri scherzi della natura.

Ed in una situazione del genere, Sidney scopre casualmente di avere delle abilità sovrumane che si manifestano in momenti di estrema agitazione, paura, rabbia. Può sembrare un elemento al giorno d'oggi trito e ritrito, ma in realtà si trasforma nell'idea più brillante messa in campo dalla nuova serie Netflix.

Fino al burrascoso cliffhanger che chiude questa prima stagione, infatti, i superpoteri vengono usati al pari di una metafora, uno specchio per tutto ciò che un adolescente tormentato e afflitto non può gestire. Non per incapacità, quanto per una difficoltà di dar voce agli infiniti cambiamenti di un'età che di per sé è problematica. Una presa di coscienza lucidissima e mai scontata né banale, condita oltretutto da un pizzico mai eccessivo di black humour, dosato alla perfezione.

Qualcosa non va in me

Da questo punto di vista, il nucleo portante dello show è vivo, pulsante, dolce senza mai cadere nello stucchevole ed a tratti violentemente malinconico. I problemi di I Am Not Okay With This nascono da tutto ciò che lo circonda, a partire dai personaggi. Sidney è una protagonista splendida e reale, con cui è facile empatizzare, e forse è proprio per questo che sorprende la noncuranza riservati ai - pochi - altri attori principali.

Dina (Sofia Bryant) e Brad (Richard Ellis) sono delle macchiette stereotipate prive di originalità, Liam (Aidan Wojtak-Hissong) è una curiosa spalla comica ma, passato il suo momento sotto i riflettori, non dà molto di più, mentre Stan (Wyatt Oleff) è l'unico altro personaggio a ricevere un minimo di caratterizzazione e in effetti funziona. Però poi c'è il vuoto, un cast veramente ristretto e totalmente Sidney-centrico - scelta comprensibile per il tipo di prodotto - che purtroppo va in contraddizione con una scelta narrativa.

Senza fare spoiler, in sostanza il telefilm si apre e mostra brevemente durante le puntate quella che sarà poi la situazione conclusiva della stagione. Non c'è nulla di negativo in sé in una tecnica del genere - anche la prima stagione di Narcos: Messico l'ha impiegata. Ma unita ad un cast povero e ad una trama che, in un arco palesemente introduttivo, è ridotta all'osso, si ha lo spiacevole risultato di capire perfettamente già nei primi 5 minuti cosa accadrà. Insomma, è una scelta a nostro parere infelice che azzera la suspense e riduce drasticamente l'impatto emotivo di un finale che, sviluppato in maniera meno prevedibile, poteva invece essere davvero d'impatto.

Maldestra, allora, sembra un aggettivo adeguato per sintetizzare I Am Not Okay With This, una dramedy che deve molto ad altre serie - Stranger Things per un'atmosfera nostalgica, The End Of The F***ing World per l'umorismo un po' assurdo - ma che riesce ad avere una propria originalità grazie ad un'ottima intuizione e un messaggio meraviglioso. Peccato per alcuni personaggi secondari che non riescono a spiccare e per una narrativa zoppicante.

I Am Not Okay With This I Am Not Okay With This è, in estrema sintesi, un prodotto certamente interessante, seppur a tratti zoppicante e derivativo. Deve molto, infatti, ad alcuni congeneri per umorismo ed atmosfera, e a volte il debito nei loro confronti è fin troppo evidente. E specialmente a livello narrativo troviamo discutibili alcune scelte, che insieme ad un cast povero azzerano quasi totalmente la suspense di un cliffhanger dignitoso. Ma la protagonista assoluta rimane lei, Sidney, e su questo la serie non sbaglia un colpo: un personaggio meraviglioso, sfaccettato, complesso e il modo in cui i suoi traumi sono stati trattati, tra monologhi penetranti e qualche risata dovuta ad un sapiente black humour, è dolcemente genuino. In più, l'utilizzo brillante delle componenti supereroistiche è la chiave di volta per distanziare I Am Not Okay With This da quelle serie cui deve un po' troppo.

6.5