Il Commissario Montalbano: Recensione dell'episodio Salvo amato, Livia mia

L'iconico commissario di Rai 1 sta per tornare con i nuovi episodi ispirati ai racconti di Andrea Camilleri. Ne abbiamo visto uno in anteprima.

recensione Il Commissario Montalbano: Recensione dell'episodio Salvo amato, Livia mia
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Quando svolta con qualità, la fiction italiana va supportata perché regala soddisfazioni. È un industria in cui il servizio pubblico è cresciuto esponenzialmente arrivando a concepire progetti recentissimi come L'amica geniale, che ha sancito una bella svolta nel processo di maturazione creativa del palinsesto televisivo nostrano. La serialità targata Rai Fiction ha saputo innovarsi anche in precedenza, riscrivendo a suo modo il crime con operazioni come Rocco Schiavone e Il Cacciatore. Insomma, qualcosa sta cambiando.

Ma ci sono quei prodotti che da vent'anni resistono alla grande, perché sinonimi di garanzia e affidabilità: uno di questi è Il Commissario Montalbano, per il quale il pubblico italiano ha sempre nutrito un grande affetto, rispondendo con forza ad ogni appuntamento con i nuovi film TV firmati dallo staff di Alberto Sironi. Per il personaggio televisivo interpretato da Zingaretti e per la figura letteraria di Andrea Camilleri. Abbiamo visto in anteprima il primo dei nuovi episodi, in arrivo su Rai 1 dal 9 marzo (e a fine febbraio al cinema) e vi abbiamo ritrovato quella freschezza che contraddistingue la serie dal 1999. Storie di gialli, di vita quotidiana, di tragedie e commedie in una Sicilia popolare e universale. Storie raccontate con intelligenza e leggerezza.

Salvo amato, Livia mia

Dicevamo che il Montalbano di Zingaretti torna a marzo su Rai 1: il 9, per la precisione, con l'episodio "Salvo amato, Livia Mia", e il 16, con l'episodio "La rete di protezione". "Salvo Amato, Livia Mia" sarà anche trasmesso al cinema dal 24 al 26 febbraio con un evento di tre giorni grazie alla collaborazione tra Rai Fiction e Nexo Digital. Le due nuove puntate incentrate sulle indagini del commissario di Vigata avranno un sapore particolare, dolceamaro per tutti gli appassionati della fiction: saranno le prime dalla scomparsa di Andrea Camilleri e porteranno la firma di Luca Zingaretti alla regia. L'attore romano ha infatti preso le redini del progetto in seguito all'improvvisa scomparsa di Alberto Sironi nel 2019, mettendo la firma per la prima volta anche come regista, oltre che attore protagonista.

L'esperimento è a nostro parere pienamente riuscito: Montalbano è lo stesso di sempre e ci conduce già dal primo episodio in un universo affascinante, popolare ma sempre attuale. Come dicevano, abbiamo visto "Salvo Amato, Livia Mia", un adattamento decisamente particolare: il film si ispira all'omonimo racconto, prendendone parzialmente le distanze e trasponendo un'altra celebre storia di Camilleri, intitolata "Il vecchio ladro".

Peraltro, "Salvo amato, Livia mia" è - in versione originale - una storia epistolare, in quanto il racconto si sviluppa attraverso una corrispondenza scritta tra il protagonista e la sua eterna fidanzata Livia; altra differenza rispetto al film in arrivo il 9 marzo su Rai 1 è che Montalbano aiuta la sua amata a risolvere un caso "a distanza", visto che il delitto si consuma molto lontano da Vigata. Gli autori hanno invece deciso di ambientare la trama nell'iconica cittadina siciliana, ma lo spirito della scrittura di Camilleri permane con forza.

Un omicidio agli archivi comunali

Mentre si barcamena in un innocuo caso di furto, in cui è coinvolto lo scapestrato figlio della sua governante, il mitico commissario si ritrova per le mani un caso drammatico: il cadavere di una giovane donna, amica di vecchia data proprio di Livia, viene trovato martoriato tra i corridoi degli archivi comunali.

Ma la ragazza non avrebbe dovuto essere lì, poiché l'edificio era chiuso per lavori di ristrutturazione: Attraverso la sua fitta rete di indagini, e ovviamente con l'ausilio della sua storica squadra composta da Mimì Augello e Fazio, Montalbano scoprirà la complicata vita della povera Agata, i suoi segreti e quelli delle persone che frequentava la vittima. E ad essere centrale nella risoluzione del caso, questa volta, sarà proprio il bizzarro legame con un personaggio che, sin dai primi minuti del film, darà diversi grattacapi al burbero commissario.

Montalbano è dunque sempre tutto qui: nelle straordinarie location, supportate da una fotografia affascinante e fuori dal tempo, nel dipinto di una realtà popolare e folkloristica come quella di Vigata, nel carisma del protagonista e del suo monumentale interprete così come di tutto il cast (sia storico che nuovo). Ma è soprattutto nella scrittura, che risplende orgogliosamente delle linee guida tracciate dal compianto Camilleri: un racconto che unisce tutta la drammaturgia di un giallo sopraffino alla leggerezza di un poliziesco popolare, viaggiando costantemente sul filo di una commedia leggera e piacevolmente scorrevole.

Il Commissario Montalbano Il Commissario Montalbano tornerà con due nuovi episodi, mentre un terzo (già girato) verrà trasmesso su Rai 1 nel 2021. Intanto Luca Zingaretti deciderà se raccogliere l'eredità di Alberto Sironi, e adattare così gli ultimi romanzi di Andrea Camilleri, o se chiudere prematuramente la serie. Noi ci auguriamo la prima ipotesi: lo Zingaretti regista non si è dimostrato inferiore a quello attore, dirigendo magistralmente le nuove puntate della fiction dopo la scomparsa di Sironi. "Salvo amato, Livia mia" conferma tutti i punti di forza della serie italiana, ma anche dello straordinario universo creato da Camilleri. Una galassia di semplicità e leggerezza, capace di raccontare la contemporaneità con la solita maestria di un narratore fuori dal tempo.