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Insatiable: recensione della nuova serie Netflix Recensione

Se non fosse stato per l'atmosfera mediatica, probabilmente Insatiable non avrebbe avuto tanta attenzione e sarebbe passata inosservata.

recensione Insatiable: recensione della nuova serie Netflix
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Lo scorso 10 Agosto, dopo un lungo e controverso seguito mediatico, Insatiable è finalmente approdata su Netflix. Dalla mente di Lauren Gaussis, conosciuta come produttrice e scrittrice per Dexter, Insatiable racconta la storia di Patty (Debby Ryan), vittima di bullismo perché grassa, diventata magra dopo settimane passate con la mandibola letteralmente cablata dopo aver ricevuto un pugno in faccia. Co-protagonista è Bob Armstrong (Dallas Roberts), avvocato e mentore per concorsi di bellezza, che perde la sua reputazione perché falsamente accusato di aver molestato una delle sue ragazze. Nel primo episodio, come abbiamo visto nel first look, Insatiable stabilisce un parallelo tra le due storie, rendendo Patty l'unica speranza di redenzione per Bob, e viceversa, e nel corso della serie vedremo come entrambi affronteranno diversi problemi di identità e di relazione con gli altri. I toni di Insatiable sono sopra le righe e consapevoli, ma molto spesso la serie ne perde il controllo e fatica a reggere le redini della storia che vuole raccontare.

Insatiable è un prodotto mediocre

Sia chiaro, Insatiable non avrebbe mai attirato così tanta attenzione se non avesse fatto indossare a Debby Ryan un ‘fat suit' e se nel trailer non si fosse data esclusiva attenzione al personaggio di Patty e alla sua vendetta. Infatti, non solo Patty rappresenta solo la metà della storyline (e anche quella meno interessante), ma l'idea di vendetta viene spesso abbandonata, alcune volte dimenticata, e poi ripresa quando più conviene per far andare avanti la storia. Insatiable non è cattivo, è semplicemente mediocre. I personaggi non seguono un arco narrativo, non imparano mai dalle proprie azioni e non c'è evoluzione: è tutto un susseguirsi degli stessi atteggiamenti, un serpente che si morde la coda. Per questo dopo pochi episodi si rischia di perdere completamente l'interesse per ognuno di loro. Non solo, ma i vari discorsi introspettivi tra i personaggi, che creano momenti di crescita e che sembrano comunicare direttamente con il pubblico, si perdono nella totale inaffidabilità di chi li pronuncia.
Insatiable vuole essere sopra le righe ed imprevedibile, creando situazioni inverosimili e portandole al limite. Purtroppo, però, non sa gestirle molto bene e diventa molto spesso una parodia di se stesso. La serie decide arbitrariamente quali elementi prendere sul serio e quali no, dando ai personaggi totale autonomia di cambiare idea a seconda di quale decisione venga a loro più comoda. Insatiable lavora, quindi, su due livelli: da una parte c'è la comicità stravagante e assurda, dall'altra tenta di comunicare dei valori al suo pubblico. In questo, Insatiable non porta nulla di nuovo e si mette in competizione con altre serie che riescono molto meglio. Ad esempio, Crazy Ex-Girlfriend e Unbreakable Kimmy Schmidt sono entrambe serie che riescono a mettere in comunicazione questi due livelli alla perfezione. Insatiable, invece, manca di qualità o capacità per poterlo fare.

Le accuse di fat-shaming

Il fat shaming di Insatiable non punta il dito contro i grassi e dice che magro è meglio. Invece, ti dice che magro è bello, ma non vale niente se non sei anche bella dentro. Il problema di Patty non è quello di essere diventata magra, ma di essere sempre stata una brutta persona. Quando Patty (spoiler alert!), ricade nel binge-eating, lo fa come conseguenza dell'essere brutta dentro, e quindi immeritevole di essere magra. Perché che senso ha essere magra, se sei brutta dentro? Tanto vale essere anche brutta fuori... O almeno è quello che la serie sembra dire. Insatiable non rompe mai l'equazione magra = bella, ma in realtà va bene così. Perché nessun momento nella serie ha davvero le pretese di combattere degli stereotipi. Al contrario, se ne ciba e li rigetta senza davvero aver cambiato qualcosa.

La vendetta di Patty

Il problema principale di questa serie sono le grandi aspettative poste dalla creatrice e dal cast. Di nuovo, se questa serie fosse atterrata su Netflix senza un determinato clima mediatico intorno, probabilmente non sarebbe stata degnata di così tanta attenzione. Insatiable non denuncia niente, e non offre niente di controverso o innovativo. E di nuovo: va bene così. In un'intervista, Lauren Gaussis spiega come la storia di Patty sia arrivata dopo, per accomodare gli impegni di Dallas Roberts. Questo è evidente, in quanto la vendetta di Patty appare forzata all'interno della sua partecipazione al concorso di bellezza. A parte altre due compagne di scuola, nessuno studente è interessato al concorso, e non ha senso che Patty vi partecipi per avere vendetta su di loro. Certo, la sua partecipazione è per provare qualcosa a se stessa, ma a quel punto il tema della vendetta è semplicemente superfluo. Cosa vuole Patty veramente? Il suo personaggio è molto meno riuscito di Bob Armstrong, vero protagonista della serie. Il suo viaggio alla ricerca della propria identità, seppur in parte prevedibile, è costruito con maggiore sensibilità e consapevolezza di quello di Patty.

Se presa come una serie realizzata con lo scopo di sensibilizzare il proprio pubblico, come è stata presentata dalla stessa creatrice, Insatiable presenta davvero molti problemi. Il primo episodio è probabilmente il più problematico, facendosi carico di troppi elementi, presentati in un caotico ibrido tra Unbreakable Kimmy Schmidt e l'ormai dimenticato Popular. Il resto della serie ha alti e bassi, e non sarebbe sorprendente se molti la abbandonassero dopo pochi episodi. Forse sarebbe stato un prodotto migliore se sviluppato in meno episodi.

Insatiable Insatiable governa bene alcuni momenti di comicità e alcuni di sensibilizzazione, ma purtroppo sono veramente pochi, e difficilmente in dialogo tra di loro. I confusi toni della serie portano spesso a chiedersi chi sia veramente il pubblico a cui Insatiable è dedicato.

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