I Medici 3: la recensione del finale di serie

La stagione conclusiva della serie prodotta da RAI segna l'epilogo per Lorenzo il Magnifico, ma non convince pienamente.

recensione I Medici 3: la recensione del finale di serie
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Si chiude un altro cerchio, quello de I Medici. Una serie che, dopo una prima stagione promettente e coraggiosa, non ha saputo confermare fino in findo tutte le potenzialità del progetto. Giunta alla terza stagione, diffusa in prima TV mondiale sui canali RAI, la produzione è giunta al suo epilogo, mettendo un punto sulle vicende di Lorenzo il Magnifico (Daniel Sharman) e su una ricostruzione della Firenze Rinascimentale che non ci ha lasciati completamente soddisfatti. Tutti gli episodi de I Medici - Nel nome della famiglia sono già disponibili sulla piattaforma streaming RaiPlay, ma entro fine dicembre si aggiungeranno anche al catalogo serie TV di Amazon Prime Video.

Nel nome della famiglia

C'è da fare una premessa fondamentale: la seconda stagione de I Medici non aveva brillato per messinscena e qualità della scrittura, soprattutto aveva sfoggiato una cura per l'immagine piuttosto grossolana e scandita da qualche momento eccessivamente amatoriale.

Tutto sommato, però, l'intreccio narrativo risultò avvincente, e soprattutto culminò in una buona rappresentazione di uno dei momenti clou di tutta la vita di Lorenzo il Magnifico: la Congiura dei Pazzi e la morte di suo fratello, Giuliano de Medici. E la terza season riparte proprio da qui: dal dolore del protagonista, qualche mese dopo il folle attentato ai signori di Firenze.

Dal suo sentimento di vendetta, mai sopito, nei confronti di chi ha orchestrato il massacro: perché se c'è un elemento che la serie vuole ribadire con forza è l'umanità di Lorenzo. "Un principe tra gli uomini", è vero, ma anche una figura ambigua, tormentata, divisa tra l'affetto della sua famiglia, i suoi doveri politici e le sue ambizioni personali. Il Magnifico fu figura politica, uomo di guerra, ma anche letterato, intellettuale, amante dell'arte. Un filantropo e sostenitore del Rinascimento che, sotto la sua reggenza, contribuì a diffondere la cultura e la bellezza a Firenze e in Italia: ma è un aspetto, questo, che gli sceneggiatori della fiction non hanno fatto emergere fino in fondo, concentrandosi ora sulle irruenze e gli amori giovanili di Lorenzo nella season 2, ora sulle sue manovre politiche per preservare la sua presa su Firenze nella season 3.

Gli ultimi 8 episodi, infatti, possono essere divisi in due archi narrativi ben distinti: da un lato l'elezione del nuovo papa, che va di pari passo con il percorso di vendetta del Magnifico, intenzionato ad eliminare l'unico superstite della Congiura, il conte Riario. Quest'ultimo, dal canto suo, rivaleggia con il personaggio di Daniel Sharman per ottenere il favore della curia ed estendere le sue mire espansionistiche e ambiziose su tutta l'Italia.

Il secondo arco narrativo, invece, porta in auge il declino di Lorenzo e la sua ultima battaglia: lo scontro ideologico con Girolamo Savonarola (Francesco Montanari). Inizialmente consigliere spirituale del Magnifico, poi predicatore e fomentatore politico delle folle, il religioso divenne un aperto ostile nei confronti della famiglia Medici, accusata dal frate di corruzione e peccato.

La sua lotta con Lorenzo per strappare Firenze dall'oligarchia del consiglio dei Dieci, destituendo la nobiltà cittadina per restituire il potere al popolo, scandisce l'ultima fase di vita del protagonista, che saluta il suo pubblico (così come la serie) dopo un successo televisivo travolgente, con ascolti capaci di eguagliare e superare anche i colossi più imponenti del palinsesto serale RAI.

Tra storia e fiction

A nostro parere la terza stagione de I Medici porta con sé un problema fondamentale: il ritmo, associato alla qualità della scrittura. Abbandonando i dilemmi amorosi da soap opera della seconda season, Nel nome della famiglia si concentra quasi esclusivamente sulla dimensione politica da un lato e sul conflitto interiore dovere-famiglia di Lorenzo dall'altro.

Sulla carta sono elementi che avrebbero dovuto innalzare l'asticella qualitativa dello show, "nobilitandone" la sceneggiatura rispetto agli intrighi mostrati nei precedenti episodi. Ma nel mezzo, purtroppo, abbiamo riscontrato un intreccio molto meno avvincente che nelle passate iterazioni, una trama lenta e un po' troppo priva di mordente, ma soprattutto una scarsa attenzione nell'evoluzione dei personaggi e la solita, grossolana messinscena che avvicina I Medici alle produzioni storiche di serie B piuttosto che ad un grande esponente del genere.

Nel mix tra l'essere docu-fiction e storia romanzata, purtroppo, è preponderante la seconda direzione, con diverse storpiature storiche e una direzione tecnico-artistica non proprio memorabile. Tra montaggi eccessivamente frettolosi, una regia poco attenta e un cast non del tutto convincente (solo i protagonisti, a parer nostro, si sono calati a dovere nella parte), I Medici si conclude senza aver pienamente portato a termine la missione che si prefissava la prima season con Richard Madden e Dustin Hoffman: un prodotto ambizioso, seppur acerbo e bisognoso di crescere, che voleva scrivere una pagina di storia del panorama italiano.

La crescita, purtroppo, non è avvenuta, complice una sceneggiatura superficiale e un'estetica di scarso impatto. Il sottotitolo italiano della serie è "Nel nome della famiglia", quello internazionale è "Il potere e la bellezza". Di potere ne abbiamo visto tanto, di bellezza poca: d'altronde, rispetto alla Stagione 1, la figura politica di Lorenzo non si è sposata bene con quella di uomo di cultura e amante d'arte, tant'è che il ruolo degli artisti e degli intellettuali (Botticelli, Leonardo, Michelangelo, Machiavelli) è stato ridotto all'osso e relegato a personaggi di scarso spessore.

Seppur non perfette, le avventure di Cosimo il Grande avevano ben rappresentato il legame romantico e affascinante tra signore e intellettuale che confluivano nel personaggio di Richard Madden - in tal senso, l'opera di costruzione della cupola del Duomo di Firenze fu una delle fasi più convincenti della serie. Tutto questo, nel Lorenzo di Sharman, non è emerso, o comunque è stato insufficiente.

I Medici 3 - Il Potere e La Bellezza Ne "Il nome della famiglia", terza stagione della serie RAI I Medici, c'è più attenzione sulla vita politica di Lorenzo il Magnifico, su cui ci saremmo aspettato un focus maggiore anche per quanto riguarda il suo rapporto con l'arte e la Firenze intellettuale. Il vero problema della season 3 è però, oltre che nella messinscena, nella scrittura di trama e personaggi, confezionati in un intreccio poco omogeneo e non troppo avvincente. C'è rammarico per ciò che avrebbe potuto essere un progetto di tale portata, ma nel complesso possiamo quanto meno ritenere sufficiente l'operazione nel suo complesso: con un linguaggio popolare, seppur molto acerbo e poco nobile, I Medici ha fatto portato nelle case degli italiani il fascino e la storia di uno dei massimi periodi del Rinascimento. Un intento che il pubblico, a quanto pare, ha apprezzato, visto il successo della serie nonostante le evidenti debolezze tecniche.

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