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I Favoriti di Mida Recensione: la nuova miniserie thriller spagnola Netflix

La serie ci trasporta in una Madrid contemporanea dove una setta occulta sembra aver intenzione di tenere sotto scacco la città.

recensione I Favoriti di Mida Recensione: la nuova miniserie thriller spagnola Netflix
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La piattaforma di streaming Netflix, forte anche del successo di numerose serie iberiche, su tutte la Casa di Carta, ci propone un nuovo show spagnolo, tratto dal racconto The Minions of Midas di Jack London, in cui vedremo il protagonista Victor Genovés, interpretato da Luis Tosar (attore che probabilmente il grande pubblico ricorderà per la sua interpretazione nel film Cella 211) nei panni di un importante uomo d'affari alle prese con un ricatto.

L'opera, composta da sei episodi della durata di circa 50 minuti, è una delle prime novità Netflix di novembre e riesce ad intrattenere non solo grazie a un intreccio narrativo capace di spaziare con disinvoltura dal drammatico al thriller, ma anche per la forte connessione con la nostra attualità.

Una richiesta pericolosa

Nella Madrid contemporanea, un benestante uomo d'affari a capo di una testata giornalistica riceve da quella che sembra essere una sorta di setta - I Favoriti di Mida del titolo - una lettera in cui gli viene chiesto di effettuare un'imponente versamento di denaro sui loro conti (50 milioni di euro) per evitare che alcune vittime civili vengano eliminate senza preavviso nel caso di mancato pagamento. Il protagonista delle vicende, tale Victor Genovés, dapprima restio nel prendere sul serio la particolare minaccia, presto capisce di trovarsi di fronte a degli avversari implacabili e mobilita quindi la polizia nel tentativo di provare a fermare lo spietato, quanto potente gruppo che agisce nell'ombra. Il primo merito della serie è quello di riuscire a narrare il presente senza trincerarsi dietro un buonismo accomodante, mostrando una Madrid in tumulto per le varie rivolte popolari, scaturite da un malcontento diffuso riguardo la classe politica, che fin da subito darà l'idea di una società civile pronta ad esplodere da un momento all'altro.

In questo clima di crescente tensione, Victor si ritroverà a gestire una situazione tutt'altro che semplice, dato che di lì a poco la posta in gioco diverrà sempre più alta e la presunta setta assumerà i connotati di un vero e proprio gruppo terroristico dedito a destabilizzare la società con ogni mezzo a propria disposizione. I Favoriti di Mida, sempre attenti nel comunicare le loro reali intenzioni al protagonista, non esiteranno infatti a farlo sentire partecipe dei loro crimini, ponendogli di volta in volta dei numerosi ultimatum di cui dovrà per forza farsi carico. Fin dall'inizio, infatti, il gruppo si prefigge l'obiettivo di eliminare una persona qualunque, a cadenza regolare, fin quando non riceverà l'immensa somma di denaro richiesta.

L'opera mette così in scena una disperata lotta contro il tempo per tentare di fermare un gruppo all'apparenza implacabile, desideroso di portare avanti i propri piani occulti senza però mai mostrarsi in prima persona. La serie, scegliendo consapevolmente di puntare su un ritmo lento e ragionato, riesce comunque a intrattenere per tutta la sua durata grazie a una costruzione della tensione ben congegnata, che non vedrà solo il protagonista, ma anche tutti i comprimari presenti, intenti nel venire a capo di quello che in realtà assumerà le sembianze di un enigma irrisolvibile.

Buona la caratterizzazione di tutti i personaggi, visto che nel corso dell'opera avremo modo di approfondire la psicologia di molti di essi, partendo da Victor e dalle sue paranoie, fino ad arrivare ai suoi numerosi colleghi, spesso semplicemente incapaci di avere una chiara visione d'insieme del tutto. Tra i difetti che ci sentiamo di segnalare possiamo comunque indicare una certa ripetitività di fondo di alcuni passaggi, come la voce fuori campo che ci descrive i messaggi della setta, che concluderà sempre e comunque con l'enunciare il nome della stessa.

Escalation senza fine

La narrazione soddisfa non solo per la buona gestione della componente thriller, quanto per una propensione nel mostrare anche le numerose dinamiche che comportano la direzione di un giornale. Victor Genovés, infatti, oltre a gestire la spinosa questione de I Favoriti di Mida, dovrà anche fare i conti con i suoi soci in affari, che talvolta punteranno ad estrometterlo dall'attività di cui è a capo per ottenerne il pieno controllo. La società segreta che lo ha preso di mira non gli darà comunque un attimo di tregua, portandolo a dubitare di tutto e tutti, senza mai avere alcun punto fermo su chi o cosa sia la reale minaccia da affrontare.

La forza maggiore della serie creata da Mateo Gil e Miguel Barros risiede in realtà nella costruzione di un gruppo criminale strutturato come un'organizzazione eterea e intangibile, che fin dal primo minuto sorprenderà gli spettatori per la potenza di fuoco virtualmente incalcolabile su cui potranno fare affidamento, tale da rendere i loro omicidi indistinguibili da tragiche fatalità quotidiane.

L'affrontare l'ignoto in completa solitudine diverrà così una delle tematiche preponderanti dell'intera opera, dato che Victor, nonostante sia animato da un'etica professionale invidiabile, si ritroverà a gestire buona parte di tutte le soluzioni più difficili da solo, talvolta non sapendo bene come muoversi. Emblematiche da questo punto di vista le numerose sequenze in cui lo vedremo osservare in silenzio l'ambiente che lo circonda, così come la sua città, da ampie vetrate, quasi a testimoniare l'enorme peso che il protagonista dovrà portare fin dall'inizio sulle sue spalle, in cui ogni decisione sbagliata potrebbe in realtà portare alla morte di un innocente.

L'opera risulta solida anche da un punto di vista tecnico, attraverso una regia funzionale al tipo di storia raccontata, capace di puntare anche su movimenti di macchina lenti e ragionati piuttosto che sulla frenesia dell'action, pur conservando una fotografia molto impattante dal punto di vista visivo, soprattutto nelle sequenze in interni. Molto buono anche il modo con cui sono state gestite le sequenze maggiormente violente, non puntando mai su un taglio splatter ma comunque mostrando il sangue quando necessario, restituendo un buon grado di fisicità durante i momenti maggiormente concitati, seppur presenti in minima parte all'interno dell'opera.

I Favoriti di Mida I Favoriti di Mida risulta una serie solida e ben confezionata, capace di prendersi tutto il tempo necessario per raccontare una storia impostata su un ritmo in crescendo, che porterà gli spettatori a immedesimarsi sempre di più nel groviglio esistenziale vissuto da Victor e da tutte le persone a lui vicine. Peccato solo per una certa ripetitività di fondo di alcuni passaggi, comunque non in grado di inficiare la qualità generale dell'opera.

7.8