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Insatiable 2: recensione della seconda stagione della serie Netflix

Recensione della seconda stagione di Insatiable, la serie tv Netflix con protagonista la pericolosa reginetta di bellezza Patty Bladell.

recensione Insatiable 2: recensione della seconda stagione della serie Netflix
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Dopo aver analizzato il primo episodio della seconda stagione di Insatiable, che ci ha colpito positivamente soprattutto per i passi avanti effettuati rispetto al passato, siamo ora pronti per recensire l'intera Stagione Due che, seppur non perfetta, ha smussato i difetti di Insatiable Stagione 1, senza però fare quel salto di qualità che probabilmente vari fan attendevano speranzosi. Non resta che tuffarci ancora una volta nel mondo - all'apparenza perfetto - di Patricia "Patty" Bladell, una reginetta di bellezza con più di qualche (oscuro) segreto da nascondere.

Sono una brava persona

L'autrice della serie Lauren Gussis, resasi probabilmente conto della piattezza contenutistica della prima stagione, ha pensato di movimentare un po' l'intreccio narrativo puntando (sicuramente più che in passato) su un lato smaccatamente crime, seppur all'interno della dimensione dark comedy.
Il mettere Patty a confronto con alcune situazioni al limite (come l'occultamento di cadaveri), risulta infatti un espediente vincente capace di catturare in maniera efficace l'attenzione dello spettatore.

Allo stesso modo, il personaggio di Bob Armstrong - agente di Patty e avvocato - risulta un coprotagonista ancora più ispirato che in passato, grazie soprattutto alla sua personalità irriverente che in molti casi lo porta a minimizzare i disastri compiuti dalla sua pupilla.

I primi episodi della serie, che assumono per certi versi anche i toni della detective teen story - dato che compare all'improvviso un misterioso serial killer intenzionato a uccidere le varie miss - risultano tra i più avvincenti della stagione, grazie a un riuscito mix di numerose influenze stilistiche capaci di spaziare dal crime alla commedia.

Dopo un inizio col botto, purtroppo, il ritmo della serie cala in maniera significativa per tutta la parte centrale; i vari comprimari che ruotano attorno a Patty, alcuni dei quali sospettosi nei suoi confronti, non riescono a risultare incisivi più di tanto, portando l'intero impianto crime a vacillare in numerose occasioni.
Da questo punto di vista si sarebbe potuto fare molto di più, visto che il personaggio di Nonnie, la migliore amica di Patty che sogna di diventare poliziotto, per quanto caratterizzata abbastanza bene, si configura in realtà come l'unico personaggio capace di porsi delle domande su quanto stia accadendo lì intorno.

Patty, infatti, che via via inizia a collezionare un numero sempre più alto di omicidi, riesce comunque a farla sempre franca in un modo a tratti semplicistico.
Per quanto la serie non sia impostata su un registro particolarmente serioso, una maggiore attenzione verso determinati punti chiave avrebbe sicuramente giovato all'intera serie, dato che in alcuni momenti, dove la suspense dovrebbe avvertirsi in modo elevato (come ad esempio quando la protagonista usa il cellulare di una sua vittima per sviare le indagini) non si avverte il minimo grado di tensione. Molto divertente invece la caratterizzazione di quasi tutte le miss, descritte spesso come ragazze arriviste e meschine disposte a tutto pur di vincere il primo premio del concorso, a cui sembra addirittura non importare nulla della dipartita delle proprie colleghe.
La dualità diventa così uno dei temi portanti di questa seconda stagione; le varie miss, tutte ragazze bellissime fuori - ma brutte dentro - non sono nient'altro che lo specchio di quello che è realmente Patty, un personaggio così impegnato ad apparire perfetto esteriormente da dimenticarsi di tutto il resto.

Essere migliori

Se la parte centrale risulta quindi il vero punto debole di questa seconda stagione, sia l'inizio che la fine della serie risultano invece ben realizzati.
L'opera in alcuni punti presenta anche qualche trovata divertente, tra cui una spassosa scena di combattimento in cui la protagonista usa la capoeira - la famosa arte marziale brasiliana - per avere la meglio sui suoi avversari.
Molto spassosa anche la sequenza in cui Nonnie utilizza un oggetto del tutto singolare (non vi diciamo quale per non rovinarvi la sorpresa) per sventare l'attacco di un criminale.

Ben gestito anche l'arco narrativo dedicato a Bob, che da un certo punto in poi deciderà di dare una svolta definitiva alla sua vita arrivando a competere con una sua vecchia conoscenza per dimostrare a tutti quanto vale.
Seppur il mistero dietro al serial killer delle miss venga infine risolto in modo a tratti semplicistico, la fine della serie riesce finalmente a rendere Patty consapevole delle proprie azioni, così da farle guadagnare una sua identità specifica spesso gestita in maniera un po' confusionaria durante i vari episodi.

Il concorso di Miss American Lady diventa quindi per la protagonista il momento perfetto per fare i conti con la sua vera natura, per troppo tempo tenuta nascosta a tutti per paura delle conseguenze.
Lo stesso rapporto tra Patty e il cibo viene qui gestito in maniera maggiormente incisiva rispetto al passato, puntando l'attenzione sul fatto che la fame insaziabile della protagonista è, prima di tutto, un disturbo psicologico piuttosto che fisico.

Insatiable La seconda stagione di Insatiable, seppur non perfetta, risulta capace di intrattenere lo spettatore grazie a un inizio esplosivo e a un finale ben orchestrato.Peccato solo per la parte centrale della serie, eccessivamente lenta e priva di guizzi creativi particolarmente interessanti. I passi avanti compiuti rispetto alla prima stagione sono comunque notevoli; la speranza è quindi quella di vedere una terza stagione ancora migliore, così da mostrarci la definitiva presa di coscienza di Patty riguardo la sua vera - quanto inquietante - natura.

7