Into the Badlands: recensione della terza stagione

Into the Badlands torna con la sua terza e ultima stagione, con scontri all'ultimo sangue tra nuove e vecchie conoscenze.

recensione Into the Badlands: recensione della terza stagione
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Per chi non avesse seguito Into the Badlands, sappiate che se siete amanti dei film e delle serie d'azione incentrate sulle arti marziali, vi state perdendo una piccola perla. Anzi, forse più che di fronte ad una perla ci troviamo davanti a qualcosa di più grezzo, che non ha la cura di altre serie più blasonate, ma che per quanto riguarda i combattimenti riesce a sorprendere con sequenze di assoluta qualità. La serie prodotta da AMC, ideata da Alfred Gough e Miles Millar, ha avuto il pregio di proporre sul piccolo schermo un buon mix tra l'azione frenetica e spettacolare degli scontri, e lo sviluppo dei personaggi e della trama. Into the Badlands fa parte del catalogo serie TV di Amazon Prime Video, ma si è sempre distinta dalle altre serie action. La prima stagione aveva sicuramente qualche difetto, ma con la seconda sembrava aver trovato la sua strada. Come sarà andata questa terza stagione di Into the Badlands?

Dove eravamo rimasti

Per chi non avesse seguito la serie, ci troviamo di fronte ad uno scenario post apocalittico dopo che una guerra ha devastato il pianeta. Le armi sono state bandite, e la società è ora governata da baroni con i rispettivi territori. Come potete immaginare, questa società di stampo feudale è causa di conflitti e alleanze tra i vari baroni, che cercano di avere la meglio sugli altri. Il popolo si divide principalmente tra i guerrieri e quelli che scelgono di restare al servizio del barone, il quale in cambio offre protezione.

In questo scenario, i più meritevoli emergono e, scalando le gerarchie dell'esercito, possono arrivare a comandare le truppe. Tra questi combattenti, spicca uno dei protagonisti, Sunny (Daniel Wu), che si troverà in un percorso pieno di ostacoli che lo porterà a scoprire sé stesso, e che ci farà scoprire la sua storia e quella degli altri personaggi che impareremo a conoscere nel corso delle puntate.

Quello che queste 3 stagioni ci hanno lasciato è sicuramente un percorso alla scoperta di sé stessi, che i protagonisti hanno portato avanti tra scontri, alleanze e tradimenti. Purtroppo, con questa terza stagione, alcuni personaggi sembrano aver smarrito la strada, con sviluppi non sempre coerenti, soprattutto considerando le stagioni precedenti. In compenso, Sunny (Daniel Wu), Bajie (Nick Frost), e la Vedova (Emily Beecham), continuano ad essere coerenti nel loro sviluppo, dimostrandosi come i punti di forza della serie.

Inoltre, gli attori che li interpretano sembrano ben calati nella parte, risultando sempre convincenti. Bajie, introdotto nella seconda stagione, aveva il merito di essere un personaggio diverso dagli altri, aggiungendo quella comicità che nella prima stagione era praticamente assente. Forse in qualche momento fa qualche battuta di troppo risultando quasi stucchevole, ma resta comunque un valore aggiunto. Il villain principale è invece Taurin (Babou Ceesay), detto anche il Pellegrino. Questo viene venerato dai suoi adepti, e il suo obiettivo è ricostruire l'antica città di Azra a qualunque costo. Il suo potere, soprattutto per quanto riguarda il controllo del dono, è senza pari, rendendolo un nemico sicuramente temibile. Il suo personaggio nel corso della stagione vive di alti e bassi per quanto riguarda la caratterizzazione, anche se è da sottolineare come nel corso degli episodi la sua figura viene approfondita, svelando le sue motivazioni e la sua storia. M.K. ( Aramis Knight), al contrario, è un personaggio che non mi ha mai convinto granché, e in questa stagione si conferma come uno degli anelli deboli della serie, anche per colpa di una sceneggiatura che non lo gestisce al meglio.

Nella prima stagione, nonostante alcuni guerrieri in grado di sovrastare decine di nemici da soli, c'era comunque un certo equilibrio negli scontri tra i lottatori più forti. Poi, con l'introduzione di M.K. e del suo dono nascosto, vedevamo un ragazzo che, pur perdendo il controllo del suo corpo, grazie a quel potere era in grado di atterrare Sunny (forse il guerriero più forte), con un solo colpo.

Col passare degli episodi il potere del dono è stato, per ovvie ragioni, ridimensionato, pur rappresentando sempre un vantaggio non indifferente per chi lo possiede. Per evitare spoiler, vi diciamo solo che in questa stagione sono presenti decine di combattenti col suddetto potere, che vanno a confrontarsi con guerrieri "normali". Questo crea dei problemi narrativi, soprattutto se confrontiamo questa scrittura con quella della prima stagione. Vedere Sunny che tiene testa a gruppi di guerrieri potenziati, dopo che nella prima stagione era stato atterrato con facilità da M.K, fa infatti sorgere qualche dubbio. Forse, non sapendo se la serie sarebbe stata rinnovata, anche a livello di programmazione delle varie stagioni, gli showrunner si sono trovati di fronte a questi problemi di gestione che non sempre sono stati risolti in modo coerente con lo sviluppo della serie.

Senza esclusione di colpi

Se lo sviluppo dei personaggi e della trama non sempre sono stati di alto livello, lo stesso non si può dire dei combattimenti. Grazie ad un'ottima regia, questi risultano sempre molto spettacolari (come la recente serie Amazon Treadstone), senza aver nulla da invidiare a molti film con budget sicuramente superiori. Infatti, anche questa terza stagione ci propone diversi scontri, tutti realizzati in maniera quasi impeccabile.

In alcune occasioni sembra quasi di assistere ad una sorta di danza mortale, tra arti marziali e effetti scenici sempre ben realizzati. Anche a livello di ritmo, la serie, anche grazie ai frequenti scontri, raramente presenta tempi morti o passaggi troppo appesantiti, risultando sempre adrenalinica e interessante. Purtroppo la storia non sempre è all'altezza dei combattimenti, con alcune scelte sicuramente discutibili, e, soprattutto con un cliffhanger finale che non sapremo se avrà un continuo. I nuovi episodi, pur chiudendo il cerchio di molti personaggi e della storia principale, ci lascia con un'ultima sequenza che apre diversi scenari che probabilmente resteranno irrisolti. Ricordiamo che la serie è stata cancellata da AMC, quindi in teoria, a meno di sorprese, quella giunta su Prime Vidovrebbe essere l'ultima stagione.

Into The Badlands - stagione 3 Into the Badlands riesce a portare a compimento il viaggio dei personaggi principali, anche se non senza sbavature. Alcune scelte dubbie per lo sviluppo della storia non permettono alla serie di spiccare il volo, senza però minare l'incredibile picco qualitativo degli scontri, che sembrano delle vere e proprie danze realizzate con un'ottima regia e delle coreografie di alto livello. Purtroppo la serie è stata cancellata, e il cliffhanger conclusivo rende questo finale ancor più amaro.

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